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Moda e codici di abbigliamento, perché sono così importanti in Italia?

È inevitabile che in un Paese dal così grande peso nel settore della moda, l’importanza dell’abbigliamento non resti confinato agli ambienti frequentati dai grandi stilisti

Quando si pensa all’Italia è inevitabile associare ad essa tutta una serie di stereotipi che, per forza di cose, nascondono anche delle grandi verità. Tra questi, il legame del Paese con il buon cibo, con l’arte, la musica, la moda; aspetti che, fin dal XVIII secolo, il secolo del cosiddetto Grand Tour, rappresentano motivo di interesse da parte dei cittadini di tutto il mondo nei confronti del Bel Paese. Per quanto ogni settore abbia in sé grandi potenzialità e caratterizzi a suo modo l’Italia, è probabilmente l’ambito del fashion a darle carattere e personalità, rendendola non solo un Paese dallo stile unico e inconfondibile, ma la vera e propria capitale mondiale della moda. A confermarlo non sono soltanto i dati relativi al fatturato del settore, che ha raggiunto quest’anno i 100 miliardi di euro, ma anche l’attenzione che diversi tipi di industrie, anche relativamente lontane dal fashion in sé, pongono al codice di abbigliamento e a tutte quelle regole relative al dress code che contribuiscono a rendere un determinato modo di vestire più o meno adatto ad una determinata occasione o ad un luogo specifico. Qual è, dunque, il ruolo attuale della moda in Italia e in che modo l’influenza del fashion si fa sentire nelle diverse tipologia di industria?

Moda e dress code: come il fashion influenza la vita

FONTE: Pixabay.com

Uno degli esempi apparentemente più banali per comprendere come l’abbigliamento possa giocare un ruolo fondamentale nella nostra vita è quello relativo all’importanza del codice di abbigliamento sul posto di lavoro o, ancor di più, durante un colloquio. Lungi dall’affermare che l’abito giusto sia la chiave di svolta per ottenere il posto tanto ambito, è impossibile negare che presentarsi in modo consono e appropriato ad un colloquio sia un ottimo modo per fare una buona prima impressione, per dare una giusta immagine di sé a qualcuno che, fondamentalmente, non ci conosce ancora per nulla. Come suggerito anche da un articolo di Vanity Fair, non è più ritenuto così fondamentale vestirsi in maniera formale a lavoro, ma le regole del buon senso dovrebbero essere sempre tenute a mente: non è importante lo stile specifico che si sceglie di seguire, ma è d’obbligo ricordare che ogni scelta comunica un messaggio ben preciso su di noi, soprattutto a chi non ci conosce e può basare i suoi primi giudizi solo sull’apparenza. Regole simili sono valide per ambiti molto distanti da quello lavorativo: basta pensare al casinò. Anche per questo settore, nel corso degli anni le regole relative al dress code si sono notevolmente ammorbidite: se inizialmente giacca e cravatta e abito da sera erano gli unici capi d’abbigliamento concessi, oggi le regole dei singoli casinò lasciano molto più spazio di manovra. Ancor più libertà vi è poi nei casinò online, in cui non è richiesto ai giocatori alcun codice di abbigliamento specifico: può sembrare banale, ma è proprio questa specificità, oltre ovviamente all’annullamento di ogni vincolo spazio-temporale, ad aver reso i casinò online un’alternativa così apprezzata. Come dimostra la piattaforma di Betway Casinò live, inoltre, dedicarsi esclusivamente al gioco in rete non mina in alcun modo l’esperienza vissuta dal giocatore: grazie alle varianti di gioco live, infatti, e alla tecnologia HTML5 su cui si basa il, i giochi online garantiscono esattamente la stessa esperienza dei giochi da casinò reali, con tanto di croupier professionali e ben vestiti.

Perché la moda è così importante in Italia?

FONTE: Pixabay.com

Se la moda ha via via acquistato una tale influenza in settori anche così distanti dal suo, a cosa si deve tale successo? Perché la moda è considerata così importante nel nostro Paese? In primo luogo, è importante sottolineare come all’Italia siano associate in tutto il mondo alcune delle personalità più note del settore della moda: Versace, Prada, Ferragamo, Valentino. Brand diffusi sì in tutto il mondo, ma ormai legati da tempo al concetto di italianità e alla lunga e unica tradizione del Made in Italy. Come riportato anche sul magazine FashionNetwork, il concetto di Made in Italy è infatti divenuto per i consumatori sinonimo di qualità e sicurezza: la moda, dunque, non è solo una questione bellezza, di estetistica, ma si configura soprattutto come una questione di sensazioni, di emozioni che il mercato del fashion all’estero, a differenza di quello italiano, non sembrerebbe ancora in grado di replicare. Per non parlare poi del ruolo di Milano come città della moda, divenuta una delle Big Four del settore insieme a Parigi, New York e Londra. Furono soprattutto il successo del prêt-à-porter e la sua affermazione in tutto il mondo tra gli anni ’70 e ’80 a rendere Milano una delle città italiane più note nel panorama mondiale della moda; e se oggi il prêt-à-porter ha perso molto del suo antico fascino, lo stesso non si può dire della città di Milano, che solo in occasione delle due fashion week genera più di 350 milioni di euro di ricavato, coinvolgendo 137 mila operatori e circa 18 mila imprese. Non dovrebbe quindi sorprendere che l’Italia abbia un ruolo così essenziale nel settore del fashion e che i prodotti Made in Italy siano tuttora così ricercati all’estero, tanto nei Paesi dell’UE quanto in Paesi come la Cina, la Russia e il Giappone.

È inevitabile che in un Paese dal così grande peso nel settore della moda, l’importanza dell’abbigliamento non resti confinato agli ambienti frequentati dai grandi stilisti o a eventi straordinari, ma si spinga fino ai più svariati ambiti della quotidianità, dal lavoro alle uscite con gli amici.

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