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Come trovare il miglior conto corrente per partite iva

In generale, è importante non sottovalutare le opportunità offerte dal mercato online

Rispetto all’offerta relativa ai conti correnti, gli istituti di credito mettono a disposizione soluzioni specifiche pensate per le aziende: ci sono conti studiati per società di capitali, di persone, per ditte individuali e per autonomi e freelance.

Se si ha l’intenzione di aprire un conto corrente dedicato alle partite IVA, un ottimo modo per iniziare, è confrontare i prodotti disponibili sul mercato. Ciò si può fare online, risparmiando molto tempo. Ma internet offre molto di più: le guide di Conticorrentiaziendali.it svolgono il lavoro di ricerca al posto dell’utente, fornendo tutte le informazioni utili alla scelta, oltre a presentare tabelle riepilogative, approfondimenti e recensioni sui singoli prodotti.

In generale, è importante non sottovalutare le opportunità offerte dal mercato online che comportano spesso un certo risparmio. Di solito, sono prodotti che non hanno nulla da invidiare ai c/c tradizionali e, al contempo, prevedono dei vantaggi: accesso sicuro e veloce al proprio conto, dovunque ci si trovi.

Scendendo sul piano tecnico, è bene notare se l’offerta prevede il canone fisso e l’assenza di limiti riguardo le operazioni. È opportuno accertarsi della disponibilità di carte di pagamento con soglie alte, in grado di garantire comunque le spese professionali del proprio lavoro. Da considerare, anche, l’accesso ai finanziamenti e il plafond (l’importo limite). È chiaro che, in linea di principio, un c/c a spese zero è preferibile, ma bisogna comunque tenere a mente le proprie esigenze, leggere attentamente i dettagli delle offerte ed esaminare ogni aspetto.

Quadro normativo e vantaggi di un c/c per partite IVA

Attualmente le persone fisiche non hanno l’obbligo di aprire un c/c per la partita IVA. La cosa comunque è consigliata, soprattutto per imprese e ditte individuali registrate presso la Camera di Commercio. Nonostante nel 2008 sia stato eliminato l’obbligo di possedere un conto corrente esclusivo ma occorre comunque avere in attivo almeno un conto personale per versare le imposte. Insomma, bisogna comunque avere un conto intestato a proprio nome.

In ogni caso, aprire un c/c per partita IVA comporta sicuramente dei vantaggi. Avere conti separati per le spese professionali e per le spese private consente di gestire meglio le finanze. Mette più ordine, in sostanza, nell’amministrazione economica delle proprie attività. Poi, con un c/c rimane traccia di tutte le uscite e di tutti gli incassi che sono stati fatturati. Questo facilita il lavoro degli organi competenti: se si utilizza il conto personale per la propria attività professionale, bisogna certificare le entrare in riferimento a ogni fattura.

Insomma, all’atto pratico, con un conto dedicato non si rischia confusione in caso di accertamenti, il che non è un vantaggio da poco: si è sicuri di non incappare in sanzioni per movimenti che potrebbero sembrare non legittimi. In ultimo, il conto corrente per partita IVA migliora l’amministrazione del proprio lavoro: si possono seguire più comodamente i movimenti e il proprio percorso finanziario, agevolando un efficiente e costante monitoring e facilitando la pianificazione delle strategie per migliorare la salute amministrativa della propria attività.

Si pensi a chi gestisce un’attività commerciale di vendita al pubblico. Questa deve far fronte alle spese per l’assortimento e per la gestione generale del negozio, nel contempo beneficia dei guadagni relativi agli acquisti dei clienti. Oltre a ciò, ci sono sempre le imposte dell’F24 da versare tramite conto. Si rischia una confusione notevole, soprattutto se non si è pratici. Per non parlare del fatto che le banche potrebbero anche non accettare assegni o bonifici a nome di un’impresa da far transitare su un conto personale.

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