il caso
Castel Porziano, esposto di LabUr in Procura: nel mirino concessioni e attività oltre la stagione balneare
L’associazione solleva dubbi sulla concessione demaniale, sulla prosecuzione delle attività dopo il 30 settembre e sugli atti adottati da Roma Capitale
Ostia, 2 ottobre 2026 – Un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per chiedere accertamenti sulla gestione della concessione demaniale di Castel Porziano, sugli affidamenti ai privati e sulla prosecuzione delle attività oltre il termine della stagione balneare 2026. A presentarlo è LabUr – Laboratorio di Urbanistica, attraverso il presidente Andrea Schiavone. Il documento è indirizzato, per quanto di competenza, anche al Segretariato della Presidenza della Repubblica, all’Agenzia del Demanio, all’Agenzia delle Dogane e alla Guardia di Finanza.
Al centro dell’esposto c’è la C.D.M. n. 1/2023, relativa all’arenile di Castel Porziano, e una serie di atti amministrativi che, secondo LabUr, richiederebbero verifiche sulla regolarità delle procedure e sulla prosecuzione degli affidamenti dopo il 30 settembre 2026, data indicata come termine della stagione balneare. Nel documento vengono richiamate, come ipotesi da sottoporre alla valutazione della magistratura, anche possibili fattispecie di turbata libertà degli incanti o del procedimento di scelta del contraente, falsità in atti e omissione di atti d’ufficio. Non si tratta, dunque, di contestazioni già accertate, ma di profili sui quali l’associazione chiede verifiche.
La concessione di Castel Porziano
LabUr ricostruisce innanzitutto la natura della concessione di Castel Porziano, sostenendo che si tratti di una fattispecie diversa rispetto alle ordinarie concessioni demaniali del litorale romano. L’attuale titolo, la C.D.M. n. 1/2023 – Rep. n. 101/2023, riguarda complessivamente 385.884 metri quadrati ed è stato rilasciato dall’Autorità marittima “al Presidente del Municipio X, per conto di Roma Capitale” per finalità di pubblica balneazione e attività strettamente connesse.
Secondo la ricostruzione dell’associazione, proprio la particolare natura di questo rapporto concessorio renderebbe necessario verificare quale soggetto, all’interno di Roma Capitale, fosse legittimato ad assumere determinati atti.
Il documento richiama infatti un procedimento avviato dalla Capitaneria di Porto di Roma l’8 maggio 2024, denominato “Ampliamento e sviluppo del rapporto concessorio con Roma Capitale”, relativo anche alla variazione dell’intestazione della concessione dal presidente del Municipio X al sindaco di Roma Capitale. LabUr chiede di acquisire il provvedimento conclusivo per verificare cosa sia stato effettivamente modificato.
I dubbi sui poteri del direttore Carlo Mazzei
Un altro capitolo riguarda Carlo Mazzei, nominato nel dicembre 2025 direttore della Direzione Rigenerazione del Litorale e Grandi Progetti.
LabUr precisa che l’incarico dirigenziale risulta documentalmente esistente, ma sostiene che, sulla base degli atti acquisiti, non emergerebbe uno specifico provvedimento che attribuisca a Mazzei il potere di rappresentare il concessionario della C.D.M. n. 1/2023 nei rapporti con la Capitaneria e, in particolare, nell’esercizio delle facoltà previste dall’articolo 45-bis del Codice della navigazione. Per questo l’esposto chiede l’acquisizione di eventuali deleghe, determinazioni o ordini di servizio.
Il nodo del 30 settembre e della destagionalizzazione
Il passaggio centrale riguarda la fine della stagione balneare. LabUr richiama l’Ordinanza sindacale n. 63 del 30 aprile 2026, che, secondo quanto riportato nell’esposto, stabilisce il termine della stagione al 30 settembre 2026 e comprende espressamente anche Castel Porziano.
L’associazione ricorda inoltre che gli operatori presenti sull’arenile non sarebbero titolari di autonome concessioni demaniali, ma affidatari di determinate attività per conto di Roma Capitale attraverso autorizzazioni ex art. 45-bis del Codice della navigazione, con affidamenti parametrati alla durata della stagione balneare.
Il 29 settembre 2026, Roma Capitale ha poi adottato l’Ordinanza sindacale n. 127 sulla destagionalizzazione delle attività turistico-ricreative. LabUr sostiene però che la disciplina applicabile a Castel Porziano debba essere approfondita proprio in ragione della particolare natura della concessione, nella quale Roma Capitale opererebbe come concessionario e non come autorità concedente.
La richiesta alla Capitaneria e l’estensione al 30 ottobre
Nell’esposto viene richiamata anche una nota del 30 settembre 2026, con la quale il direttore Mazzei avrebbe chiesto alla Capitaneria di Porto di Roma il nulla osta demaniale per consentire la destagionalizzazione delle attività presso il lotto C1 di Castel Porziano.
Secondo LabUr, la prosecuzione sarebbe stata richiesta in favore dello stesso soggetto già affidatario durante la stagione balneare. Da qui la richiesta di verificare se, per il periodo successivo, fosse invece necessaria una nuova procedura comparativa.
Il giorno successivo, 1° ottobre, sarebbe stata inoltre sottoscritta una comunicazione avente ad oggetto l’“estensione della stagione balneare 2026” fino al 30 ottobre. L’associazione osserva che il documento, per come viene descritto nell’esposto, comunicherebbe l’estensione senza indicare il provvedimento che l’avrebbe formalmente disposta, l’autorità competente, gli estremi dell’atto o l’eventuale autorizzazione dell’Autorità marittima.
Su questo punto LabUr chiede alla Procura di verificare l’esistenza del provvedimento presupposto e, qualora non esistesse, di valutare la natura e gli effetti della comunicazione anche sotto il profilo di eventuali fattispecie di falsità in atto pubblico.
Le procedure di affidamento sotto esame
L’esposto pone quindi il tema della concorrenza e della libertà delle procedure di scelta. Secondo LabUr, se gli affidamenti originari erano limitati alla stagione balneare, la prosecuzione fuori stagione costituirebbe un periodo ulteriore rispetto a quello inizialmente previsto.
L’associazione chiede dunque di verificare se l’eventuale prosecuzione diretta in favore degli stessi operatori, senza una nuova procedura comparativa, possa aver sottratto alla concorrenza un periodo di gestione non compreso nell’affidamento originario. È in questo contesto che il documento richiama gli articoli 353 e 353-bis del Codice penale, chiedendo alla Procura di valutarne l’eventuale applicabilità qualora ne ricorrano gli elementi.
Le interlocuzioni citate nell’esposto
LabUr riferisce inoltre di aver acquisito documentazione relativa a interlocuzioni tra esponenti dell’amministrazione capitolina, Autorità marittima e soggetti interessati alla prosecuzione delle attività.
In particolare viene citata documentazione attribuita al comandante della Delegazione di Spiaggia di Ostia Francesco Babusci, della quale l’associazione chiede l’acquisizione dell’originale e una verifica forense. Nell’esposto si sostiene che da questi documenti emergerebbero interlocuzioni antecedenti agli atti amministrativi e indicazioni relative alle modalità con cui consentire la prosecuzione delle attività. Anche su questo punto LabUr chiede accertamenti specifici.
Il documento indica inoltre Babusci, Mazzei e altri soggetti come persone potenzialmente a conoscenza di aspetti della vicenda, precisando espressamente che tale indicazione non comporta attribuzione di responsabilità penali.
La richiesta alla Procura
Nelle conclusioni, LabUr chiede alla Procura di acquisire l’intero fascicolo amministrativo relativo alla C.D.M. n. 1/2023, compresi gli atti sulla variazione dell’intestazione della concessione, eventuali deleghe a Mazzei, affidamenti e autorizzazioni delle stagioni 2025 e 2026, le note del 30 settembre e del 1° ottobre, le comunicazioni tra Roma Capitale e Autorità marittime e la documentazione relativa alle interlocuzioni richiamate nell’esposto.
L’associazione chiede inoltre di verificare eventuali omissioni, ritardi o elusioni di attività dovute da parte degli uffici competenti e la regolarità delle procedure di affidamento e degli atti formati. Anche in questo caso si tratta di richieste di accertamento, sulle quali non risulta nel documento alcuna valutazione già compiuta dall’autorità giudiziaria.
L’esposto è datato 2 ottobre 2026 e porta la firma del presidente di LabUr, Andrea Schiavone.


