Seguici su

Cerca nel sito

Le notizie dal territorio

Articolo Redazionale

Il Tevere sconosciuto in “Tiberis. L’altra faccia del Tevere”

L’evento espositivo in questione raggruppa più di 150 scatti raccolti con pazienza e maestria da Matteo Luciani, giovane ecobiologo, fotografo, divulgatore scientifico nonché autore di diversi libri

Una rassegna fotografica di 150 scatti dedicati al Tevere, uno dei fiumi più importanti della storia. L’esposizione delle opere di Matteo Luciani racconta il fiume come non ce lo aspettiamo

Orgoglio e memoria storica dell’umanità intera, i 406 km di lunghezza del letto del Tevere giocano ancora oggi un ruolo fondamentale per il paesaggio, per le persone e per il nostro ecosistema. Un lungo serpentone d’acqua protagonista della mostra fotografica dal titolo “Tiberis. L’altra faccia del Tevere”, che avvicina il cittadino agli aspetti più reconditi ed affascinanti di questo sistema fluviale.

L’evento espositivo in questione raggruppa più di 150 scatti raccolti con pazienza e maestria da Matteo Luciani, giovane ecobiologo, fotografo, divulgatore scientifico nonché autore di diversi libri tra cui quello che dà il nome alla mostra, edito dalla Pandion nel 2021. ​Il suo obiettivo principale è quello di far riavvicinare l’uomo, con un approccio curioso, rispettoso, ma soprattutto coscienzioso, al contesto naturale, semi-naturale e sociale dal quale dipende. 

Questo intento non è nuovo nemmeno alla cinematografia, che in ogni epoca assegna un ruolo da protagonista delle proprie opere ai più disparati aspetti naturali. Basti pensare al film d’avventura “Amazzonia” (2013), in cui gli attori sono gli stessi animali esotici, il film documentario “Il popolo migratore” (2001), che conduce lo spettatore alla scoperta dell’esperienza migratoria degli uccelli, o ancora “Il fiume della paura” (1994), in cui un corso d’acqua impetuoso diventa lo sfondo ideale per una storia ricca di brividi e tensioni.

I momenti catturati ed esibiti in “Tiberis. L’altra faccia del Tevere” vogliono restituire un impatto positivo all’immagine di questo fiume, che troppo spesso viene associato solo al degrado. È il risultato di tre anni di lavoro fotografico lungo tutto il corso del Tevere, spesso frutto di lunghi appostamenti per cogliere importanti sfumature della variegata biodiversità che caratterizza le sue sponde e che poco conosciamo.

L’esposiziona andrà avanti fino al 4 settembre 2022, presso gli spazi del WiGil  di Roma. L’ingresso è gratuito, la mostra curata da Gina Ingrassia è promossa dalla Regione Lazio e realizzata da LAZIOcrea in collaborazione con la Direzione regionale Ambiente e Comediarting con il coordinamento generale di Pandion e Inmagina che ne ha curato anche la direzione artistica.

Un importante tassello del mosaico di iniziative di riqualificazione dell’area tiberina che sono oggetto del programma di valorizzazione del Tevere voluto dal Campidoglio.

Foto: Ahtzin Lagarde / unsplash

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Faro Online, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.