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Tarquinia, sulle rotte del vino etrusco: anfore, commerci e scambi con Sicilia e Magna Grecia

La conferenza, a ingresso libero e patrocinata dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia (STAS), sarà dedicata agli scambi commerciali antichi

Tarquinia, 15 settembre 2026 – Il vino prodotto nell’Italia tirrenica viaggiava fino alla Sicilia già nel VI secolo a.C. A raccontarlo sono le anfore etrusco-campane rinvenute nell’antica città greca di Camarina, al centro dell’incontro in programma giovedì 17 settembre alle 18.30 al Vincanto Wine Bar di Tarquinia, in piazza San Martino.

La conferenza, a ingresso libero e patrocinata dalla Società Tarquiniense d’Arte e Storia (STAS), sarà dedicata agli scambi commerciali tra Etruria, Magna Grecia e Sicilia e al ruolo che il vino ebbe nelle rotte del Mediterraneo antico.

Le anfore di Camarina e il vino etrusco

Il punto di partenza sarà la scoperta di alcune anfore vinarie di tipo etrusco-campano, databili al VI secolo a.C., rinvenute a Camarina, nella Sicilia meridionale.

La loro presenza rappresenta una testimonianza dell’esportazione di vino dall’Italia tirrenica verso la Sicilia in età arcaica. Le anfore, successivamente riutilizzate nella necropoli di Camarina per le sepolture degli infanti, presentano caratteristiche simili a quelle prodotte a Ischia, riconducibili al tipo B della classificazione Buchner.

La loro funzione potrebbe essere stata collegata al trasporto e alla commercializzazione del vino Amineo.

I traffici nel Mediterraneo antico

Altri elementi arrivano dal ritrovamento di anfore etrusco-campane a bordo di una nave commerciale naufragata nelle acque di Camarina.

Ritrovamenti che aprono interrogativi sulla composizione dei carichi, sulle dinamiche degli scambi e sui protagonisti del commercio marittimo nel Mediterraneo arcaico.

A introdurre l’incontro sarà il giornalista Stefano Tienforti. Interverranno l’archeologa Alessandra Sileoni, presidente della STAS, il docente di archeologia Maurizio Paoletti e Giovanni Di Stefano.

Di Stefano è dirigente tecnico archeologo della Regione Siciliana, direttore del Museo Regionale e del Parco Archeologico di Camarina e Cava d’Ispica, docente di Archeologia del Mediterraneo Tardoantico alle Università della Calabria e di Roma Tor Vergata e membro del Consiglio scientifico della Scuola Archeologica Italiana di Cartagine.

L’appuntamento offrirà così l’occasione per ricostruire, attraverso i dati archeologici, come il vino circolava nel Mediterraneo antico e quali rapporti legavano Etruria, Magna Grecia e Sicilia.

Foto generata con l’intelligenza artificiale