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Articolo Redazionale

Cannabis light online, come riconoscere un rivenditore affidabile

Consigli e linee guida per acquisti in serenità di prodotti a base di cannabis light (anche nel mondo in costante espansione della vendita online)

Sì, è proprio così. La cannabis light è legale in Italia, sia per la coltivazione che per l’acquisto (e quindi il consumo). Ma non finisce qui: assistiamo oggi, anche a causa della pandemia, a un moltiplicarsi di rivenditori online con tanto di servizio di consegna a domicilio.

Come fare per essere tranquilli di avere a che fare con un rivenditore serio e affidabile? Come avere la tranquillità non solo che l’acquisto sia andato a buon fine, ma soprattutto che la nostra operazione (e la nostra controparte) sia pienamente nel rispetto della normativa vigente?

In questo articolo esploriamo i diversi aspetti da considerare al momento dell’acquisto di cannabis light in Italia, con un occhio di riguardo al mondo del commercio online.

La vendita di cannabis light è legale? (anche online?)

Iniziamo chiarendo il concetto fondamentale: la vendita di prodotti a base di cannabis è perfettamente legale in Italia, fintanto che i parametri di legge siano rispettati. Non tutti i derivati della canapa sono infatti legali, né per la coltivazione, né per la vendita al dettaglio. È quindi indispensabile rivolgersi a rivenditori autorizzati e affidabili che rispettino questi parametri.

I prodotti ottenuti da coltivazioni che rientrano nei limiti previsti dalla legge vengono definiti cannabis light. La vendita e l’acquisto di prodotti a base di cannabis light è legale al 100%, sia presso negozi e rivenditori fisici che online.

Pertanto, il primo passo per assicurarci che il rivenditore da cui vogliamo acquistare sia in regola è che i prodotti in questione siano a base di cannabis light. Ma di cosa si tratta esattamente?

Cosa si intende per “cannabis light”?

Con “cannabis light” ci si riferisce a prodotti derivati da coltivazioni di cannabis i cui valori di THC sono inferiori allo 0,6%. È proprio questo infatti il limite imposto dalla legge italiana affinché la coltivazione in questione sia considerata legale.

La coltivazione della cannabis light è stata regolamentata dal D.Lgs. 242 del 2016. Il decreto è stato in seguito ulteriormente chiarito da una circolare del Ministero delle Politiche Agricole pubblicata il 23 maggio 2018 in cui viene specificato che “Qualora all’esito del controllo il contenuto complessivo di THC della coltivazione risulti superiore allo 0,2 per cento ed entro il limite dello 0,6 per cento, nessuna responsabilità è posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni di cui alla legge n. 242 del 2016″. È da allora che il limite legale di THC per la coltivazione è rimasto allo 0,6%.

Abbiamo quindi capito che è importante che il rivenditore ci garantisca che i prodotti siano ottenuti da coltivazioni che rispettano i limiti di THC imposti dalla legge. Ma cos’è il THC e in cosa differisce dal CBD?

Principi attivi della cannabis

La cannabis contiene principi attivi diversissimi tra loro tra cui THC e CBD

Che differenza c’è tra THC e CBD?

Il THC (nome più comune del delta-9-tetraidrocannabinolo) è uno dei principi attivi principali della cannabis. È una sostanza psicotropa e in quanto tale la produzione e la vendita di prodotti che la contengono è regolamentata per legge. Il THC, tra le tante, è caratterizzato da proprietà antidolorifiche, antinausea e molte altre. Non è un caso che l’utilizzo terapeutico di questa sostanza sia in costante crescita.

A differenza del THC che ha un effetto diretto sul nostro sistema nervoso (e dunque sul nostro cervello), il CBD agisce sui muscoli e sul resto del nostro corpo, offrendo una sensazione di rilassamento che si potrebbe ben paragonare a una tisana un po’ più forte del normale. Trattandosi di un principio attivo che non ha di per sé alcuna azione psicoattiva o psicotropa, può essere assunto legalmente sia attraverso la marijuana che mediante l’utilizzo di qualsivoglia derivati della cannabis.

Primero, il numero 1 del CBD online in Italia

Per avere la tranquillità che il nostro acquisto proceda senza intoppi è quindi necessario verificare che il rivenditore rispetti tutti i parametri che abbiamo visto fin qui.

In Italia uno dei rivenditori più affidabili è Primero, presente non solo a Roma con 4 punti vendita fisici, ma anche con uno store online completo e sempre aggiornato che permette di effettuare comodamente il proprio acquisto e ricevere la spedizione comodamente a domicilio.

Cannabis light online store Primero Roma

L’online store sul sito di Primero

Vediamo ora dove si trovano i 4 punti vendita Primero a Roma.

Primero Acilia, in via Gigi Chessa 386. Sono disponibili sia il negozio con personale che il distributore automatico 24 ore su 24. È possibile trovare tantissimi prodotti per la coltivazione e gadget.


Primero Monteverde, in via Ottavilla 8. Vasto assortimento di gadget per il fumatore e svariati prodotti per la coltivazione oltre alle infiorescenze di Cannabis Light selezionate e certificate.


Primero Eur Montagnola, in via Guido de Ruggiero 73. Secondo punto vendita ad aver aperto a nome Primero nella Capitale, è il negozio Primero più grande: è possibile trovare uno staff pronto ad aiutarvi nella scelta.


Primero Roma Tuscolana, in via delle Cave 53. Questo punto vendita sarà pienamente attivo a breve, ma è comunque già attivo il distributore automatico 24 ore su 24.

Info e contatti

PRIMERO ROMA
Telefono: 349 649 5115
Email: primeroroma.commerciale@gmail.com
Sito web: http://www.primeroroma.it/
Primero su Facebook: @PrimeroRomalegalcbd
Primero su Instagram: @primero.roma

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