Blitz con le unità cinofili di Fiumicino: arrestato per possesso di armi a Roma
Rinvenuti e sequestrati uno sfollagente telescopico. un coltello a scatto e una balestra tattica.
Roma, 26 Settembre 2026 – Un arresto in flagranza e oltre 3 mila euro sequestrati a Roma nel quartiere Sacco-Pastore. L’operazione è stata condotta dai militari del 3° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza con il supporto dell’unità cinofila del Gruppo di Fiumicino. I dettagli sono stati resi noti dalle Fiamme Gialle.
Il fiuto e l’intervento specializzato dei cinofili del Gruppo di Fiumicino hanno impresso una svolta determinante a un controllo su strada eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma. L’ispezione, avviata nel quartiere capitolino di Sacco-Pastore dai militari del 3° Nucleo Operativo Metropolitano su un’autovettura con a bordo due cittadini italiani, si è rapidamente trasformata in una doppia operazione giudiziaria che ha unito la repressione della detenzione illegale di armi al contrasto alle frodi sulla spesa pubblica.
L’intervento dell’unità cinofila di Fiumicino e le perquisizioni
La presenza e il supporto operativo dell’unità cinofila arrivata da Fiumicino hanno permesso di estendere il controllo iniziale in modo capillare, passando dall’abitacolo della vettura fino alle perquisizioni domiciliari. I militari avevano infatti individuato un primo segnale d’allarme trovando il conducente del veicolo in possesso di uno sfollagente telescopico.
L’impiego dell’unità specializzata ha consentito di completare con precisione le verifiche, portando alla luce e al contestuale sequestro di un coltello a scatto e di una balestra tattica. Alla luce delle normative introdotte dal “Decreto Caivano”, per il conducente è scattato immediatamente l’arresto in flagranza di reato.
Il secondo filone d’indagine: contanti e Assegno di Inclusione
Parallelamente ai riscontri sulle armi, il controllo ha aperto un secondo fronte investigativo concentrato sul passeggero. L’uomo è stato trovato con 3.350 euro in contanti, una somma di cui non è stata chiarita la provenienza e che ha fatto scattare l’immediato sequestro probatorio.
La disponibilità di denaro liquido ha indotto le Fiamme Gialle ad avviare istantanei approfondimenti economico-patrimoniali attraverso l’incrocio delle banche dati. Gli accertamenti hanno rivelato una marcata sproporzione: l’uomo risultava infatti percettore dell’Assegno di Inclusione per un importo complessivo stimato tra i 6.000 e gli 8.000 euro, a fronte di una posizione economica del tutto incompatibile con i requisiti del beneficio statale.
Una rete di società e debiti con il fisco
Dall’analisi delle partecipazioni è emerso che il passeggero aveva ricoperto nel tempo la carica di amministratore in 15 aziende e risultava tuttora al vertice di 5 società, alcune delle quali gravate da consistenti debiti fiscali. Non solo: le verifiche hanno documentato anche recenti acquisizioni di quote societarie per un controvalore di circa 20.000 euro.
Al termine dell’attività, entrambi i soggetti sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Roma per le ipotesi di reato connesse alla detenzione abusiva di armi, all’indebita percezione di sussidi pubblici e alla sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. L’azione si inserisce nell’ambito delle disposizioni decise in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica su indicazione del Prefetto di Roma, ferma restando la presunzione di innocenza per entrambi gli indagati fino a sentenza definitiva.


