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4 senza, il racconto del bronzo di Rio 2016 e dell’argento mondiale di Sarasota foto

Vicino, Lodo, Montrone e Castaldo. Loro gli eroi azzurri in Brasile. E un anno dopo in Florida, la stessa barca ha vinto il titolo di vicecampione. Con Montrone, Castaldo, Abagnale e Di Costanzo

4 senza, il racconto del bronzo di Rio 2016 e dell’argento mondiale di Sarasota

Il Faro on line – I racconti degli atleti in gara sono sempre entusiasmanti. E quando sono le medaglie ad essere conquistate, dopo tanti sacrifici e impegno, le gesta dei campioni diventano più emozionanti.

Due medaglie vinte allora, nel giro di un anno. Il canottaggio azzurro può vantare dei campioni unici, nel panorama italiano, come in quello internazionale. Il bronzo di Rio 2016, nel 4 senza, è stato il primo alloro prezioso ad essere conquistato in specialità. Poi a Sarasota, nel settembre 2017, sempre nel 4 senza, l’argento mondiale messo al collo ha chiuso probabilmente un ciclo, per poi aprirne un altro destinazione Tokyo 2020.

Loro, i protagonisti. Giuseppe Vicino, Matteo Lodo e Domenico Montrone. Atleti delle Fiamme Gialle del III Nucleo di Sabaudia. Insieme hanno coronato il sogno a Cinque Cerchi, salendo sul terzo gradino del podio. Ma non solo loro. Il traguardo olimpico è stato raggiunto insieme a Matteo Castaldo, delle Fiamme Oro.

Ha voluto sentirli Il Faro on line, per quel successo prestigioso. Al Salone D’Onore del Coni, tutti presenti. Quindi, racconto completo ed esaustivo. E bello soprattutto. Senza emozioni, lo sport non è niente e neanche il racconto del cuore di un atleta. Lo scorso 13 dicembre, alla cerimonia di fine anno organizzata dal Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza, Vicino e Lodo sono stati però festeggiati per un altro successo.

L’oro mondiale di Sarasota nel due senza è stato eccezionale e nella loro intervista rilasciata a Il Faro on line, lo hanno descritto con chiarezza. Ma non solo un primo posto. L’Italia ha festeggiato anche un secondo piazzamento e ancora nel vincente 4 senza di Rio 2016. Un argento nel Golfo mondiale della Florida, strappato all’Australia. Ne hanno parlato Domenico Montrone e Matteo Castaldo. Quest’ultimo definito il “Compagno di Viaggio” del campione gialloverde, Montrone. Capovoga per l’occasione. Anche Matteo ha festeggiato con lui, al Coni, il secondo posto iridato, targato 2017.

In America, i due azzurri presenti al Coni, erano in squadra con Marco Di Costanzo, delle Fiamme Oro e Giovanni Abagnale, della Marina Militare. Hanno raccontato quell’esperienza unica, sotto il cielo della Florida e Matteo ha lanciato uno sguardo un po’ più in là. Nel 2019, inizieranno le qualifiche per Tokyo 2020 e passeranno ancora attraverso un Mondiale. L’atteggiamento giusto però è quello di vivere anno per anno. Costruire e migliorarsi. Anche Domenico adotta il suo pensiero e promette di fare ancora meglio, per il futuro.

Ecco, le loro parole..

Torniamo a Rio 2016. Straordinario bronzo vinto alle Olimpiadi. Cosa ricordi ?

Matteo Lodo

“Prima Olimpiade e prima medaglia. Molto frastornata. Il giorno prima della finale, Giuseppe è stato male. Ci sono stati alti e bassi. Tuttavia, anche lì siamo riusciti ad avere la meglio sul Sud Africa e prendere la medaglia di bronzo. Il coronamento di un quadriennio. Adesso ne inizierà uno nuovo e cerchiamo di migliorarci”.

Giuseppe Vicino

“Volevamo tanto guadagnare una medaglia. Però quando sei all’Olimpiade si azzera tutto. Arrivi che devi costruire tutto da capo. In tre o quattro gare, devi realizzare un risultato. Siamo arrivati a guadagnare la medaglia di bronzo. Fantastica… anche se noi vogliamo adesso, salire di gradino nel due senza. Le qualifiche per Tokyo 2020 ci saranno nel 2019. Noi vogliamo l’oro. Siamo partiti bene con l’oro mondiale. Dobbiamo continuare ad ottenere queste velocità e migliorarle”.

Qual è stata la vostra personale eredità olimpica ?

Giuseppe Vicino

“Maggior consapevolezza, del proprio corpo e degli allenamenti che abbiamo fatto. Siamo diventati i veterani della squadra. Siamo noi adesso quelli da seguire. In passato, è sempre stato il contrario. E’ bello anche così. Insegnare ai giovani, in quale modo approcciarsi alle gare e come svolgere gli allenamenti”.

Quali sono i valori che trasmettete ?

Matteo Lodo

“Per quanto bene si possa fare, bisogna restare sempre umili e pensare a lavorare. Il giorno che vinci la medaglia e vuoi replicarti, devi appenderla al muro e pensare ad allenarti per una successiva. Vincere è difficile. Ripetersi, lo è ancora di più”.

E’ arrivata la medaglia olimpica di Rio 2016. Uno splendido bronzo..

Domenico Montrone

“L’esperienza di Rio. Unica. La tensione era tanta. Sapevamo di poter prendere la medaglia e poter lottare per un bronzo. Abbiamo avuto delle difficoltà dopo la semifinale, perché il capovoga Vicino era stato poco bene. Questo ha caricato di tensione e ansia, la gara. Alla fine, quando si accendono i semafori .. pronti.. via .. si dimentica tutto e si parte. Siamo bravi e riusciamo sempre a dare il massimo. Un’emozione indescrivibile. E’ difficile spiegarla con un aggettivo. Può essere come un premio alla carriera.. una laurea dello sport. Sono molto soddisfatto. Uno stimolo in più, per continuare”.

Quest’anno è arrivato anche l’argento mondiale e ancora nel 4 senza. Un’esperienza unica..

“Ho cambiato di posizione in barca. Sono passato a capovoga. Una gara completamente diversa. Sapevamo che saremmo andati bene, anche lì. Sapevamo che il nostro avversario principale sarebbe stata l’Australia. A Rio, ero prodiere. Quello che sta a prua. Ha diversi modi di affrontare la gara. Ha una visuale diversa e quindi il capovoga è quello che imprime il ritmo. E’ una responsabilità in più, perché sei tu che decidi di cambiare il ritmo. Ci prepariamo per questo. L’argento è nato, affrontando la nostra gara. L’abbiamo fatta per il primo posto, fino a metà. Poi da metà gara, mi sono guardato intorno per guadagnare metri il più possibile degli australiani e per poter staccare gli inglesi. Ci siamo riusciti. Non siamo riusciti a prendere l’Australia, però è stata comunque una grande soddisfazione. Ha dato segno di continuità e di riconferma. Siamo tornati ad essere una nazione di riferimento. Un percorso di crescita, che c’ha portato alle Olimpiadi e anche ai Mondiali di Sarasota. Ci siamo riconfermati. Non è stato facile farlo. Da più soddisfazione, però. Vuol dire che riesci ad essere sempre ad alto livello”.

Il bronzo di Rio 2016 è stato importante per la tua carriera. Quali sono le tue impressioni ?

Matteo  Castaldo

“E’ stata una breve parentesi. Siamo stati in barca un mese e mezzo, prima. Alla fine è andata bene, quindi da quel momento, quando fai questi risultati il legame diventa più forte. Con Domenico, ci conosciamo da una vita. Dal 2000. Normale che ci siamo trovati bene anche la stagione successiva, nel due senza e poi nel 4 senza, ancora. Dove eravamo già rodati. Quindi, è andata ottimamente. Un po’ più “in discesa” rispetto all’anno prima”.

A Sarasota invece il gradino è stato il secondo. Competizione diversa. Un mondiale da ricordare..

“Lo dicevamo. Sapevamo che dovevamo portare a casa, una medaglia. L’Australia era un avversario molto forte quest’anno, già il fatto che siamo riusciti a mettere la barca davanti alla Gran Bretagna (padrona della specialità da 20 anni) è stata una grande cosa. Il nostro equipaggio è stato formato alcuni mesi prima del Mondiale. Questo ci fa ben sperare per l’anno prossimo, in cui speriamo di migliorare”.

E Tokyo 2020 ?

“Obiettivo importante. Tuttavia, dalla mia esperienza del precedente quadriennio ho capito che bisogna vivere un anno alla volta. Allenarsi sempre al 100%. Ci sono però, tante di quelle variabili che cambiano continuamente, che bisogna conservare le energie mentali soprattutto. I due anni importanti, che sappiamo tutti, saranno il preolimpico e quello olimpico”.

Foto di gruppo Fiamme Gialle : Giuseppe Marchitto/Ufficio Stampa Fiamme Gialle

Foto dei canottieri azzurri : canottaggio.org