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Addio a Stefano Belmonti, il custode dei sentieri etruschi

Volontario, vicepresidente di Ogniquota e protagonista della tutela del patrimonio archeologico e naturalistico del territorio

Cerveteri, 3 settembre 2026 – Ci sono persone che attraversano un territorio e altre che finiscono per diventarne parte. Stefano Belmonti apparteneva alla seconda categoria.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo del volontariato, dell’escursionismo e della tutela del patrimonio archeologico e ambientale tra Cerveteri e il litorale nord. Per anni ha dedicato tempo, energie e competenze alla riscoperta dei sentieri, alla cura dei luoghi della memoria etrusca e alla promozione di un modo diverso di vivere il territorio: camminandolo, conoscendolo e proteggendolo.

La notizia della sua morte ha suscitato il cordoglio della sindaca di Cerveteri Elena Gubetti e dell’Amministrazione comunale di Ladispoli.

Stefano Belmonti e il lavoro per la Via degli Inferi

Gubetti ha ricordato di aver conosciuto Belmonti nel 2016, durante il lavoro per la riapertura della Via degli Inferi, uno dei percorsi più suggestivi dell’area archeologica ceretana.

Un rapporto nato intorno alla tutela del territorio e poi proseguito attraverso numerosi progetti.

Belmonti era vicepresidente dell’associazione escursionistica Ogniquota e aveva collaborato attivamente con i volontari del Gruppo Archeologico Romano, mettendo a disposizione il proprio tempo per interventi di scavo, pulizia, recupero e manutenzione.

Tra i lavori ricordati dalla sindaca c’è proprio quello sulla Via degli Inferi e sulle aree attorno alla Necropoli della Banditaccia, iniziato nel 2015 e portato avanti negli anni attraverso un’attività costante.

Dai sentieri delle Cascatelle al Cammino degli Etruschi

L’impegno di Belmonti non si fermava all’archeologia.

Negli anni aveva partecipato alla cura dei percorsi storici e naturalistici del comprensorio, comprese le zone delle Cascatelle e di Castel Giuliano, contribuendo anche alla realizzazione di mappe e strumenti utili a escursionisti e visitatori.

Un lavoro che si intrecciava con la promozione del turismo lento e con la collaborazione con la DMO Etruskey, soprattutto per lo sviluppo del Cammino degli Etruschi e per il collegamento tra i principali siti archeologici dell’Etruria meridionale.

Il territorio, per Belmonti, non era soltanto qualcosa da osservare. Era qualcosa da attraversare e rendere accessibile.

L’impegno per un territorio senza barriere

Tra i ricordi più significativi richiamati da Gubetti ci sono anche le iniziative dedicate all’inclusione.

Belmonti aveva partecipato a progetti che avevano permesso a persone con disabilità di percorrere i sentieri della Banditaccia grazie alle Joëlette, carrozzine monoruota pensate per consentire l’accesso anche sui percorsi sterrati.

Un modo concreto di abbattere le barriere e di rendere patrimonio e natura realmente fruibili da tutti.

“Il segno tangibile del suo amore per la nostra terra rimarrà per sempre impresso in ogni sentiero che ha curato”, ha scritto la sindaca di Cerveteri nel suo messaggio di cordoglio.

Il ricordo arriva anche da Ladispoli

Alla famiglia e ai volontari che hanno condiviso con Belmonti anni di attività è arrivata anche la vicinanza dell’Amministrazione comunale di Ladispoli.

L’assessore alla Cultura Margherita Frappa ha ricordato la collaborazione maturata nell’ambito delle attività legate al Gruppo Archeologico Romano, oggi GACELATA, sottolineandone preparazione, disponibilità e capacità di trasmettere agli altri l’amore per la storia e per il territorio.

“Stefano ha dedicato per molti anni tempo, competenze ed energie al volontariato, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico e ambientale”, ha ricordato Frappa.

Un impegno che ha lasciato tracce concrete, oltre il ricordo personale.