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Canale Palocco, via libera alla cassa di espansione da 34 milioni: conterrà 277mila metri cubi d’acqua

L’Assemblea Capitolina approva il progetto e adotta la variante urbanistica. L’opera sarà realizzata in due stralci e, quando non servirà per le piene, l’area diventerà un parco pubblico

Ostia, 2 ottobre 2026 – Un bacino capace di trattenere temporaneamente circa 277mila metri cubi d’acqua durante le piene del Canale Palocco, con l’obiettivo di ridurre il rischio di allagamenti nei quartieri a valle. Fa un passo avanti il progetto della cassa di espansione di Madonnetta, nel Municipio X: l’Assemblea Capitolina ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica, adottato la variante urbanistica necessaria e dichiarato la pubblica utilità dell’intervento. L’investimento previsto ammonta a 34,43 milioni di euro.

Canale Palocco, una cassa da 277mila metri cubi

La nuova infrastruttura avrà una capacità utile di circa 277mila metri cubi. Durante le piene del Canale Palocco il bacino tratterrà una parte dell’acqua, che verrà poi restituita al corso d’acqua in maniera regolata attraverso una paratoia di controllo dei deflussi.

L’obiettivo è alleggerire il sistema idraulico nei momenti di maggiore afflusso e aumentare la protezione dei quartieri situati a valle. La variante urbanistica adottata prevede inoltre la destinazione a verde pubblico e servizi delle aree interessate dall’intervento, oggi comprese nella centralità Acilia-Madonnetta.

“Con questa adozione avanziamo verso un’opera necessaria per la sicurezza del Municipio X. La cassa permetterà di gestire le piene del Canale Palocco e di proteggere meglio i quartieri a valle”, afferma l’assessora capitolina ai Lavori pubblici e alle infrastrutture Ornella Segnalini.

Un investimento da 34,43 milioni di euro

Il quadro economico complessivo è pari a 34,43 milioni di euro. Di questi, 10 milioni sono finanziati dalla Regione Lazio attraverso le risorse del programma FESR 2021-2027, mentre gli altri 24,43 milioni saranno sostenuti da Roma Capitale.

L’opera verrà realizzata in due stralci funzionali. Il primo, coperto dai finanziamenti regionali, permetterà di mettere in funzione un sistema idraulico autonomo. Il secondo, finanziato dal Campidoglio, servirà ad aumentare la capacità complessiva della cassa e a completare la sistemazione dell’area.

Un percorso che, secondo il presidente della commissione capitolina Lavori pubblici Antonio Stampete, risponde a una criticità avvertita da tempo nel territorio: “Il progetto affronta questa criticità con un primo stralcio già autonomo e un secondo che rafforzerà la protezione idraulica. Allo stesso tempo, prevede uno spazio verde a disposizione del quartiere”.

Il 95% del materiale scavato sarà riutilizzato

Il progetto prevede anche il riutilizzo del 95% del materiale proveniente dagli scavi necessari per realizzare il bacino. Il materiale sarà impiegato per costruire lo sbarramento in terra, con l’obiettivo di favorire l’inserimento dell’infrastruttura nel contesto circostante.

La cassa di espansione non sarà inoltre uno spazio destinato esclusivamente alla funzione idraulica. Quando non sarà chiamata a contenere le piene, l’area potrà essere utilizzata come parco pubblico, con percorsi ciclopedonali e zone di sosta.

“Abbiamo previsto anche che, quando non svolge la sua funzione idraulica, questo spazio possa essere vissuto dai cittadini come parco pubblico. Ora il lavoro prosegue per arrivare alla realizzazione dell’intervento”, sottolinea Segnalini.

Celli: “Un intervento strategico per la sicurezza del territorio”

Sul via libera dell’Assemblea Capitolina è intervenuta anche la presidente Svetlana Celli, che ha definito l’approvazione “un passo concreto verso la realizzazione di un intervento strategico per la sicurezza del territorio”.

“È un’infrastruttura attesa da anni, fondamentale per un’area che ha conosciuto direttamente le conseguenze delle fragilità del proprio sistema idraulico”, afferma Celli, indicando nella prevenzione e nella tutela di persone, abitazioni e attività economiche le finalità dell’intervento.

Per la cassa di espansione di Madonnetta si apre ora la fase necessaria a completare l’iter urbanistico. Soltanto dopo l’approvazione definitiva potranno procedere la progettazione esecutiva e i successivi lavori.