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Un museo civico per Fiumicino: la proposta di Quirino Secci

Quirino Secci, responsabile turismo del Seccy Hotel Boutique Fiumicino, propone la realizzazione di un Museo Civico di Fiumicino che custodisca e valorizzi il patrimonio culturale e identitario della città.

Fiumicino – “Il patrimonio culturale della città di Fiumicino merita di essere preservato e valorizzato, offrendogli una degna collocazione in un vero e proprio Museo Civico di Fiumicino“, questo ciò che dichiara il responsabile del settore turismo del Seccy Hotel Boutique Fiumicino, Quirino Secci.

A partire dal patrimonio archeologico appartenente al territorio della città, fino alle storie delle donne e degli uomini di spicco che hanno scelto di fare di Fiumicino la propria casa, l’eredità culturale e sociale della città deve essere infatti non solo preservata fisicamente, ma anche condivisa affinché non si rischi che ne vada perduto il ricordo.

La proposta

La città di Fiumicino ha scelto di diventare una realtà amministrativa indipendente separandosi dal comune di Roma nel 1992, tuttavia a questa divisione non è mai seguito un vero processo mirato alla valorizzazione dell’identità culturale e territoriale del nuovo comune.

È proprio qui che si inserisce la proposta del responsabile del settore turismo del Seccy Hotel Boutique Fiumicino. La città e il suo territorio sono custodi di storie e tesori tragicamente poco noti o in alcuni casi addirittura quasi dimenticati; storie e cimeli che meritano di ricevere un spazio, sia fisico che ideale, che contribuisca nel tempo a forgiare quella consapevolezza e quella identità civica che una vera città non può non possedere. Questa eredità merita di trovare la propria collocazione all’interno di un Museo Civico di Fiumicino che sia in grado di tutelarla e allo stesso tempo celebrarla degnamente.

In difesa dell’eredità del passato

“A figure di assoluto rilievo vissute a Fiumicino come Giovan Battista Grassi ci si è limitati a dedicare il nome di una via e poco altro” aggiunge Secci, sottolineando uno dei tanti esempi di mancata valorizzazione della storia della città, richiamando in particolare alla permanenza a Fiumicino dell’illustre ricercatore italiano Giovan Battista Grassi che decise nel 1918 di fondare vicino alla foce del Tevere un Osservatorio della Malaria dove proseguire le proprie osservazioni e i propri esperimenti sulla malattia.

Il responsabile del turismo del Seccy Hotel Boutique prosegue ricordando anche che “La città di Fiumicino, nonostante sia diventata un comune indipendente ormai da quasi trent’anni, non ha ancora riscattato centinaia di reperti e frammenti di statue in marmo che le appartengono, rinvenuti all’interno dei propri confini territoriali, ma ancora bloccati nei depositi di competenza del comune di Roma”, reperti che troverebbero una collocazione naturale in un Museo Civico di Fiumicino e del suo territorio.

Al centro di un’identità

Il museo potrebbe rappresentare il luogo dove celebrare anche la vocazione della città al mare e alla navigazione. Alle testimonianze più recenti potrebbero infatti essere affiancate quelle preziose del passato, raccontando la linea ininterrotta di tradizione e dedizione che legano indissolubilmente Fiumicino al Tevere e ai flutti del Mar Tirreno. Negli spazi museali potrebbero essere collocati infatti i reperti provenienti dagli scavi archeologici di Portus e della sua necropoli. (leggi di più)

La scelta del luogo

“La creazione del museo civico potrebbe facilmente essere inclusa nei lavori di ristrutturazione dello storico mercato coperto nel centro di Fiumicino, prevedendone la collocazione nel nuovo piano superiore del quale l’amministrazione comunale ha previsto la costruzione” riporta infine Secci, rimarcando anche come non solo l’alto valore simbolico e sociale di un’opera simile giustifichi pienamente l’investimento economico necessario, ma anche come una pianificazione intelligente ne permetterebbe la realizzazione senza bisogno di investire cifre al di là delle disponibilità dell’aministrazione.

Il Museo Civico di Fiumicino è l’opera che può dare finalmente alla città un luogo che sia il centro della propria identità culturale e sociale. È l’occasione per la città di diventare di più di una semplice realtà amministrativa, bensì una comunità forte della propia eredità, del proprio partimonio culturale, delle proprie tradizioni e della propria identità.

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