Caro gasolio, allarme Coldiretti Lazio: “Costi insostenibili, aziende agricole a rischio”
L’associazione chiede misure straordinarie per carburanti, grano duro, comparti ovicaprino e bufalino e contro i danni della fauna selvatica
Roma, 3 ottobre 2026 – Costi di produzione sempre più alti e prezzi riconosciuti agli agricoltori che, in molti casi, non sarebbero sufficienti neppure a coprire le spese. Coldiretti Lazio lancia l’allarme sulla situazione delle aziende agricole regionali e chiede alla Regione Lazio un pacchetto di misure per sostenere le imprese e le filiere maggiormente in difficoltà.
Secondo l’associazione, alla crescita dei costi si sommano le conseguenze dei conflitti internazionali, i cambiamenti climatici, le difficoltà di mercato e i danni provocati dalla fauna selvatica. Una combinazione che, sostiene Coldiretti, rischia di compromettere la continuità produttiva di numerose realtà del territorio.
Coldiretti Lazio: “Costi sempre più elevati”
“Le nostre aziende stanno sostenendo costi sempre più elevati, mentre il valore riconosciuto alle produzioni non consente, in molti casi, di coprire neanche le spese”, afferma il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri.
“Abbiamo scritto alla Regione per rappresentare le difficoltà dei diversi comparti e chiedere misure concrete, capaci di dare un sostegno immediato alle imprese. Occorre salvaguardare la continuità produttiva e impedire che questa fase comprometta un patrimonio agricolo, zootecnico e professionale fondamentale per il Lazio”.
La richiesta principale riguarda un contributo sul gasolio agricolo, che Coldiretti vorrebbe affiancare alle misure nazionali indicate dall’associazione per fronteggiare i rincari collegati al conflitto in Iran, tra cui il credito d’imposta sui carburanti.
L’obiettivo è alleggerire i costi che incidono sulle lavorazioni agricole, sulle semine, sugli allevamenti e sulle produzioni in serra, cercando di garantire la prosecuzione delle attività.
Grano duro, ovicaprino e bufalino tra le filiere in difficoltà
Il caro energia non è però l’unico fronte indicato da Coldiretti. L’organizzazione chiede interventi specifici anche per alcune delle filiere considerate strategiche per l’agricoltura regionale, a partire dal grano duro e dai comparti ovicaprino e bufalino.
Le richieste si inseriscono in una situazione che Coldiretti descrive come caratterizzata da margini economici sempre più ridotti, difficoltà di mercato ed emergenze climatiche e sanitarie.
L’associazione sollecita quindi misure capaci di sostenere le aziende nel breve periodo, evitando che l’aumento dei costi produttivi possa tradursi in una riduzione o nell’interruzione delle attività.
Fauna selvatica, chiesto un intervento nelle aree parco
Nel pacchetto presentato alla Regione trova spazio anche il problema dei danni provocati dalla fauna selvatica, con particolare attenzione alle aree protette.
Secondo Coldiretti Lazio, le conseguenze sulle coltivazioni e sui raccolti possono arrivare a mettere in discussione la sopravvivenza economica delle imprese agricole interessate.
Per questo l’organizzazione ha chiesto un incontro con la Regione e con i presidenti degli enti parco, con l’obiettivo di individuare soluzioni urgenti e rendere operative le misure di gestione e contenimento.
La richiesta è quella di trovare un equilibrio tra tutela della biodiversità e salvaguardia del lavoro agricolo, intervenendo su una delle criticità che, insieme all’aumento dei costi e alle difficoltà delle filiere, pesa maggiormente sulle aziende del territorio.



