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Pd, programma comune e primarie: Schlein punta all’unità della coalizione

Il Pd accelera sul programma con M5S, Avs e centristi. Alla riunione con Schlein anche primarie, legge elettorale e caso Gori.

Il Partito democratico accelera sul programma comune con M5S, Avs e forze moderate e centriste. È una delle indicazioni emerse dalla riunione della segreteria dem al Nazareno con Elly Schlein, un confronto dedicato anche alle primarie, alla legge elettorale e alla possibile scadenza elettorale della prossima primavera.

L’incontro, iniziato poco dopo le 17 e descritto come lungo ma tranquillo, era ancora in corso al momento della pubblicazione. Il confronto ha riguardato sia i passaggi interni al partito sia la costruzione della coalizione. L’obiettivo del Pd è accelerare sul tavolo programmatico, partendo dalla convinzione che il centrosinistra non debba iniziare da zero.

Il programma con M5S, Avs e centristi

Nel corso della riunione è stata ribadita la necessità di lavorare rapidamente a un’intesa tra Pd, M5S, Avs e le componenti moderate. Per i dem, al confronto dovrebbero partecipare fin dall’inizio anche i centristi della coalizione.

Il perimetro di quest’area resta però frammentato. Sono citati Casa Riformista con Italia Viva, i civici di Alessandro Onorato, il movimento di Ernesto Ruffini e quello di Vincenzo Spadafora. Parallelamente, rimane teso il rapporto tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi.

Tra i nodi da affrontare figura anche la posizione sull’invio di armi a Kiev. Conte ha invitato ad attendere gli appuntamenti interni del Pd prima di avviare il confronto, mentre Renzi ha ribadito la necessità politica di non dividersi e di costruire l’unità sui contenuti, citando stipendi, sanità e scuola.

Primarie e caso Gori

Un altro tema centrale è quello delle primarie. Igor Taruffi ha sostenuto che lo Statuto del Pd individua nella segretaria la candidata a Palazzo Chigi e che, in caso di primarie, non ci sarebbero motivi per prevedere deroghe. Schlein, ha aggiunto, dispone della maggioranza all’interno del partito.

La questione riguarda direttamente Giorgio Gori, eurodeputato dell’area riformista indicato come possibile candidato. La minoranza propone primarie a doppio turno e chiede che il tema della deroga sia sottoposto all’Assemblea nazionale. Le regole delle primarie, tuttavia, non sono ancora definite.

Gori sostiene che il pluralismo potrebbe rafforzare il candidato scelto al termine del percorso, anziché indebolirlo. Ricorda inoltre che in passato lo Statuto fu modificato per consentire a Matteo Renzi di partecipare alle primarie ai tempi della candidatura di Pierluigi Bersani e, successivamente, per permettere a Schlein di correre al congresso.

Legge elettorale e prossimi passaggi

La legge elettorale è indicata come uno snodo importante nella fase politica attuale. Il Pd si prepara alla Direzione prevista per venerdì e alla successiva Assemblea. Tra i temi all’ordine del giorno dovrebbe esserci anche la proroga del mandato di Schlein, in scadenza a marzo, viste le elezioni politiche alle porte.

Sarebbe la prima volta che un segretario del Pd arriva alla fine del mandato. Prima di definire il candidato e affrontare le primarie, il partito punta quindi sul programma della coalizione e sul confronto tra le diverse forze del centrosinistra.