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Truffe telefoniche numeri online

Uno dei problemi che bersagliano i nostri numeri telefonici sono le chiamate sconosciute o con un prefisso che non abbiamo mai visto prima

Le truffe telefoniche sono molto frequenti, piuttosto sofisticate e circolano parecchi numeri pericolosi che svuotano il conto, ma si possono evitare queste trappole se si sa come difendersi dai malintenzionati, seguendo qualche utile consiglio.

Le truffe telefoniche che svuotano il conto corrente

La questione delle truffe telefoniche si dibatte ormai da tempo, anche perché gli ideatori non si stancano mai di inventare trappole sempre nuove per far cadere nel tranello i malcapitati da derubare, convinti di rispondere a una telefonata affidabile.

Uno dei problemi che bersagliano i nostri numeri telefonici sono le chiamate sconosciute o con un prefisso che non abbiamo mai visto prima e, non appena si risponde, dall’altro capo del filo l’interlocutore ha già riattaccato.

Queste telefonate misteriose sono le cosiddette Ping Call che rischiano di costare estremamente care, perché sono in grado di svuotare il conto e arrivano solitamente dal Regno Unito o dalla Tunisia, colpendo con una tecnica random che ha lo scopo di coinvolgere più persone possibili come fosse una pesca a strascico.

La chiamata esca che attira in trappola

L’avvio e la chiusura immediata della conversazione è l’esca che attira nel tranello: quando sul display compare il numero strano da un insolito Paese di provenienza, si è tentati di richiamare per non perdere una chiamata importante.

Se si cede alla tentazione, si diventa quindi potenziali vittime dei truffatori che hanno creato un sistema di numeri a pagamento che attivano una sorta di abbonamento, con tanto di addebito su carta di credito o bolletta, ma la truffa si accontenta anche di svuotare il credito residuo del cellulare.

Occorre ricordare che l’abbonamento, orchestrato in questo modo illegale, non è economico ma spesso terribilmente caro e capace di fare tabula rasa di somme consistenti nel mirino della truffa, quindi la prudenza è d’obbligo.

La difesa della Black List

In casi come questi, la migliore difesa è l’attacco, quindi prevenire è meglio che curare. Di conseguenza, gli esperti informatici e la polizia postale suggeriscono di creare una Black List in cui inserire immediatamente qualunque numero sconosciuto, come se fosse una schedatura dei cattivi per impedire loro di nuocere.

La lista nera funziona come una sorta di filtro di sicurezza informatico che impedisce di richiamare anche involontariamente qualunque numero misterioso e potenziale fonte di rischio per il nostro conto.

Una volta che riceviamo una chiamata inserita nella lista nera, scatta infatti il sistema che riaggancia automaticamente il telefono, quindi tutti i numeri inseriti nella black list non potranno più chiamarci.

I prefissi pericolosi da cui stare alla larga

Sui siti e forum che si occupano del problema, vengono raccolti dei numeri con particolari prefissi che, più di altri, potrebbero riguardare potenziali truffe telefoniche e quelli che spiccano maggiormente sono i seguenti:

  • +370
  • +371
  • +375
  • +563
  • +255

Ma secondo alcune indagini, esiste anche una truffa aggiuntiva, basata sulle sequenze # 90 e 99, che il chiamante invita a comporre, al solo scopo di mettere le mani sui dati della nostra Sim. Non è infatti insolito che il truffatore elabori dei particolari software per mettere le mani sui nostri dati, compresi quelli bancari, e copiare i contatti per ampliare il numero di bersagli da colpire.

La distinzione tra truffe telefoniche e chiamate dei call center

In ogni caso, non tutti i prefissi sopra citati introducono per forza un numero truffaldino anche se i  numeri sospetti, in grado di svuotare il conto, non mancano e fanno riferimento a varie città italiane di provenienza come Milano, Cesena o Palermo. Tuttavia, non bisogna confonderli con quelli dei call center, più meno aggressivi e fastidiosi, ma non per questo illegali. Naturalmente esistono dei semplici modi per conoscere o cercare un numero di telefono online, una volta individuato a chi potrebbe appartenere o classificato come “spam”, “promozione” o “pubblicità invasiva” basterà inserirlo nella black list.

Le associazioni consumatori e i siti che raccolgono i numeri sospetti, invitano a segnalare questa distinzione ogni volta che riceviamo una chiamata da un numero sconosciuto, ma riferibile a un call center, proprio per individuare con maggiore precisione solo le telefonate pericolose.

Il phishing digitale, nuova frontiera insidiosa per il conto corrente

Nell’era di internet e del web i criminali si sono attrezzati per diventare maestri della truffa digitale e il conto corrente affronta una crescente insidia provocata dal phishing dato che il malintenzionato cerca d’ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, a partire dai dati finanziari e codici di accesso, fingendosi un ente affidabile.

Il fenomeno è in crescita e gli enti pubblici e privati, compresi gli istituti di credito, invitano a non fornire mai codici Iban, Pin, numero di carta di credito e altri dati personali a nessuno, perché i legittimi titolari di servizi bancari e postali o gestori di gas, luce, acqua e telefonia, non richiedono mai queste informazioni sensibili via mail.

La pericolosità delle mail truffaldine al tempo del coronavirus

Il Phishing si serve quindi della posta elettronica per carpire la buona fede del destinatario e non manca neppure l’imbroglio basato sulla notifica di un presunto corriere che richiede dati personali per autorizzare la consegna a domicilio di un pacco.

Ovviamente, la trappola scatta quando si apre la mail che altro non è che una sorta di trojan in gradi di infettare il computer per impadronirsi delle informazioni personali. Inoltre, gli smartphone sono diventati un bersaglio privilegiato del phishing perché si usano ogni giorno per effettuare acquisti e transazioni, quindi sono anche lo strumento principale per la gestione della posta elettronica.

Durante la quarantena, provocata dal Covid-19, le truffe sono aumentate, e una delle trappole più gettonate è l’invito via mail o WhatsApp a cliccare su link per avere diritto a buoni spesa, aprendo la strada al truffatore, deciso a impossessarsi dei codici di accesso alla nostra banca tramite un virus sul cellulare.

La possibile difesa contro il phishing

Oltre a seguire il consiglio di non aprire mai link di mail sospette, conviene sempre assicurarsi che l’annuncio di un pacco in consegna non nasconda una truffa telematica ed è meglio telefonare al corriere per conferma.

Inoltre, il numero della carta di credito si usa solo al momento di pagare il bene acquistato ed esclusivamente su piattaforme e-commerce sicure, meglio ancora se attraverso sistemi protetti come PayPal.

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