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Come scegliere il caffè migliore

Quando si sceglie il caffè, è necessario considerare anche il formato, tra macinato e in chicchi.

Il caffè è una delle bevande più apprezzate (e bevute) al mondo, in particolare dagli italiani. I consumatori di caffè si dividono in due tipologie: chi ne ama il gusto ma lo beve prevalentemente la mattina per svegliarsi oppure nelle pause, e gli esperti. Questi ultimi, sono sempre alla ricerca della miscela perfetta, per trasformare il caffè in un vero e proprio rito sensoriale. Tuttavia, riconoscere un prodotto di qualità potrebbe non essere semplice, e molte persone preferiscono affidarsi al bar preferito per trovare la tazzina di caffè migliore. Per questo motivo, per gli esercenti è fondamentale dotarsi di strumenti di preparazione del caffè capaci di mantenere inalterato il gusto della miscela, come le macchine da caffè offerte da Haiti torrefazione, azienda che si è affermata nel settore per le sue miscele e la sua tecnica di torrefazione.

Le specie di caffè

Esistono diverse specie di caffè, ma le più diffuse sono principalmente due: arabica e robusta. La prima differenza tra le due è nella quantità di caffeina: la varietà arabica ne contiene di meno (tra l’1 e l’1,5%) mentre la robusta fino al 3,5%. Proprio per questo motivo anche il gusto è differente: l’arabica ha un gusto delicato al palato, leggero e dalle note dolci; al contrario, la varietà robusta è, come suggerisce il suo nome, più forte e decisa, con note quasi legnose. Non c’è una varietà migliore dell’altra, tutto dipende dal gusto personale. Inoltre, anche se la varietà robusta contiene più caffeina, non è certo da demonizzare: il caffè fa male solo se assunto in grandi quantità, indipendentemente dalla tipologia.

La torrefazione

Un importante dettaglio da tenere in considerazione per la scelta del caffè è la torrefazione, o tostatura, dei chicchi. Solo un processo eseguito in maniera sapiente, permette di estrarre dai chicchi tutti gli aromi che conferiscono al caffè il suo gusto peculiare. Esistono diverse tecniche di torrefazione, ma in Italia in genere viene utilizzata una tecnica che prevede l’esposizione dei chicchi crudi a un getto d’aria ad altissime temperature (superiori a 200°C, e in genere più alte per la varietà robusta). Durante questo processo, la cellulosa dei chicchi si carbonizza e gli zuccheri si caramellizzano. In questo modo, i chicchi prendono il tipico colore che viene definito, appunto, “color caffè”. Al termine della torrefazione, la cottura viene fermata attraverso getti d’aria o di acqua fredda, e il caffè viene confezionato in sacchetti oppure contenitori di latta.

Caffè macinato oppure in grani?

Quando si sceglie il caffè, è necessario considerare anche il formato, tra macinato e in chicchi. In genere, per il consumo domestico, si impiega una miscela già macinata e pronta all’uso, per riempire la moka oppure la macchinetta da caffè. Nei bar, invece, spesso si utilizza il caffè in grani, poiché ciò consente di offrire ai clienti sempre un prodotto fresco con le caratteristiche organolettiche inalterate. Le macchine da caffè dei bar sono dotate di una coppa di macinazione che ruotano ad alta velocità e polverizzano il caffè, convogliandolo verso il dosatore. A casa, la procedura sarebbe più complessa, poiché occorre un macinino, un mortaio (e molta forza) oppure un frullatore abbastanza potente. In ogni caso, indipendentemente dal formato, è fondamentale scegliere prodotti di qualità per un gusto inconfondibile.

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