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Articolo Redazionale

Come si decontamina un ambiente infetto dal coronavirus?

Innanzitutto è necessario pulire, in via preventiva, i locali con acqua e detergenti

In un’epoca particolare come la nostra, in cui siamo stati travolti da una pandemia che ci ha costretti in casa per diversi mesi senza poter uscire se non per motivi urgenti, per motivi di salute o per questioni lavorative, sono tante le cose che abbiamo cambiato, a cominciare dalle abitudini di vita, personale e sociale: molti, almeno per quelle tipologie di attività per cui è stato possibile, hanno iniziato a lavorare in smart working operando da remoto. Altri hanno potuto e dovuto continuare a svolgere le proprie mansioni, si pensi alle persone impiegate nell’ambito del settore medico e sanitario, o a quelli il cui lavoro è necessario per gli approvvigionamenti di beni di prima necessità (si pensi, ad esempio, a chi lavora nei supermercati). Non abbiamo potuto incontrare i nostri amici e i nostri parenti, e tutti hanno trovato metodi alternativi, con un’enorme diffusione delle videochiamate di gruppo. È cambiato addirittura il nostro vocabolario: sono oggi di uso quotidiano parole come lockdown, delivery, smart working, call conference, tutte di origine anglofona, ma anche distanziamento e sanificazione.

Ecco, è proprio rispetto a quest’ultimo aspetto, e in generale al rispetto delle norme igieniche, che oggi abbiamo deciso di occuparci di un elemento che è diventato centrale nelle vostre vite: la pulizia e soprattutto la sanificazione degli ambienti nei quali sono state rilevate presenze del virus Covid 19.

Come sanificare gli ambienti contaminati dal Covid 19

Con l’arrivo del coronavirus, soprattutto nei primi tempi, abbiamo vissuto un periodo di grande incertezza: trattandosi di un virus nuovo, anche i più esperti non potevano conoscerne le caratteristiche, tuttavia – come ogni virus – richiede una attenta e costante sanificazione dei locali dove può essersi annidato per evitare il diffondersi del contagio. Innanzitutto è necessario pulire, in via preventiva, i locali con acqua e detergenti. Subito dopo la pulizia ordinaria, per la decontaminazione ci si deve servire di prodotti a base di cloro fra 0,1 e 0,5%. Tuttavia alcune superfici potrebbero essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio: in questi casi è possibile utilizzare etanolo fra il 62% e il 71% dopo aver pulito con un detergente neutro.

Durante le operazione volte a sanificare gli ambienti, va posta particolare attenzione a tutte quelle superfici che sono frequentemente oggetto di contatto come i tavoli, le sedie, le maniglie delle porte, delle finestre e dei mobili e, ultimi ma non meno importanti, i servizi igienici e sanitari. Se sei interessato all’argomento, scopri di più su come sanificare ambienti.

Intervento di nebulizzazione

In un ambiente contaminato dalla presenza di batteri e virus è possibile agire con un intervento di nebulizzazione, erogando all’interno del locale da sanificare enormi quantità di micro particelle nebulizzate in grado di raggiungere ogni zona e ogni superficie, anche quelle impossibili da raggiungere con le procedure manuali di pulizia, ottenendo risultati ottimali nell’abbattimento della presenza microbica.

Uso dei dispositivi di protezione

Ovviamente chi esegue queste operazioni deve munirsi di tutti gli adeguati dispositivi di protezione individuale: mascherina, FFP2 o FFP3, una visiera per proteggere il viso, dei guanti monouso e un camice impermeabile a maniche lunghe, anch’esso monouso. Al termine delle operazioni, non vanno assolutamente sottovalutate le operazioni di svestizione volte a liberarsi dei DPI in assoluta sicurezza, per poi smaltire gli stessi come materiale potenzialmente infetto.

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