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ThriveCart: gestione, logiche e strumenti di direct response marketing per il tuo e-commerce

Il software permette l’implementazione di promozioni anche personalizzate che arricchiscono l’offerta del proprio store, come, per esempio, l’invito diretto all’iscrizione alla propria newsletter o l’invio di uno sconto sull’acquisto successivo.

Vendere online è diventata una prassi, ormai, più che consolidata. Dietro questo obiettivo, si nasconde tutta una preparazione che va dalla realizzazione del prodotto da vendere, fino alla sua sponsorizzazione. Si passa, poi, per la gestione di tutti quei processi legati alla vendita digitale che devono fornire all’utente un’esperienza di acquisto il più possibile agevole, semplice e intuitiva.

Allo stesso tempo, è necessario che la risposta dell’utente sia positiva e che si converta in cliente positivamente “agganciato” dalla più corretta strategia di marketing. Fra queste, il marketing a risposta diretta, pensato appositamente per generare una reazione immediata nell’utente, è fra le più interessanti degli ultimi anni.

Le logiche e gli strumenti del direct response marketing, tuttavia, richiedono risorse e professionalità ben specifiche e un loro attento uso: quale strumento utilizzare, quindi? Qui interviene Alberto Tofani, esperto di marketing, che sostiene i vantaggi di software innovativi quali Thrive Cart.

A cosa serve ThriveCart

L’idea di fondo confermata dall’uso del software nell’agenzia pubblicitaria di Alberto Tofani, è molto semplice e valorizza i risultati ottenuti con il checkout software ThriveCart: una risorsa versatile e adatta a diverse fasi degli acquisti online, non solo l’ultima. Piuttosto che quella di gestire un carrello online nutrito e dettagliato, l’obiettivo dell’implementazione del software ThriveCart è quello di creare un collegamento tra la pagina di vendita o di checkout, da un lato, e promozioni a risposta diretta dall’altro, risultando così una scelta particolarmente promettente per le OTO (One Time Offer).

L’idea dell’investimento in un simile software, che affonda la sua ragion d’essere nella gestione unitaria e semplificata di sistemi pubblicitari innovativi e a risposta diretta, si lega tutta all’obiettivo di mantenere invariato il costo di acquisizione del cliente (poiché non è questa la parte del processo di conversione che interessa a ThriveCart), aumentandone però la sua spesa. Come? Grazie alle One Time Offer proposte all’ultimo istante e a un’attenta strategia parallela di direct response marketing.

Nell’esperienza di Alberto Tofani, founder di TD Pubblicità, ThriveCart può dunque diventare un tassello essenziale per una più corposa strategia di marketing, innovativa e diversificata (nulla vieta, infatti, di variare le bump offer proposte in base al tipo di prodotto selezionato dal cliente), pensata appositamente per dare l’ultima spinta alla conversione dell’utente, che non rischia di perdersi proprio alla fine del percorso di acquisto, poiché rallentato o inibito da fattori che lo portano ad abbandonare il carrello a un attimo dalla conferma.

Come usare ThriveCart

Il software permette l’implementazione di promozioni anche personalizzate che arricchiscono l’offerta del proprio store, come, per esempio, l’invito diretto all’iscrizione alla propria newsletter o l’invio di uno sconto sull’acquisto successivo. Fin qui, nulla di particolarmente nuovo: ciò che fa davvero la differenza, è la crescita del funnel di vendita in cui viene inserito il cliente, che si alimenta di nuovi percorsi e prodotti cui l’utente difficilmente potrà dire di no, soprattutto se proposti nella maniera giusta. L’implementazione di bump offer, di operazioni di upsell e downsell, dunque, diventa così essenziale nell’esperienza messa a disposizione da ThriveCart.

Le bump offer sono quelle promozioni che vengono offerte al cliente al momento di confermare l’acquisto di un prodotto già selezionato (quando si è in procinto di pagare). Al contrario, le offerte upsell vengono proposte quando il primo pagamento è già stato effettuato; il cliente può eventualmente rifiutare la proposta, ma ThriveCart può rispondere con un’offerta downsell, magari a prezzo ridotto.

L’utente è dunque invitato a rispondere direttamente all’offerta dello store, che – tramite il software – può così proporre qualcosa di diverso da un semplice nuovo acquisto in promozione. ThriveCart, infatti, si lega direttamente ad altre strategie di vendita e affiliazione, come l’iscrizione a corsi e newsletter, l’ideazione di coupon di sconto o countdown per le offerte. Nei primi casi, si avrà a che fare con delle procedure che stabiliscono un contatto più profondo con l’utente fidelizzato e convertito in cliente; nel secondo, invece, si stimola l’acquisto facendo leva sulla sua convenienza o sulla paura di perdere un’occasione.

La forza del software ThriveCart risiede tutta nella sua flessibilità, che gli permette di legarsi a WordPress, a Facebook e a Google Analytics, garantendo in un’unica soluzione il corretto monitoraggio di tutti gli step effettuati dal cliente: elementi che danno all’imprenditore una più chiara visione dell’esperienza dell’utente, un modo di capire dove migliorare e su cosa lavorare per rafforzare il funnel di vendita.

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