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Articolo Redazionale

Come i cambiamenti climatici incidono sempre più sulle borse

La sfida ormai coinvolge tutti i Paesi del mondo e non è più possibile rimandare o sottovalutare, servono politiche comuni di contrasto per permettere al pianeta di tornare a respirare

L’attenzione ai cambiamenti climatici è ormai in crescita esponenziale in gran parte dei Paesi del mondo ed è sempre più oggetto di dibattiti internazionali su come contrastarli e su come garantire un mondo più ecosostenibile alle future generazioni. Secondo quanto redatto nell’accordo della conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, firmato nel 2015 da tutti i maggiori Paesi mondiali, nel 2020 dovrebbero entrare in vigore le misure di contrasto all’aumento globale della temperatura in modo da garantire un mantenimento della temperatura al di sotto dei 2 gradi centigradi rispetto all’era preindustriale.

È, però, evidente che gli obiettivi prefissati 5 anni fa sono molto lontani dall’essere stati raggiunti, e che il problema del surriscaldamento globale è ormai centrale non solo nella vita politica mondiale ma anche in quella economica. Quale sarà l’impatto a medio e lungo termine sulla borsa e sui mercati finanziari? Come le aziende e i broker di trading online e non contrasteranno e reagiranno all’emergenza globale di un mondo sempre più sofferente?

La sfida ormai coinvolge tutti i Paesi del mondo e non è più possibile rimandare o sottovalutare, servono politiche comuni di contrasto per permettere al pianeta di tornare a respirare, e va da sé che queste politiche comuni si tradurranno in nuove normative e nuove leggi che rivoluzioneranno completamente il panorama economico ed aziendale, forse allo stesso livello di quanto accaduto nella seconda metà dell’Ottocento con la Rivoluzione Industriale.

Gli effetti sui mercati

Uno studio effettuato da South Pole individua 3 diversi aspetti del sicuro impatto che il cambiamento climatico avrà sui mercati finanziari e li suddivide in effetti primari, secondari e terziari.

  • Effetti primari

Sono quelli dovuti all’aumentare delle catastrofi naturali dovute al surriscaldamento: alluvioni, eruzioni, uragani, scioglimento dei ghiacciai, che avranno un impatto devastante su intere comunità riducendo a macerie interi villaggi. A livello economico, questo avrà un ovvio impatto su tutte le famiglie e su tutte le transazioni globali, basti pensare alle assicurazioni e a quanto aumenteranno i relativi premi assicurativi che coprono l’assicurato contro le calamità naturali o, peggio, al caso in cui questi rischi diventino talmente frequenti che le compagnie arriveranno a rifiutarsi di coprirli, con le immaginabili conseguenze sulla vita delle persone, che potrebbero essere costrette a migrare da terre ormai diventate inospitali, trasformandosi nella nuova categoria di migranti climatici, oltre che sulle stesse compagnie assicurative.

  • Effetti secondari

Le conseguenze dei disastri naturali ricadranno sulle banche: mutui e prestiti si troveranno a non poter essere più riscossi in caso di grandi catastrofi e di distruzione di beni immobili, portando a una crisi bancaria e al rischio di default. È a questo punto che si renderebbero necessarie politiche monetarie e finanziarie a sostegno degli eventuali Paesi colpiti, politiche che causerebbero l’effetto domino sulla stabilità dell’intero mercato mondiale.

  • Effetti terziari

Esaminati gli effetti diretti e indiretti dei danni materiali causati dal cambiamento climatico, è interessante pensare e immaginare cosa succederebbe a livello azionario: è pronosticabile che in futuro ci sia sempre maggiore attenzione alle misure per rendere le aziende e le fabbriche più sostenibili, per cui ci sarà un massiccio incremento dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili a discapito di quelle attuali legate al petrolio.

Questo potrebbe causare il crollo a lungo termine di alcuni mercati basati esclusivamente sulla produzione di combustibili fossili, con conseguente terremoto sul mercato globale: un’economia orientata alla salvaguardia dell’ambiente causerebbe il deprezzamento di petrolio, gas e carbone per un valore stimato di 1.800 miliardi di dollari. Al contrario, il nuovo assetto potrebbe determinare la crescita esponenziale del valore azionario di alcune aziende più “virtuose” e di altre che nasceranno e che inventeranno nuovi metodi per ridurre l’impatto ambientale.

È possibile che vengano introdotte nuove misure legislative volte a ridurre le emissioni, come ad esempio una tassa sull’inquinamento che vedrebbe ridurre i profitti di molte aziende e, quindi, la loro perdita di concorrenza sul mercato a scapito di altre.

Gli scenari: l’evoluzione del mercato

Come affrontare i cambiamenti in atto dal punto di vista di un investitore? Come la borsa reagirà in futuro e quali sono i possibili scenari prevedibili sulla base dei dati oggi in possesso?
Il problema del cambiamento climatico è all’ordine del giorno ed è vissuto come una delle più gravi minacce al futuro equilibrio geopolitico ed economico. È logico e naturale immaginare che gli stili di vita condotti da privati e aziende subiranno un grande mutamento nei prossimi anni, caleranno i consumi e si tenderà a scelte più green e orientate alla salvaguardia del pianeta.

In ambito strettamente azionario, il valore di un’azione viene ripagato attraverso i dividendi, ma è pronosticabile che i dividendi delle azioni di alcune compagnie più probabilmente coinvolte nella crisi dovuta al surriscaldamento globale, andranno ad essere via via sempre più ridotti, per cui oggi forse non conviene investire su certi tipi di energie combustibili che è presumibile andranno ad esaurirsi e a deprezzarsi nel tempo. Al contrario, si può supporre come il settore aerospaziale e quello delle energie pulite vivrà una forte accelerazione e una forte espansione.

Tuttavia, è bene ricordare che non è nemmeno possibile, allo stato attuale delle cose, pronosticare categoricamente un futuro piuttosto che un altro: i Paesi maggiormente legati al petrolio non staranno certamente a guardare e tenteranno di reinventare la propria economia sulla base dei cambiamenti mondiali o, addirittura, riusciranno a prolungare la vita delle proprie risorse fossili proprio grazie alla diminuzione dello sfruttamento, aumentandone paradossalmente il valore e destinandole ad un utilizzo più virtuoso e funzionale alla nuova industria che nascerà.

Il cambiamento climatico è un’emergenza mondiale ma, come tutte le crisi, non genererà solo turbative ma anche nuove opportunità. Il mercato avrà il suo solito compito di cavalcare le une e le altre, traendone il massimo vantaggio e autoregolamentandosi, come sempre è avvenuto nel corso della storia. Solo chi riuscirà a comprenderlo e ad anticiparne gli sviluppi ne uscirà vincitore a lungo termine, tenendo presente che i mercati sono spesso molto più lungimiranti delle azioni stesse dei governi e che riuscire ad interpretarli e a compiere le giuste scelte di investimento risulta fondamentale per affrontare i cambiamenti a cui il mondo va incontro.

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