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Articolo Redazionale

L’adozione a distanza, un gesto di civiltà

L’infanzia è, per la maggior parte di noi, un bellissimo ricordo: un periodo di pace, dedicato al gioco, al rapporto coi genitori, alla scoperta del mondo. Per milioni di bambini sulla terra, però, non è così. Per milioni di bambini sulla terra il gioco, la scuola, l’amicizia, il buon cibo, le cure sono un miraggio lontano ed ogni giornata diviene una sfida per la sopravvivenza.

Parliamo dell’infanzia a sud del mondo, in Paesi come America Latina, come Africa e come alcune zone dell’Asia, dove essere bambini è pericoloso e la mortalità è altissima. Malnutrizione, guerre, violenze di ogni tipo, malattie e mancanza di cure e vaccini sono delle vere e proprie maledizioni per i bambini del sud del mondo.

Come spiega chiaramente il dossier di ActionAid, la mancanza di istruzione (che poi porta alla povertà, in un circolo vizioso), la fame (più di 800 milioni di persone soffrono ad oggi la fame, moltissimi di loro sono minorenni) e i problemi di salute, dalle più banali infezioni fino al terribile HIV, sono situazioni che decimano i bambini poveri.

Il dossier, dal titolo Bambini nel Sud del mondo, evidenzia come questi si vedano negati anche i diritti più elementari, che per noi occidentali sono scontati, come poter frequentare la scuola, avere pasti caldi e abbondanti tutti i giorni, avere accesso alle cure mediche ed ai vaccini, essere protetti dalla guerra e dalla violenza.

Per milioni di bambini nel mondo, la vita è questione di sopravvivenza, fortuna e abilità. Non esiste il concetto di infanzia serena, non esiste nessuna sicurezza di raggiungere l’età adulta, perché le malattie e la malnutrizione spesso decimano i bambini prima che diventino grandi. La mortalità infantile, spiega il dossier di ActionAid, è ancora veramente molto alta, specialmente in Africa, e l’adozione a distanza può essere uno strumento davvero importante.

Sono molte le persone che, di fronte a questa situazione, si chiedono: e noi che cosa possiamo fare? Molti di noi sentono di poter fare qualcosa, di poter dare un piccolo contributo per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone povere. Non occorre essere ricchi: basta una piccola somma mensile e si può realizzare il progetto dell’adozione a distanza, che permette a migliaia di bambini di avere un futuro migliore. Un futuro migliore significa avere cibo assicurato tutti i giorni, adeguato alla crescita; istruzione, protezione, salute.

Così questi bambini potranno crescere, studiare, e poi lavorare e potranno diventare il motore del cambiamento della società dove sono nati. Il tutto grazie anche alla generosità di qualche persona più fortunata di loro che, da molto lontano, decide di dare un contributo.

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