IL CASO
Anzio, il ricorso sulle elezioni 2024 va a sentenza: il Consiglio di Stato chiamato a decidere
I giudici hanno trattenuto la causa in decisione. Al centro del ricorso le irregolarità contestate in alcune sezioni e sei schede già esaminate dal Tar
Anzio, 17 settembre 2026 – Il ricorso sulle elezioni comunali di Anzio del novembre 2024 è arrivato al passaggio decisivo davanti al Consiglio di Stato. Dopo l’udienza di giovedì 17 settembre, prevista nel calendario ufficiale della Giustizia amministrativa, la causa è stata trattenuta in decisione.
“I Giudici del Consiglio di Stato hanno trattenuto in decisione la causa che metterà fine alla querelle che dura da anni, sia nel bene che nel male”, ha commentato Stefano Bertollini, candidato sindaco del centrodestra alle elezioni del 2024.
Al centro del giudizio c’è il ricorso sul risultato del primo turno del 17 e 18 novembre 2024, già respinto dal Tar del Lazio e successivamente portato in secondo grado. Aurelio Lo Fazio è l’attuale sindaco di Anzio.
Il ricorso sulle elezioni di Anzio
Il contenzioso era stato avviato nell’aprile 2025 con il ricorso presentato dall’avvocato Toni De Simone per conto di Lega, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Forza Italia.
Al primo turno Bertollini aveva ottenuto 10.058 voti, mentre Aurelio Lo Fazio ne aveva raccolti 3.649, Pietro Di Dionisio 3.610, Rosalba Giannino 1.042 e Franco Pucillo 287.
Le liste collegate a Bertollini avevano totalizzato 10.007 voti, pari al 49,51%. Secondo i ricorrenti, sarebbero mancati 131 voti per raggiungere la soglia indicata per il premio di maggioranza.
La contestazione si è concentrata su una serie di discrepanze riscontrate tra verbali delle operazioni elettorali e tabelle di scrutinio. Nel ricorso è stato inoltre richiamato il tema della corrispondenza tra schede autenticate, schede utilizzate e numero degli elettori.
Il Tar aveva respinto il ricorso
Nell’ottobre 2025 il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso di Bertollini e dei rappresentanti delle quattro liste che lo sostenevano.
Secondo la ricostruzione riportata nella decisione, le irregolarità contestate non erano state considerate sufficienti per determinare una modifica sostanziale del risultato elettorale.
Uno dei punti più discussi riguardava sei schede in tre sezioni su 38. I ricorrenti avevano sostenuto che le anomalie potessero essere indicative della cosiddetta “scheda ballerina”, vale a dire un meccanismo illecito basato sull’utilizzo all’esterno del seggio di una scheda già autenticata.
Il Tar non aveva però ritenuto che la sola mancata corrispondenza numerica fosse sufficiente a dimostrare l’illegittimità complessiva delle operazioni elettorali, considerando il fenomeno contestato marginale rispetto al totale dei voti espressi.
Il secondo grado davanti al Consiglio di Stato
Da quelle motivazioni è partito il ricorso in appello. L’udienza di giovedì è durata pochi minuti e, secondo quanto riferito, le parti hanno depositato le rispettive memorie.
Il legale dell’amministrazione Lo Fazio avrebbe chiesto un rinvio per una questione relativa alla notifica di un atto ad alcuni esponenti della maggioranza. I giudici non avrebbero ritenuto l’elemento tale da impedire la trattazione e hanno quindi acquisito la documentazione, trattenendo la causa in decisione.
La vicenda era già arrivata davanti al Consiglio di Stato nei mesi scorsi, quando la decisione era stata rinviata a settembre.
Cosa può succedere ora
Gli scenari giuridici richiamati nel contenzioso sono diversi. Il Consiglio di Stato potrebbe respingere l’appello, lasciando invariato il risultato delle elezioni e quindi l’attuale assetto dell’amministrazione comunale.
Un’altra eventualità è l’accoglimento delle contestazioni con conseguenze più ampie sulle operazioni elettorali, fino alla possibile ripetizione del voto qualora i giudici ne ravvisassero i presupposti.
Tra le ipotesi prospettate dai ricorrenti c’è anche quella di una ripetizione delle operazioni soltanto nelle sezioni interessate dalle contestazioni. In quel caso, il nuovo voto potrebbe incidere sui numeri del primo turno e sulla successiva composizione della competizione elettorale.
Non è possibile anticipare quale soluzione verrà adottata: sarà la sentenza a stabilire se le irregolarità contestate abbiano avuto o meno un’incidenza giuridicamente rilevante sull’esito delle elezioni.
Secondo quanto riferito dopo l’udienza, la decisione è attesa nelle prossime settimane. Fino al deposito della sentenza, resta quindi invariato l’attuale assetto del Comune di Anzio.


