Spagna, nuove proteste per il diritto alla casa: il sindacato prepara uno sciopero generale
Proteste per il diritto alla casa a Madrid e in altre città dopo la bocciatura dei decreti: arresti a Valencia e sindacato prepara lo sciopero generale.
Nuove proteste per il diritto alla casa hanno attraversato la Spagna dopo la bocciatura in Parlamento di due decreti sull’emergenza abitativa. A Madrid e in altre città del Paese sono scese in piazza decine di migliaia di persone, secondo quanto riferito dai media locali e da giornalisti dell’agenzia Afp.
Nella capitale la mobilitazione è iniziata alle 12. Le autorità stimano la presenza di circa 70mila manifestanti, mentre gli organizzatori del Sindacato degli inquilini di Madrid indicano una partecipazione di circa 500mila persone. Le cifre, quindi, restano diverse a seconda della fonte.
La mobilitazione verso lo sciopero generale
Durante l’avvio delle manifestazioni, la portavoce del Sindacato degli Inquilini di Madrid, Valeria Racu, ha annunciato che arriverà “presto” uno sciopero generale per il diritto alla casa. Non sono state indicate date precise: secondo Racu, la mobilitazione ha iniziato a costruirsi già oggi e sono in corso contatti con i principali sindacati dei lavoratori.
L’obiettivo, ha spiegato la portavoce, è organizzare una protesta “storica”, con una partecipazione “come non si vedeva da anni”. Racu ha inoltre affermato che, indipendentemente da chi governerà, non saranno tollerati altri quattro anni senza affrontare quello che ha definito il problema principale del Paese. “Ora inizia davvero la legislatura della casa”, ha dichiarato.
Arresti a Valencia e ipotesi di elezioni anticipate
A Valencia, la manifestazione si è conclusa con cinque arresti e il ferimento di nove agenti di polizia, secondo i media spagnoli che citano fonti della polizia. Gli incidenti sono scoppiati davanti al Palau de Les Arts, dove si stava svolgendo un congresso sugli investimenti immobiliari.
Un gruppo di manifestanti avrebbe abbattuto le transenne poste a protezione dell’edificio e le avrebbe lanciate, insieme ad altri oggetti, contro gli agenti. La polizia antisommossa ha risposto con proiettili di gomma, fumogeni e alcune cariche.
Intanto il premier Pedro Sánchez dovrebbe decidere nel fine settimana se convocare elezioni anticipate, dopo la bocciatura dei due decreti del governo sulla casa. Secondo El Diario, in caso di via libera al voto l’annuncio potrebbe arrivare già lunedì, aprendo la strada a elezioni il 29 novembre.
I provvedimenti prevedevano, tra le altre misure, la proroga delle tutele contro gli sfratti per gli inquilini vulnerabili e il rinnovo automatico dei contratti di affitto esistenti. Il primo decreto è stato respinto con 178 voti contrari e 172 favorevoli; il secondo con 184 voti contrari e 166 favorevoli. Decisivo il voto contrario degli indipendentisti catalani di Junts.
Articolo generato o rielaborato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.


