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Schlein rivendica il peso del Pd, Conte rilancia: primarie nel centrosinistra

Elly Schlein rivendica il peso del Pd e indica il programma comune come priorità. Giuseppe Conte chiede le primarie per scegliere il candidato premier.

Elly Schlein rivendica il peso elettorale del Partito democratico e rilancia il confronto sulla guida della coalizione progressista. Dalla Direzione del Pd, la segretaria sostiene che il partito sia «saldamente il primo» tra le forze di opposizione e indica nel programma comune il passaggio da completare prima di affrontare il tema della leadership.

La replica di Giuseppe Conte arriva a stretto giro: dopo le parole di Schlein, «non ci sono alternative» alle primarie. Si apre così una nuova fase di discussione nel centrosinistra sul metodo per scegliere il candidato premier dell’alleanza.

Schlein: prima il programma, poi la guida

Nel suo intervento, Schlein respinge l’idea che tutte le forze abbiano lo stesso peso politico. «Non è che uno vale uno», osserva, ricordando che il Pd avrebbe raccolto il doppio dei voti delle altre forze in occasione di europee, regionali e comunali.

Per la segretaria dem, il risultato è il frutto del lavoro del partito e non di un riconoscimento ottenuto automaticamente. Da qui la rivendicazione del ruolo del Pd nella costruzione dell’alternativa alla destra guidata da Giorgia Meloni.

La priorità indicata da Schlein è la definizione di un programma comune, al quale dovrebbero partecipare tutte le forze interessate a costruire l’alternativa. Il documento dovrebbe diventare un «patto vincolante» per chi lo sottoscrive. Solo dopo, sostiene, si dovrebbe affrontare la scelta della guida, chiamata a rappresentare l’intera alleanza e non soltanto il proprio partito.

Schlein assicura che il Pd è pronto a partire anche subito, ma a condizione che il percorso coinvolga tutta la coalizione progressista. La segretaria ricorda inoltre di avere proposto agli alleati, nel novembre 2025, un percorso di ascolto nel Paese. Secondo la sua ricostruzione, il Pd avrebbe completato il proprio percorso a febbraio, mentre quello del Movimento 5 Stelle si sarebbe concluso a settembre.

Sulla leadership, Schlein sostiene che in Europa sia normale affidare la guida al partito che ottiene un voto in più: non sarebbe «egemonia», ma democrazia. Allo stesso tempo, dichiara la disponibilità del Pd a ricorrere alle primarie, affermando che il partito non teme il voto e che, in caso di consultazione, saprebbe rappresentare le diverse sensibilità dell’alleanza.

Conte punta alle primarie, le posizioni degli alleati

Conte interpreta l’intervento della segretaria dem come la conferma di due possibilità: la candidatura di Schlein oppure le primarie. A suo giudizio, la scelta dovrebbe cadere sulla seconda opzione, in nome della partecipazione democratica.

Più critica la posizione di Angelo Bonelli. Il leader di Avs definisce un errore l’espressione «uno non vale uno» nella fase di costruzione del programma. A suo avviso, il confronto dovrebbe concentrarsi sugli argomenti e sulle proposte, indipendentemente dal consenso delle singole forze.

Bonelli osserva inoltre che, allo stato attuale, il Pd sembra essere l’unico partito a spingere per le primarie. Pur rispettando la posizione dem, ritiene che sarebbe stato utile uno sforzo ulteriore per arrivare a una sintesi.

Di segno opposto il giudizio di Matteo Renzi, che considera corretta la rivendicazione di Schlein sul maggiore peso del Pd. Secondo il leader di Italia Viva, i rapporti nella coalizione devono riflettere il consenso reale: il Movimento 5 Stelle conterebbe per il 10%, Italia Viva per il 3%, mentre il Pd avrebbe raccolto più voti degli altri. Renzi apprezza anche l’apertura alle primarie come gesto di disponibilità politica.