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Risonanza magnetica pediatrica, una migliore esperienza per i bambini grazie alle più recenti tecnologie

Molti ospedali hanno avviato progetti pilota che impiegano tecnologie che, unitamente al supporto di personale medico specializzato, contribuiscono a ridurre l’impatto traumatico per i pazienti e a rendere i flussi di lavoro più agili.

La risonanza magnetica è un’apparecchiatura che esegue un esame diagnostico complesso e consente di visionare attraverso le immagini ciò che avviene all’interno del corpo, mediante l’utilizzo di un campo magnetico e radiofrequenze. Con la risonanza magnetica è possibile diagnosticare e tenere sotto controllo malattie congenite rare, malformazioni, malattie infettive, tumori, infiammazioni, malattie degenerative, ma anche semplicemente traumi o lesioni interne.

Durante l’esame diagnostico, la risonanza magnetica rileva i segnali registrati e li traduce in immagini tridimensionali estremamente dettagliate, che consentono di ottenere diagnosi affidabili in tempi celeri. Il paziente, sdraiato su un lettino che scorre all’interno di un grande tubo, il magnete, deve rimanere fermo per tutta la durata dell’esame (dai 15 ai 60 minuti).

I metodi tradizionali per effettuare una risonanza magnetica pediatrica

Per alcuni pazienti, rimanere fermi per un periodo di tempo abbastanza lungo, isolati in un ambiente chiuso e angusto può risultare un’esperienza spiacevole. Lo stress causato da questo ambiente poco confortevole può inficiare la buona riuscita dell’esame, in particolare per i bambini che hanno maggiore difficoltà nel rimanere immobili.

A volte, effettuare questo esame sui bambini può rivelarsi di difficile esecuzione per il personale specializzato e per i genitori, rendendo molto spesso necessaria la ripetizione dell’esame stesso, sottoponendo così i piccoli pazienti a un  forte stress. Per far fronte a questa situazione e semplificare l’esame diagnostico, molti ospedali ricorrono a diverse soluzioni come, ad esempio, quella di sfruttare il sonno spontaneo nei neonati, la sedazione farmacologica fino a 6 anni e una preparazione adeguata se più grandi, poiché in grado di affrontarlo da svegli.

Oggi le più recenti innovazioni tecnologiche consentono ai pazienti, in particolare ai bambini, di vivere l’esperienza diagnostica in modo più semplice e confortevole. Molti ospedali hanno avviato progetti pilota che impiegano tecnologie che, unitamente al supporto di personale medico specializzato, contribuiscono a ridurre l’impatto traumatico per i pazienti e a rendere i flussi di lavoro più agili.

Nuove tecnologie nell’imaging a risonanza magnetica pediatrica

Tra le aziende che operano con l’obiettivo di mettere al centro le esigenze dei pazienti e semplificare il lavoro dei sanitari, c’è Philips.

Leader nel settore dell’Health Technology, ha messo in campo specifici programmi rivolti alla tecnologia diagnostica dell’imaging a risonanza magnetica pediatrica, per rendere l’esperienza meno stressante per i bambini, le loro famiglie e il personale medico specializzato che opera nel settore.

I progetti sviluppati sono numerosi e coinvolgono i più grandi centri mondiali. Si spazia dalla visione di cartoni animati realizzati grazie alla collaborazione con Walt Disney Company EMEA, proiettati sulle pareti intorno all’apparecchio a risonanza magnetica, fino alle simulazioni dell’esame attraverso un apposito scanner in miniatura che permette al bambino di familiarizzare con l’esame diagnostico. In questo modo i bambini vengono avvicinati all’esame e resi più consapevoli, riducendo così la loro ansia.

Amici virtuali e realtà aumentata sono altri strumenti impiegati per accompagnare i piccoli durante tutta l’esecuzione dell’esame e incoraggiarli a rimanere fermi, tranquilli e rilassati attraverso il gioco e l’esplorazione, come anche la possibilità di personalizzare luci e suoni prima dell’esame.

Un’app specifica, infine, prepara e accompagna i piccoli pazienti e le loro famiglie già diversi giorni prima dell’esame, attraverso video, illustrazioni e contatti diretti con personale specializzato.

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