Sciopero aerei il 13 settembre, rischio ritardi e cancellazioni: le fasce di garanzia
Con la fine della franchigia estiva ripartono le agitazioni nel trasporto aereo: cosa devono sapere i passeggeri
Fiumicino, 10 settembre 2026 – Tornano gli scioperi nel trasporto aereo. Dopo la fine della franchigia estiva, scaduta il 5 settembre, il primo appuntamento è fissato per domenica 13 settembre, quando il personale dei servizi di terra di diversi aeroporti italiani incrocerà le braccia.
Tra gli scali interessati figurano Fiumicino, Ciampino, Malpensa, Torino e Venezia, con astensioni dal lavoro di durata variabile, da quattro ore fino all’intera giornata, a seconda dell’aeroporto e della struttura coinvolta.
Lo sciopero riguarderà lavoratori di società attive nella gestione aeroportuale e nella sicurezza, oltre ad altre iniziative promosse da diverse organizzazioni sindacali. Possibili quindi ritardi e cancellazioni per i voli in arrivo e in partenza dagli aeroporti interessati.
Sciopero aerei, le fasce garantite
Nella giornata del 13 settembre resteranno comunque operative le fasce protette dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21, durante le quali i collegamenti previsti dovrebbero essere garantiti.
Eventuali disagi accumulati nelle ore precedenti, tuttavia, potrebbero avere ripercussioni anche sull’operatività complessiva della giornata.
Per chi deve partire, l’indicazione è quella di verificare costantemente lo stato del proprio volo attraverso i canali ufficiali della compagnia aerea e dell’aeroporto, in modo da conoscere tempestivamente eventuali variazioni di orario o cancellazioni.
Volo cancellato: rimborso o trasporto alternativo
In caso di cancellazione, i passeggeri hanno diritto a scegliere tra rimborso completo del biglietto e trasporto alternativo.
In genere è la compagnia a proporre una nuova prenotazione o un’altra soluzione di viaggio. Se questo non avviene, AirHelp consiglia di conservare le prove dei tentativi effettuati per contattare il vettore, comprese e-mail, chat, screenshot e chiamate al servizio clienti.
Solo quando la compagnia rifiuta la riprotezione, risulta irraggiungibile oppure propone una soluzione significativamente più scomoda, il passeggero può organizzare autonomamente un’alternativa. In questo caso è necessario conservare le ricevute delle spese sostenute.
Sciopero e compensazione fino a 600 euro
Secondo Mariana Giuliano, avvocato esperta di diritti dei passeggeri di AirHelp, la presenza di uno sciopero aeroportuale non esclude automaticamente il diritto alla compensazione prevista dal Regolamento UE 261/2004.
“È un malinteso comune pensare che qualsiasi sciopero aeroportuale annulli automaticamente il diritto alla compensazione pecuniaria. Uno sciopero del personale di terra può essere considerato una circostanza eccezionale, ma le compagnie aeree non ottengono questa esenzione in automatico”, spiega Giuliano.
Secondo l’esperta, il vettore deve dimostrare che lo sciopero abbia inciso “in modo diretto e inevitabile” sullo specifico volo. In assenza di una prova adeguata, il passeggero potrebbe quindi conservare il diritto a una compensazione fino a 600 euro, oltre alle altre tutele previste in materia di assistenza, rimborso e riprotezione.
Cosa succede con oltre cinque ore di ritardo
AirHelp ricorda inoltre che, per i voli con più di cinque ore di ritardo o riprogrammati a una data successiva, la compagnia deve offrire il rimborso integrale del biglietto.
Chi sceglie il rimborso rinuncia alla prosecuzione del viaggio con quel titolo e dovrà organizzare autonomamente eventuali spostamenti successivi. Chi invece decide di raggiungere la destinazione può optare per una soluzione alternativa, con il vettore tenuto, quando previsto, a garantire anche assistenza, vitto, bevande e pernottamento.




