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Come smaltire elettrodomestici a Roma

Quando il loro ciclo di vita è giunto al termine, o se vogliamo sostituirli con modelli più nuovi e performanti, gli elettrodomestici vanno smaltiti seguendo delle normative ben precise

Gli elettrodomestici, così come tutti i dispositivi elettronici più in generale, sono ormai una presenza costante nella nostra vita quotidiana. Chiamati AEE, questi apparecchi entrano nelle nostre case e nelle nostre vite occupando spazio in ogni stanza della casa.

Quando il loro ciclo di vita è giunto al termine, o se vogliamo sostituirli con modelli più nuovi e performanti, gli elettrodomestici vanno smaltiti seguendo delle normative ben precise, che è bene conoscere per contribuire con un piccolo gesto alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, soprattutto in una città come Roma in cui il rifiuto degli elettrodomestici per strada è purtroppo una triste realtà che genera degrado urbano e sociale.

AEE e RAEE, cosa sono e come vanno trattati

Gli AEE, acronimo che sta per Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, sono tutte quelle apparecchiature che utilizzano la corrente elettrica o che generano dei campi elettromagnetici per poter funzionare. Per legge, e seguendo le direttive specifiche stabilite dall’Unione Europea, rientrano nella categoria tutti gli apparecchi che utilizzano una tensione di funzionamento che non superi i 1500 Volt con corrente continua, o 1000 Volt se alimentati da corrente alternata.

Per entrare più nello specifico, e per fare esempi pratici, vengono definiti AEE tutti gli elettrodomestici più comuni come forni, lavatrici, ventilatori, televisori, PC, impianti di condizionamento dell’aria, frigoriferi, lampadine etc. Tutti i grandi e piccoli elettrodomestici, oltre a dispositivi di uso quotidiano quali tablet e smartphone, rientrano in questa categoria.

I RAEE invece sono i rifiuti derivanti da questi dispositivi, come recita l’acronimo per esteso: Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Rientrano nella categoria di rifiuto tutti gli oggetti, i materiali e le sostanze di consumo contenuti all’interno di tali apparecchiature, nel momento in cui questi dispositivi vengono dismessi e devono essere smaltiti.

La differenza tra RAEE e AEE quindi è più di carattere concettuale, visto che un’apparecchiatura diventa rifiuto solo nel momento in cui sorge la necessità, da parte del possessore, di disfarsene, a prescindere dalle sue condizioni fisiche o funzionali. Per fare un esempio pratico, uno smartphone perfettamente funzionante diventa RAEE nel momento in cui decidiamo di dismetterlo per sostituirlo con un modello più performante o più nuovo.

Il vecchio elettrodomestico tuttavia non può essere trattato alla stregua di un comune Rifiuto Solido Urbano, ma va smaltito seguendo norme specifiche. Vediamo quindi come fare, rivolgendoci agli enti istituzionali preposti alla raccolta RAEE come il Comune di Roma, oppure a ditte specializzate e negozi di apparecchiature elettroniche. In ogni caso, è fondamentale scegliere accuratamente il prossimo dispositivo da portare a casa, per prepararvi al meglio consigliamo di leggere questa raccolta di recensioni sugli elettrodomestici smart.

Dove e come smaltire gli elettrodomestici e i rifiuti RAEE a Roma

Per legge, i rivenditori sono obbligati a ritirare gli elettrodomestici di dimensioni ridotte, gratuitamente e senza l’impegno da parte del consumatore nell’acquisto di un nuovo dispositivo. L’obbligo vige per tutti quei negozi, a Roma così come in tutta Italia, con una superficie pari o superiore a 400 m2.

Per esercizi commerciali con metrature inferiori non vige l’obbligo di ritiro ma possono offrire volontariamente il servizio alla clientela. Gli esercenti sono tenuti al ritiro di dispositivi non più grandi di 25 centimetri in lunghezza, mentre devono per legge provvedere al ritiro del vecchio elettrodomestico, di qualsiasi dimensione, se il cliente ne acquista nuovo che abbia le stesse dimensioni o funzionalità.

Il Comune, da parte sua, è tenuto a installare delle isole ecologiche di cui i cittadini possano servirsi per dismettere i vecchi elettrodomestici, grandi e piccoli, che poi andranno ritirati e smaltiti da parte degli organi preposti. Una volta portati in discarica, gli apparecchi vengono smontati per separare i materiali e le componenti da poter riciclare, dalle sostanze e parti inquinanti o pericolose che diventeranno rifiuti da trattare in maniera specifica.

Gli operatori abilitati al ritiro e al corretto smaltimento delle apparecchiature RAEE possono essere ditte private o municipalizzate.

Le ditte private che operano su Roma inoltre possono offrire non solo il servizio di gestione delle isole ecologiche comunali, ma anche il ritiro del vecchio elettrodomestico direttamente a casa di chi ne faccia richiesta. Si tratta di operatori specializzati che provvedono al ritiro, allo smaltimento, e al corretto riciclo dei materiali RAEE e che offrono sia il servizio di ritiro a domicilio che la gestione di tutta la parte burocratica e amministrativa, dato che per queste operazioni è necessario compilare una certa quantità di documenti.

Smaltimento degli elettrodomestici a Roma: meglio il servizio pubblico o quello privato?

Sebbene sia il Comune di Roma che le ditte private svolgano essenzialmente lo stesso tipo di servizio, ci sono alcune differenze da conoscere prima di decidere a chi affidare il vecchio elettrodomestico da smaltire.

Va detto anzitutto che il Comune offre un servizio gratuito, mentre le aziende private svolgono questo lavoro dietro compenso da parte del cittadino. Il ritiro da parte del municipio tuttavia è regolamentato in maniera piuttosto rigida, con alcuni limiti che potrebbero rappresentare un problema per questioni di tempo e organizzative.

Il servizio di ritiro da parte del Comune di Roma può essere contattato tutti i giorni feriali dalle 9 alle 18, mentre il sabato il centralino risponde dalle 9 alle 16. Le ditte private invece, nella maggior parte dei casi hanno orari più flessibili potendo così andare incontro a chi ad esempio lavora anche al di fuori di questi orari o il sabato e la domenica.

Il ritiro da parte degli organi municipali di Roma inoltre è limitato alle sole utenze domestiche (o private) e per rifiuti con volume complessivo non superiore ai 2 metri cubi. Se si intendono dismettere vecchi elettrodomestici che insieme occupano un volume superiore, il servizio non è più gratuito. con una ditta privata invece il costo del servizio viene quantificato prima del ritiro così da avere le idee chiare sul da farsi sin da subito.

Le attività commerciali inoltre non possono usufruire dello smaltimento di elettrodomestici a Roma da parte del Comune. Non possono quindi beneficiare del ritiro gratuito i negozi, gli studi professionali, gli uffici e le ditte private.

Conclusioni

Smaltire correttamente gli elettrodomestici a Roma è un dovere da parte del cittadino, per preservare il decoro urbano della Capitale. Per farlo, può rivolgersi a ditte private o usufruire del servizio pubblico gestito direttamente dal Comune. Non è possibile stabilire a priori quale tra le due soluzioni sia la migliore in assoluto, dato che entrambe presentano dei pro e dei contro che cambiano da caso a caso.

È bene quindi valutare attentamente le proprie necessità, per decidere se smaltire i vecchi elettrodomestici in disuso presso l’ente comunale che offre un servizio gratuito, o affidarsi a ditte specializzate che dietro compenso offrono maggior flessibilità nel ritiro. L’importante, in definitiva, è dismettere correttamente i vecchi apparecchi elettrici nel rispetto delle leggi vigenti e dell’ambiente. Un piccolo gesto di grande civiltà di cui Roma ha bisogno, da parte di tutti i suoi cittadini.

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