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Tarquinia, Cinema Etrusco: dal finanziamento al progetto da un milione, scontro Comune-FdI

Finanziamenti, investimenti e concessione: la maggioranza replica alle rivendicazioni politiche e difende il lavoro svolto

Tarquinia, 2 ottobre 2026 – Si accende il confronto politico attorno al Cinema Etrusco di Tarquinia. Al centro ci sono il finanziamento regionale da 126.584,63 euro, il percorso che negli ultimi anni ha portato all’acquisizione e alla riapertura della struttura e, ora, gli interventi programmati per il suo futuro. Dopo la nota di Fratelli d’Italia, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Sposetti replica mettendo sul tavolo gli atti approvati nel 2026: dalla rinegoziazione della concessione fino al 2033 al progetto esecutivo da un milione di euro candidato a un ulteriore finanziamento regionale. Francesco Sposetti è sindaco di Tarquinia dal giugno 2024.

Il confronto nasce dall’intervento di Fratelli d’Italia Tarquinia, che ha espresso soddisfazione per gli oltre 126mila euro messi a disposizione dalla Regione Lazio, ricordando allo stesso tempo il percorso compiuto dall’amministrazione di centrodestra allora in carica: l’acquisizione dello stabile nel 2022, l’affidamento in concessione nel 2023 e la riapertura del Cinema Etrusco al pubblico nel marzo 2024. FdI ha inoltre rivolto un plauso alla società Altri Sguardi, che gestisce la struttura.

Dal Comune arriva però una lettura più ampia della vicenda. L’amministrazione riconosce il valore dei passaggi compiuti negli anni precedenti, ma contesta una ricostruzione che, a suo giudizio, non darebbe conto di quanto avvenuto successivamente.

“La storia del Cinema Etrusco non si è fermata nel 2024“, è il punto centrale della replica diffusa dalla Segreteria del sindaco.

La replica del Comune a Fratelli d’Italia

L’amministrazione Sposetti parte proprio dal risultato ottenuto sul fronte regionale. Il finanziamento, sostiene il Comune, rappresenta un’opportunità importante per migliorare la struttura, ma non può essere separato dalle decisioni adottate nel corso del 2026 per consentire la realizzazione degli interventi.

Il Comune non mette in discussione quanto avvenuto prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione. L’acquisizione del Cinema Etrusco al patrimonio comunale e il successivo affidamento della gestione vengono definiti passaggi importanti di un percorso che appartiene alla città. Il punto politico della replica riguarda invece l’attribuzione dei meriti.

Secondo l’amministrazione, infatti, il percorso non può essere circoscritto alle decisioni assunte fino al 2024. Da qui la critica alla lettura proposta da Fratelli d’Italia e il richiamo agli atti adottati negli ultimi mesi.

“Questi sono atti amministrativi, non dichiarazioni“, sottolinea il Comune, che respinge quella che considera una rappresentazione soltanto parziale della vicenda.

Il finanziamento da 126.584 euro e il progetto da oltre 180mila

Il primo capitolo riguarda il finanziamento regionale ottenuto dal concessionario. Secondo i dati diffusi dall’amministrazione, il contributo ammonta esattamente a 126.584,63 euro e copre il 70% di un progetto complessivo superiore a 180mila euro.

La parte restante deve essere sostenuta direttamente dal gestore. Non solo: sempre secondo quanto spiegato dal Comune, il concessionario dovrà anticipare una parte delle risorse che la Regione rimborserà soltanto una volta conclusi e rendicontati gli interventi.

Le opere previste non riguardano esclusivamente le dotazioni tecnologiche. Nella nota vengono indicati anche interventi strutturali, accessibilità, decoro e miglioramento complessivo dell’immobile, che resta di proprietà pubblica.

È su questo passaggio che il Comune concentra una parte importante della propria replica politica: il finanziamento regionale, sostiene l’amministrazione, ha richiesto una scelta specifica per mettere il concessionario nelle condizioni di sostenere economicamente il progetto.

Concessione del Cinema Etrusco prolungata fino al 2033

La scelta è arrivata nel luglio 2026, quando la giunta comunale ha approvato la rinegoziazione della concessione, estendendone la durata fino al 2033.

Secondo la ricostruzione fornita dal Comune, il prolungamento è stato deciso proprio per rendere sostenibile l’investimento a carico del gestore e permettere la realizzazione degli interventi previsti dal progetto finanziato.

L’amministrazione lega quindi direttamente la durata della concessione all’entità delle opere da realizzare sulla struttura comunale: non solo apparecchiature e tecnologia, ma anche lavori destinati a incidere sull’immobile, sulla sua accessibilità e sulla sua funzionalità.

Un passaggio che la maggioranza utilizza anche per rispondere sul piano politico alle rivendicazioni di Fratelli d’Italia: la gestione del Cinema Etrusco, è la posizione del Comune, non si sarebbe limitata a raccogliere quanto realizzato negli anni precedenti, ma avrebbe richiesto nuovi provvedimenti amministrativi.

Il progetto da un milione di euro

Ma il finanziamento da oltre 126mila euro non è l’unico dossier aperto sul Cinema Etrusco. Nella replica il Comune richiama infatti il progetto esecutivo da un milione di euro approvato nell’aprile 2026 per il recupero e la riqualificazione della struttura.

Il progetto è stato candidato al Piano regionale per la valorizzazione dei teatri e delle sale cinematografiche. In questo caso il finanziamento non viene presentato come già ottenuto: la nota specifica che, in caso di ammissione, l’intervento potrebbe contare su 800mila euro di contributo regionale, ai quali si aggiungerebbero 200mila euro di risorse comunali.

Si tratta dunque di un percorso distinto rispetto al contributo da 126.584,63 euro già al centro del confronto con Fratelli d’Italia. Da una parte c’è il progetto da oltre 180mila euro finanziato per il 70% dalla Regione; dall’altra la candidatura del progetto esecutivo da un milione, per il quale l’amministrazione attende l’esito del finanziamento regionale.

FdI rivendica acquisizione e riapertura

La replica del Comune arriva dopo che Fratelli d’Italia aveva ricostruito le tappe precedenti della vicenda, attribuendo all’amministrazione di centrodestra allora in carica un ruolo decisivo nel recupero della struttura.

Nel dettaglio, FdI ricorda che nel 2022 il Comune completò l’acquisizione dello stabile, facendolo entrare nel patrimonio pubblico dopo anni di chiusura. Nel 2023 arrivò l’affidamento della concessione e nel marzo 2024 il cinema tornò ad aprire le porte al pubblico. Il partito ha inoltre ringraziato la Regione Lazio per il finanziamento e la società Altri Sguardi per il lavoro svolto nella gestione.

L’amministrazione Sposetti non contesta questa successione di passaggi e dichiara esplicitamente di non voler cancellare quanto realizzato in precedenza. La contrapposizione nasce piuttosto sulla narrazione politica del risultato e su ciò che è accaduto dopo il 2024.

“Le amministrazioni passano, il Cinema Etrusco resta”

È su questo terreno che la replica assume i toni più politici. Il Comune critica la tendenza a trasformare i risultati riguardanti la struttura in una disputa sulla loro “paternità” e rivendica la continuità dell’azione amministrativa.

“Le amministrazioni passano, il Cinema Etrusco resta patrimonio dei tarquiniesi“, afferma la nota. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è proseguire sulla strada degli investimenti per rendere la struttura più moderna, accessibile, funzionale e attrattiva.

Il confronto resta quindi aperto su due piani. Da una parte la ricostruzione di Fratelli d’Italia, che richiama le decisioni prese tra 2022 e 2024 per acquisire, affidare e riaprire il cinema; dall’altra l’amministrazione Sposetti, che rivendica le scelte del 2026, dal prolungamento della concessione fino al 2033 alla candidatura del progetto da un milione di euro.

Sul punto, però, entrambe le ricostruzioni convergono sul ruolo centrale del Cinema Etrusco come struttura pubblica della città. È sull’attribuzione politica dei diversi passaggi che si concentra lo scontro.