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Roma, adescava ragazze minorenni sui social promettendo soldi e regali: arrestato 40enne

L’indagine è partita dalla denuncia dei genitori di una ragazza non ancora 15enne. Contestati prostituzione e pornografia minorile e detenzione o accesso a materiale pedopornografico

Roma, 2 ottobre 2026 – Un uomo di circa 40 anni è stato arrestato a Roma dai Carabinieri del Comando Provinciale in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale su richiesta della Procura. È gravemente indiziato dei reati di prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione o accesso a materiale pedopornografico, con l’aggravante contestata per fatti commessi ai danni di minori di 16 anni.

Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe avvicinato giovani ragazze attraverso social network, applicazioni di messaggistica o tramite passaparola, conquistandone progressivamente la fiducia e proponendo poi incontri a sfondo sessuale oppure chiedendo l’invio di immagini e video a contenuto sessuale, in alcuni casi promettendo somme di denaro o piccoli regali.

L’indagine partita dalla denuncia dei genitori

L’inchiesta è nata nell’ottobre 2024, quando i genitori di una ragazza non ancora quindicenne, preoccupati per alcuni comportamenti della figlia, hanno controllato il suo telefono cellulare.

Sul dispositivo avrebbero trovato fotografie della giovane in atteggiamenti sessualmente espliciti. Gli accertamenti svolti successivamente dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci hanno consentito di individuare diverse conversazioni ritenute di interesse investigativo sulle applicazioni Telegram, WhatsApp e Signal.

Tra i contatti compariva un soggetto identificato nelle chat con il nome di “Sugar Daddy”.

Le chat con altre giovani ragazze

Le successive verifiche sull’uomo hanno portato gli investigatori a raccogliere ulteriori elementi relativi a conversazioni con altre ragazze.

Nel corso dell’attività investigativa sono state eseguite otto perquisizioni, anche nei confronti di altri soggetti indagati in stato di libertà e delle ragazze coinvolte. Sono state quindi individuate diverse persone offese, indicate come pressoché tutte italiane.

L’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati e le audizioni delle vittime, svolte anche in modalità protetta, avrebbero permesso agli investigatori di ricostruire una serie di condotte che, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbero protratte tra il 2015 e il 2025.

Le contestazioni della Procura

Secondo quanto emerso dalle indagini, il 40enne avrebbe prima “agganciato” le ragazze attraverso i social o tramite conoscenze comuni e, una volta instaurato un rapporto di fiducia, avrebbe proposto incontri a scopo sessuale oppure richiesto materiale fotografico e video a contenuto sessuale.

In alcuni casi, sempre secondo l’accusa, le richieste sarebbero state accompagnate dalla promessa di compensi economici o regali.

Sulla base degli elementi raccolti dai Carabinieri, il Gip del Tribunale di Roma ha disposto nei confronti dell’uomo la custodia cautelare in carcere.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Per l’indagato vale quindi il principio della presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.