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Articolo Redazionale

5 film da vedere a settembre

Col passare dei mesi ogni settore prova a rialzarsi e tra essi anche quello legato alle produzioni cinematografiche

Il 2020 è stato un anno disastroso anche per il cinema e gli show televisivi. Il cataclisma generato dall’epidemia da Covid-19 ha portato con sé una serie di difficoltà economiche, politiche e sociali che lasceranno un segno indelebile nella mente di ognuno di noi. Col passare dei mesi ogni settore prova a rialzarsi e tra essi anche quello legato alle produzioni cinematografiche. Vari titoli, la cui uscita era prevista nei mesi passati, stanno riuscendo a trovare distribuzione grazie alla riapertura parziale delle sale e alle piattaforme di streaming digitale.

Settembre, anche grazie alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, può essere il mese da cui ripartire. Per spronare il pubblico a tornare in sala, sono molte le case di distribuzione pronte a proporre titoli inediti nel nostro paese – anche piuttosto datati – e a stimolare la “rinascita” del cinema. In questo articolo vi proponiamo una breve lista di 5 film da vedere a settembre, da gustare comodamente sul vostro divano o godendosi la magia della sala cinematografica. Per altri titoli interessanti di questo 2020, in uscita nei prossimi mesi, già distribuiti o disponibili online, potete consultare la lista dei film da vedere di FilmPost.it.

Sto pensando di finirla qui (Netflix)

Il primo film consigliato è l’atteso ritorno di Charlie Kaufman (autore di Eternal Sunshine of the Spotless Mind e Anomalisa). Sto pensando di finirla qui (I’m Thinking of Ending Things) è l’opera più ambiziosa, controversa e complessa del regista e sceneggiatore, capace di parlare in maniera diversa rispetto ai precedenti lavori, trattando però gli stessi temi cari all’autore e ricorrenti in tutti i suoi film. Tratto dall’omonimo romanzo di Iain Reid, Sto pensando di finirla qui rivoluziona in un certo senso la scrittura di Kaufman, portandolo a sperimentare con il thriller ad alta tensione, quasi horror. Per coinvolgimento ma soprattutto per complessità del suo contorto sviluppo – non sempre lineare – il film è vicino ad opere come Mulholland Drive ma, come già detto, riprende aspetti già visti ne Il ladro di orchidee o in Synecdoche, New York.

La storia è quella di una giovane donna, invischiata in una relazione che fin dalle prime battute sembra non esser realmente ciò che desidera. Il suo ragazzo sta per portarla a conoscere la sua famiglia ma una frase risuona nella mente della ragazza: “sto pensando di finirla qui”. Arrivati a casa dei genitori di lui, una serie di situazioni inspiegabili la porteranno a mettere in discussione ogni certezza. Un film da vedere e rivedere, per ricollegare i pezzi e provare a dare delle risposte che, pur legate ad un senso generale, possono esser diverse per ognuno di noi –  perché forse parla proprio di noi.

Ema (in sala)

Tra i film da vedere a settembre c’è certamente l’ultimo incredibile lavoro di Pablo Larraìn. Presentato allo scorso Festival di Venezia, Ema arriva in Italia quasi un anno dopo, pronto a sconvolgere e intrattenere il pubblico in sala. Sempre più prodotti sfruttano le arti performative per comunicare allo spettatore sensazioni diverse e emozioni nuove, mai esplorate. Ema lo fa attraverso uno degli stili musicali più controversi e discussi degli ultimi anni, il raggaeton. Lo fa mettendo in scena la danza non come puro spettacolo o performance artistica. Larraìn mostra, il più delle volte, rituali espressivi e seduttivi, più vicini al sesso che al ballo. Ema è carnale, passionale, vendicativo; si passa dal thriller al dramma familiare, intervallati da incredibili coreografie che rischiano di far apprezzare un genere musicale tra i più bistrattati.

Merito anche una Mariana Di Girolamo straordinaria, nel ruolo della protagonista, che sfrutta con la sua fisicità e le sue espressioni quanto di buono messo su carta nella costruzione del suo personaggio. Ema è la storia di una ragazza che, a causa di un brutto incidente, ha visto suo figlio esser portato via da casa. Per riaverlo metterà su una serie di piani immorali e scorretti, seducendo e ricattando il prossimo: il tutto per riavere suo figlio e per sentirsi, come sempre ha voluto, libera. Come le fiamme che ardono incontrollate. Ema è sicuramente uno dei migliori titoli del 2020, da non perdere per nessun motivo.

Alps (in sala)

Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere una delle personalità cinematografiche più interessanti e sorprendenti del nuovo millennio: parliamo di Yorgos Lanthimos, uno dei capostipiti di quella che può esser definita la nouvelle vague del cinema greco contemporaneo. Il successo di opere come The Lobster, Il sacrificio del cervo sacro e La Favorita, hanno spinto le case di distribuzione a portare per la prima volta in sala i primi lavori del regista greco, provando a riscoprire alcune delle sue più importanti opere. Dopo Dogtooth (candidato all’Oscar per il miglior film internazionale), le sale italiane accoglieranno Alps, il suo incredibile terzo film mai arrivato in Italia e vincitore del premio per la miglior sceneggiatura a Venezia 68.

Le prime opere del regista greco, più degli ultimi lavori, provando ad indagare sulla natura umana, sulla società e sui meccanismi che muovono quest’ultima. La storia dietro Alps e il modo in cui viene raccontata è una delle più singolari. Ad Atene, un gruppo di persone (un paramedico, un’infermiera, una ginnasta e il suo allenatore) sostituiscono persone appena defunte per aiutare parenti ed amici ad elaborare meglio il lutto. Ma, come in ogni macabro gioco messo in scena da Lanthimos, le dinamiche inizieranno a cambiare quando l’identità di una donna che sta per morire inizierà a intrecciarsi sempre più con quella di una componente del gruppo chiamato Alpeis. Strano, curioso e scritto con spiccata intelligenza, senso dell’umorismo e volontà di indagare la psiche umana: Alps è uno dei film da vedere a tutti i costi a settembre.

Miss Marx (in sala)

Dopo lo straordinario successo con Nico 1988, Susanna Nicchiarelli torna in sala il suo Miss Marx. Presentato in concorso alla 77ª edizione del Festival del cinema di Venezia, il film segue le vicende di Eleanor Marx, figlia del filosofo Karl. Così come il precedente film, anche quest’ultimo prova a raccontare le storie legate alla protagonista principale senza fronzoli, andando sempre dritto al punto con uno stile asciutto e incisivo, trattando temi importanti nel migliore dei modi. Ciò anche grazie ad una Romola Garai superlativa: una Miss Marx che monopolizza le attenzioni ma che riesce prontamente a metterle al servizio della narrazione senza rubare la scena a nessun elemento o messaggio che il film porta con sé. Una narrazione scandita da una colonna sonora rock sorprendentemente in armonia con il contesto storico – ben ricostruito nei costumi e nelle scenografie.

Eleanor è la più piccola delle figlie di Karl Marx. La ragazza fin da giovane si fa notare per la sua brillantezza e il suo carattere. Nella natia Inghilterra si pone l’obbiettivo di promuovere il socialismo, a supporto dei lavoratori nelle lotte operaie, vicina alle donne e ai minori per garantirne i diritti. Nel 1883, però, l’evento che cambia la sua vita: l’incontro con l’attivista politico Edward Aveling e l’amore ne scaturirà porteranno nelle sue giornate un’inaspettata passione dal tragico destino. Una storia che sfrutta il contesto del dramma in costume per parlare del contemporaneo e di battaglie di cui oggi più che mai si sente la necessità.

Le strade del male (Netflix)

Concludiamo come abbia iniziato, con Netflix. A fine settembre arriverà sulla piattaforma digitale il nuovo atteso film di Antonio Campos (regista dell’acclamato Christine e di alcuni episodi della serie thriller The Sinner). Le strade del male (The Devil All the Time), è un horror gotico tratto dall’omonimo romanzo del 2011 di Donald Ray Pollock. Ciò che più attira e sorprende è il cast del film, sottolineando la potenza produttiva di Netflix. Tra i protagonisti, infatti, troviamo Tom Holland, Robert Pattinson, Mia Wasikowska, Jason Clarke, Sebastian Stan, Eliza Scanlen, Riley Keough e Bill Skarsgård. Molti di essi, si veda fra tutti Tom Holland come si nota dal primo trailer diffuso, in dei ruoli ben diversi da quelli interpretati fino ad ora. Il film parla di personaggi corrotti, di bene e di male, esplorando la mente umana e le sue inclinazioni violente e distruttive.

La sinossi ufficiale del film Netflix recita: A Knockemstiff (Ohio, USA) e nelle zone boschive circostanti, alcuni loschi personaggi, tra cui un predicatore diabolico (Robert Pattinson), una coppia inquietante (Jason Clarke e Riley Keough) e uno sceriffo disonesto (Sebastian Stan), incombono sul giovane Arvin Russell (Tom Holland) quando si oppone alle forze del male che minacciano la sua famiglia. Distribuito a partire dal 16 settembre, Le strade del male di prospetta come uno dei titoli più interessanti del mese e probabilmente dell’intero anno, pronto a puntare ai prossimi Oscar. Certamente consigliato tra i film da vedere a settembre.

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