TERRITORIO
Tarquinia, il campeggio “Riva dei Tarquini” verso la rinascita: firmato il contratto con il nuovo gestore

Dopo anni di abbandono, si apre una nuova fase per il campeggio di proprietà dell’Università Agraria in località Spinicci
Tarquinia, 2 settembre 2026 – Per anni i cancelli sono rimasti chiusi, mentre una delle strutture turistico-ricettive più importanti del patrimonio dell’Università Agraria scivolava progressivamente fuori dai circuiti turistici del territorio. Adesso, per il campeggio “Riva dei Tarquini”, si apre un nuovo capitolo. Il presidente dell’Ente, Alberto Riglietti, ha firmato il contratto con la ditta che si è aggiudicata l’avviso pubblico per la gestione della struttura in località Spinicci. Un passaggio che chiude l’iter amministrativo e porta il progetto nella sua fase decisiva: quella della riqualificazione e della ripartenza.
Riva dei Tarquini, ora parte la fase operativa
Con la sottoscrizione del contratto, l’attenzione si sposta sui lavori necessari a riportare in funzione il campeggio. Gli interventi di ammodernamento dovrebbero partire nei prossimi giorni e saranno interamente finanziati dal nuovo gestore, con l’obiettivo di restituire quanto prima la struttura alla sua funzione originaria e riportare turisti e presenze nell’area di Spinicci.
“È un momento storico che vede l’Università Agraria protagonista per il rilancio della struttura turistico-ricettiva Riva dei Tarquini – afferma Riglietti – dopo anni di abbandono, la nostra città vede riaprirsi i cancelli del campeggio di proprietà dell’Ente”.
La firma, però, rappresenta soprattutto il primo passo di un percorso che ora dovrà tradursi in interventi concreti. Dopo una lunga fase di chiusura, la nuova gestione dovrà infatti affrontare la riqualificazione del complesso e costruire le condizioni per il suo ritorno sul mercato turistico.
L’obiettivo: turismo, occupazione e lavoro per le imprese locali
La riapertura di Riva dei Tarquini viene considerata dall’Università Agraria un’opportunità che può andare oltre i confini del campeggio. Il ritorno in attività della struttura potrebbe infatti produrre ricadute sull’economia locale, sia attraverso nuovi flussi turistici sia sul fronte dell’occupazione e dell’indotto.
Secondo quanto evidenziato dall’Ente, il progetto dovrebbe generare posti di lavoro fissi e stagionali e creare nuove occasioni per artigiani, imprese, ristoratori e commercianti del territorio. “Presto il campeggio sarà nuovamente fruibile per tutta la comunità – sostiene Riglietti – e ci saranno ricadute positive in termini di occupazione fissa e stagionale e lavoro per gli artigiani locali e per le attività commerciali locali”.
È proprio questo uno dei punti sui quali si gioca la portata dell’operazione: non soltanto riaprire una struttura rimasta inutilizzata per anni, ma provare a reinserirla all’interno dell’offerta turistica di Tarquinia e del suo litorale, trasformandola nuovamente in un polo capace di generare presenze e lavoro.
Nuove entrate per l’Università Agraria
Alla partita turistica si aggiunge quella economica. La concessione in affitto del campeggio consentirà infatti all’Università Agraria di ottenere nuove entrate da destinare al proprio bilancio. “Sono contento di questo importante traguardo – aggiunge il presidente – la nostra amministrazione ha raggiunto l’obiettivo di far riaprire il campeggio e incassare nel bilancio dell’Ente risorse importanti”.
Riglietti ha quindi ringraziato la Giunta Esecutiva, il Consiglio dell’Ente e la dipendente Maria Bellucci, che ha seguito il procedimento amministrativo. L’Università Agraria rivendica inoltre la trasparenza dell’iter, svolto attraverso un avviso pubblico che ha portato all’individuazione del nuovo gestore.
Dalla firma alla riapertura, la sfida comincia adesso
La parte amministrativa è dunque conclusa. Quella più complessa, però, comincia ora. Dopo anni di abbandono, Riva dei Tarquini dovrà essere ammodernato e riportato nelle condizioni di tornare ad accogliere ospiti. Saranno i prossimi mesi a misurare tempi e portata effettiva della ripartenza.
Il primo ostacolo, intanto, è stato superato: esiste un nuovo gestore, il contratto è stato sottoscritto e l’investimento per gli interventi è previsto a carico della nuova gestione. Da qui passa il tentativo di riportare in vita una struttura che per Tarquinia non rappresenta soltanto un campeggio, ma anche un possibile tassello della più ampia economia turistica del litorale.

