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#tavolidelmare, le proposte di Confcommercio per il litorale di Fregene

Sei richieste di intervento per riqualificare il territorio e incenntivare l'economia.

Il Faro on line – Nell’ambito dei Tavoli del Mare, Confcommercio Fregene ha contribuito con un prezioso documentio di analisi, voluto dal prfesidente Franco Del Moncao e realizzto dall’architetto Patrizio Bitelli, sullo stato di salute delle coste. Il documento – che sarà allegato in integrale sul Faro on line quando pubblicheremo i risultati tecnici dei “Tavoli” – affronta con determinazione alcuni problemi specifici del territorio ricadente nel Comune di Fiumicino.

Il passato

“Pur valutando la questione dello stato di salute dei nostri 24 chilometri di costa sul piano generale – è scritto nel documento – è opportuno rivolgere lo sguardo alla località di Fregene detta la “Perla del Tirreno” ricordando il passato che intorno alla metà del terzo secolo a.C. divenne un porto Romano alla foce del fiume Arrone a difesa delle spiagge soggette a continue scorribande piratesche. Ma presto a seguito degli scavi di Ostia Antica e successivamente dei Porti di Claudio e Traiano, il predetto porto perse la sua importanza lasciando solo le ville patrizie. Ma la zona in quell’epoca non presentava un modello di vita favorevole a causa dell’entroterra paludoso dove pullulava la malaria. Si attese l’anno 1666 con Papa Clemente IX che pose a dimora una grande pineta, utile per l’assorbimento dell’acqua stagnante e più tardi le grandi opere di bonifica che lo Stato realizzò in tutta la zona di Maccarese. Purtroppo da quel momento cominciarono i guai per la qualità di quel tratto di mare.

La lottizzazione del territorio, l’incremento edilizio, i grandi sversamenti determinati dal fiume Tevere, portatore di masse inquinanti di ogni tipo, quelli del fiume Arrone e delle acqua Alte e Bassa ei Maccarese che ancora oggi trascinano i residui delle zone agricole e dell’aeroporto di Fiumicino, ponendo il nostro mare tra i peggiori lidi del paese.

Il futuro

A questo riguardo si impongono interventi strutturali: 1) Opere di bonifica dei canali d’irrigazione di Maccarese; 2) La ristrutturazione del depuratore di Torre Primavera ormai obsoleto; 3) Interventi per il rifacimento degli arenili a causa della forte erosione; 4) Una immediata riqualificazione del lungomare tramite opere di arredo urbano; 5) Completamento delle opere di urbanizzazione; 6) Miglioramento dei trasporti urbani con un collegamento funzionale con la stazione ferroviaria di Maccarese”.

Un vero e proprio “piano industriale” per far ridecollare la Perla del Tirreno sia sotto l’aspetto ambientale sia sotto quello economico. Una sollecitazione arrivata dai “Tavoli”, con un programma di cose concrete che spetta alla politica fare proprio. Non solo inserendolo nei programmi elettorali, ma agganciandoci un cronoprogramma che renda eseguibili le soluzioni proposte, almeno per la parte finanziabile immediatamente; per il resto l’impegno a reperire fondi.