IL CASO
|Tor Bella Monaca, minacce contro il liceo Arnaldi: scattano i controlli con metal detector
Alunni controllati all’ingresso. Rete Studenti Lazio critica la misura: “Serve sicurezza, non un clima di paura”.
Roma, 1 ottobre 2026 – Controlli della polizia con metal detector portatili questa mattina, 1° ottobre, agli ingressi di un istituto scolastico nel quartiere Casilino. Secondo la Rete degli Studenti Medi del Lazio, la scuola coinvolta è il Liceo Amaldi e la misura sarebbe arrivata dopo la comparsa, sulla pagina Instagram “spotted” dell’istituto, di ripetute minacce anonime relative a una possibile sparatoria.
Il dispositivo di sicurezza era stato deciso nel tardo pomeriggio del 30 settembre dal questore di Roma, in raccordo con il prefetto, dopo una segnalazione della dirigente scolastica relativa a un rischio definito dalla polizia “potenziale e non meglio circostanziato” per la mattinata successiva.
Metal detector agli ingressi della scuola
Attorno alle due sedi dell’istituto è stata predisposta una cornice di sicurezza con equipaggi dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e personale del VI Distretto di P.S. Casilino.
I controlli agli accessi sono stati effettuati anche attraverso metal detector portatili. Secondo quanto comunicato dalla polizia, l’ingresso degli studenti, del personale docente e degli altri lavoratori si è svolto senza criticità e non sono emersi elementi riconducibili al rischio segnalato.
Il dispositivo è stato pianificato in raccordo con la dirigenza dell’istituto e con l’Ufficio scolastico regionale, con l’obiettivo dichiarato di mantenere un clima di collaborazione durante le verifiche.
La misura rientra nell’applicazione della direttiva congiunta del 28 gennaio 2026 dei ministeri dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito, dedicata al rafforzamento delle attività di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità negli istituti scolastici. La direttiva prevede, a livello territoriale, monitoraggio delle situazioni considerate più sensibili e interventi mirati in raccordo tra autorità di pubblica sicurezza e istituzioni scolastiche.
Rete Studenti Lazio: “La scuola non deve diventare una caserma”
Sull’intervento è arrivata la presa di posizione della Rete degli Studenti Medi del Lazio, che parla di controlli e perquisizioni sugli studenti e contesta la scelta di ricorrere alla presenza delle forze dell’ordine e ai metal detector.
“Pensare che la risposta a questi problemi possa essere la presenza della polizia e l’introduzione di metal detector nelle scuole è semplicistico – dichiara Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio –. La scuola deve essere un luogo di formazione, non una caserma. Servono strumenti capaci di garantire sicurezza senza trasformare gli istituti in luoghi di controllo e paura”.
La polizia, dal canto suo, inquadra l’intervento in una logica di prevenzione del rischio, anche alla luce degli episodi problematici che nelle ultime settimane hanno interessato diversi contesti scolastici della Capitale.


