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Massari: l’ordine globale si è sgretolato, Europa decisiva per gestire il disordine

Maurizio Massari analizza l’erosione dell’ordine internazionale e propone un multilateralismo pragmatico, con un’Europa più autonoma e unita.

L’ordine internazionale costruito dopo il 1945 si è progressivamente sgretolato e il mondo attraversa una fase di interregno, tra un vecchio sistema ormai indebolito e un nuovo assetto ancora indefinito. È l’analisi dell’ambasciatore Maurizio Massari, che propone un multilateralismo pragmatico e un ruolo più autonomo per l’Europa.

Le cause dell’erosione dell’ordine internazionale

Nel suo libro “I dieci anni che hanno sconvolto il mondo – la fine dell’ordine globale”, Massari ricostruisce le cause della crisi del sistema che ha retto per circa 70 anni. Secondo l’ambasciatore, nell’ultimo decennio le politiche nazionaliste delle grandi potenze, la Brexit e i nazionalismi europei hanno contribuito a indebolire il quadro multilaterale.

Un passaggio decisivo, nella sua ricostruzione, risale alla fine del 2015 e all’inizio del 2016, quando si rompe il consenso sull’agenda internazionale. A essere coinvolti sono stati, tra gli altri, gli accordi sul clima di Parigi, il nucleare iraniano, i negoziati sul commercio e gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

In quegli anni, osserva Massari, arrivano anche Donald Trump, la Brexit e una nuova ondata di nazionalismo in Europa, alimentata dalla crisi finanziaria e dalla decisione dell’allora cancelliera tedesca Angela Merkel di aprire le frontiere della Germania. Nello stesso periodo si collocano l’occupazione russa della Crimea, la politica più assertiva della Cina di Xi Jinping e quella più nazionalista dell’India di Narendra Modi.

Gli Stati Uniti, sostiene il diplomatico, si sono allontanati dal sistema multilaterale che avevano creato e sostenuto. Nessun’altra grande potenza sembra però intenzionata o pronta ad assumere lo stesso ruolo. La Cina non avrebbe intenzione di farsene carico, la Russia dispone di un orizzonte di potenza più circoscritto e l’Europa resta divisa al proprio interno.

La proposta: multilateralismo pragmatico e più Europa

Per Massari, non è visibile all’orizzonte un nuovo ordine. Il mondo si trova in una fase destinata a durare, con rischi per la stabilità e per la gestione dei conflitti. La priorità diventa quindi governare il disordine globale attraverso accordi tra il maggior numero possibile di Stati, includendo le grandi potenze quando necessario.

La proposta è un multilateralismo pragmatico, costruito su coalizioni informali dedicate ai temi più urgenti: il clima, la lotta alle pandemie, la proliferazione nucleare, l’intelligenza artificiale e il rispetto della Carta dell’Onu. L’idea nasce dalla difficoltà di riformare le istituzioni multilaterali esistenti e dalla scarsa probabilità di raggiungere un consenso su nuove architetture.

In questo quadro, l’Europa avrebbe un interesse particolare a difendere un mondo basato sulle regole e a contribuire alla gestione del disordine. Per salvaguardare il sistema globale, però, dovrebbe diventare una potenza con un ruolo geopolitico autonomo e indipendente. Per l’ambasciatore, potenza e indipendenza sono strettamente connesse.

Il ruolo dell’Occidente tra unità europea e legame transatlantico

Massari indica in una maggiore integrazione europea una possibile risposta al disagio presente in molte società del continente. La sua valutazione è netta: un’Europa divisa rischia di soccombere, mentre la strada da seguire passa da più Europa e da una maggiore capacità di agire in modo autonomo.

L’obiettivo, tuttavia, non sarebbe una rottura con l’Occidente. In un mondo ormai multipolare, nel quale non esiste consenso per una “pax post americana”, l’Occidente dovrebbe mantenere un ruolo importante senza dividersi. Secondo Massari, ciò richiede un’Europa unita e un forte legame transatlantico.

Articolo generato o rielaborato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Fonte originale: ‘I dieci anni che hanno sconvolto il mondo’, l’ambasciatore Massari: “Vecchio ordine sgretolato, interregno verso il nuovo”