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Articolo Redazionale

Salute: cos’è e a cosa serve la misurazione del gradiente pressorio venoso

Il fegato è la ghiandola più grande presente nell'organismo e svolge diverse funzioni fondamentali

Il fegato è la ghiandola più grande presente nell’organismo e svolge diverse funzioni fondamentali, prime fra tutte quella metabolica, che sintetizza glucosio e proteine, quella depuratoria e anche quella di produzione della bile, indispensabile per la digestione.

Insomma, si tratta di un organo molto importante, che necessita di essere preservato attraverso un’alimentazione corretta e di essere sottoposto a controlli scrupolosi, soprattutto quando si sospettano patologie importanti quali la cirrosi epatica.

In questo caso può essere richiesta dal medico curante la misurazione del gradiente pressorio venoso epatico per verificare che la cosiddetta vena porta non sia sottoposta a stress eccessivo.

HVPG e tecniche alternative

La misurazione del gradiente pressorio venoso viene anche indicata con l’acronimo di HVPG, in inglese Hepatic Venous Pressure Gradient. Ha l’obiettivo di monitorare la vena porta che riceve il flusso venoso di altri organi adiacenti (milza, pancreas e cistifellea).

Per procedere alla misurazione occorre inserire una piccola sonda a livello della vena femorale o di quella giugulare fino a giungere al vaso interessato: questo piccolo catetere, occludendo parzialmente la vena, consente un monitoraggio continuo e puntuale della pressione interna, che ha parametri ben specifici da non superare.

Come per la normale pressione sanguigna, vi sono infatti valori considerati assolutamente nella norma, che nella vena porta arrivano a 5 millimetri di mercurio (o mmHg). Tra 6 e 10 o addirittura oltre, invece, l’ipertensione si definisce lieve o conclamata e può risultare pericolosa per la salute.

Tecniche più invasive prevedono, invece, che tale controllo si svolga per mezzo di vere e proprie procedure chirurgiche che non permettono un monitoraggio altrettanto costante.

In generale, per procedere con la misurazione del gradiente pressorio venoso bisogna osservare un periodo di digiuno di non meno di 8 ore consecutive e basta rimanere sdraiati mentre l’operatore, previa anestesia locale, procede con la rilevazione.

Misurazione del gradiente pressorio venoso per cirrosi epatica

Un’ipertensione a carico della vena porta rappresenta una delle conseguenze più comuni della cirrosi epatica. Si tratta di una condizione nella quale il fegato riduce notevolmente la sua capacità di filtrare il sangue e assorbire nutrienti a causa di tessuto cicatriziale più o meno esteso.

Queste lesioni rendono quindi la ghiandola meno efficiente, provocando anche altri effetti collaterali dannosi, quali malnutrizione, ittero e ristagno dei liquidi.

La cirrosi epatica può sopraggiungere a seguito di diversi motivi, come l’abuso reiterato di alcool ma anche un’epatite importante, sia di tipo B che di tipo C, la fibrosi cistica e altre patologie metaboliche ereditarie. Al momento non è ancora possibile una guarigione completa da questa patologia: risulta perciò fondamentale il contenimento, per mezzo del controllo della vena porta ed eliminando qualsiasi fattore di rischio che potrebbe aggravare il quadro generale.

A livello di prevenzione, invece, è importante seguire uno stile di vita sano, il che include la cura dell’alimentazione, la riduzione o eliminazione di alcolici, il mantenimento di un peso forma adeguato e l’attenzione massima per evitare di contrarre epatiti. La prevenzione diventa ancora più importante se si considera che i sintomi di una cirrosi non sono subito evidenti e includono stanchezza, nausea e gonfiori soprattutto localizzati negli arti inferiori.

Una volta effettuata la diagnosi con ecografie o risonanze magnetiche specifiche, la misurazione del gradiente pressorio venoso consente di individuare in maniera tempestiva un ulteriore fattore di rischio e il medico deciderà come procedere per evitare che l’ipertensione e gli altri eventuali danni possano progredire. In questi casi generalmente può essere stabilito di eliminare fumo e alcool, fare una dieta più ristretta o assumere medicinali anti-ipertensivi o di ricorrere al trapianto.

Ovviamente, per procedere con una misurazione di questo tipo, occorre rivolgersi a centri correttamente attrezzati che possano suggerire la modalità migliore di rilevazione, mettendo al corrente il paziente di tutti i rischi e i benefici correlati, anche in base alla propria situazione specifica.

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