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Il flop Ventura e lo sfogo di De Rossi, una nazionale da ricostruire

Il CT non ha voluto dare le dimissioni dopo aver portato la nazionale alla mancata qualificazione ai mondiali

Lunedì 13 Novembre si è consumato l’ultimo tristissimo atto della gestione Ventura della nazionale visto che due giorni dopo la Federazione ha deciso di esonerarlo. Il CT non ha voluto dare le dimissioni dopo aver portato la nazionale alla mancata qualificazione ai mondiali a distanza di 60 anni dall’ultima volta che è accaduto. Un gesto, quello delle dimissioni dopo il clamoroso flop, che tutta Italia indubbiamente avrebbe apprezzato ma ha costretto la Figc ad esonerarlo probabilmente per ricevere fino all’ultimo euro previsto dal suo contratto.

Ventura, al di là del risultato, non è riuscito veramente a convincere nessuno, probabilmente neppure i giocatori che convocava in nazionale. Significativo ad esempio l’infuocata reazione di Daniele De Rossi quando gli veniva chiesto di riscaldarsi per una eventuale sostituzione. Il capitano della Roma non è riuscito a trattenersi e con i minuti che passavano mentre il risultato era inchiodato sul pareggio a reti bianche, ha sbottato sul perché dovesse scaldarsi lui che non ha caratteristiche propriamente offensive e non Insigne per una nazionale maggiormente più votata all’attacco.

Un caso emblematico, probabilmente più unico che raro: un giocatore che non vuole entrare perché comprende che si tratterebbe di una scelta tattica sbagliata, segno che ovviamente la fiducia nel CT non c’era più o forse non c’era mai stata.

Da lunedì TG, programmi di approfondimento e rubriche sportive analizzano la situazione del calcio italiano da ogni prospettiva per spiegare le ragioni di questo fallimento ma sul fatto che la nostra nazionale fosse palesemente superiore alla Svezia è fuori discussione. Forse proprio il mancato feeling tra Ventura ed i suoi giocatori insieme scelte palesemente discutibili (quella di Insigne ma anche la gestione di Jorginho prima neppure preso in considerazione poi all’ultima partita messo da titolare…) sono state le ragioni principali di questo clamoroso fallimento.

Ora bisogna rialzare la testa, resettare tutto e ricominciare. Le promozioni in corso, danno le quote su chi sarà il nuovo commissario tecnico della nazionale. Il nome sulla bocca di tutti è quello di Carlo Ancelotti, attualmente senza squadra e indubbiamente uno dei migliori allenatori attualmente in attività. Il problema riguarda sia l’ingaggio che il gradimento dello stesso Ancelotti al progetto. Qualche giornale riportava l’indiscrezione che il tecnico emiliano accetterebbe soltanto se i vertici del calcio italiano fossero rinnovati ma il suo omonimo Tavecchio ha già fatto capire che non ha alcuna intenzione di andarsene e quindi la trattativa potrebbe non andare a buon fine.

Gli altri nomi che si fanno sono quelli di Allegri, Mancini e di un ritorno di Conte. Tutti e tre comunque non potrebbero assumere l’incarico prima della prossima estate ed ecco quindi l’ipotesi traghettatore con l’attuale tecnico dell’Under 21, Luigi di Biagio, in pole position per il ruolo. Certo è che chiunque sarà il nuovo commissario tecnico della nazionale, in primis dovrà riportare entusiasmo tra la gente e compattezza nello spogliatoio. Entrambi le cose con la gestione Ventura si sono purtroppo volatilizzate ma con la giusta attitudine si possono rapidamente mettere insieme i pezzi e ricominciare almeno a sognare notti magiche come quelle di Berlino nel 2006 e Madrid nel 1982.

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