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Ad Antonio Maglio, il Collare d’Oro Paralimpico, il premio direttamente a sua moglie Maria Stella foto

Consegnato da Pancalli e Malagò, durante il Consiglio Elettivo del Cip, la vedova del medico italiano che operò ad Ostia e che diede inizio al paralimpismo italiano, ha ricevuto l’importante onorificenza

Ad Antonio Maglio, il Collare d’Oro Paralimpico, il premio direttamente a sua moglie Maria Stella

Il Faro on line – Una grande festa del mondo paralimpico, ieri mattina al Foro Italico. Non solo si è svolto il Consiglio Nazionale Elettivo, ma sono stati consegnati i Collari d’Oro Paralimpici.

Nello stesso giorno in cui Luca Pancalli è stato confermato presidente, con 51 preferenze a favore su 56 aventi diritto, come riporta la nota del Cip sulla sua pagina ufficiale di Fb, colui che ha iniziato il cammino dello sport paralimpico in Italia, ha avuto il suo momento del ricordo.

Lo ha fatto tramite la moglie. La vedova del Dott. Antonio Maglio, Maria Stella, ha ricevuto il Collare d’Oro in ricordo di quanto fatto da suo marito. Ebbe tutto inizio nel dopo guerra ad Ostia. Nell’attuale Cpo lidense, ancora Centro Paraplegici dell’Inail, Antonio Maglio curò i reduci della seconda guerra mondiale, attraverso la sport terapia, al fine di una riabilitazione totale.

Ma non solo. L’inizio quello. Ed in concomitanza con lo stesso metodo adottato a Londra, da Sir Ludwig Guttmann, precursore inglese, che operava nel più grande centro di riabilitazione motoria in Inghilterra che divenne un caro amico di colui che indicava essere “un gigante”, lo stesso medico italiano potè letteralmente salvare tante vite. Sia fisicamente, che psicologicamente. Fu lo sport la via e le cure mediche appropriate sulle tante problematiche di disabilità che al Dott. Maglio gli venivano presentate.

Tra le discipline sportive praticate, spiccavano l’atletica leggera, il nuoto, la pallacanestro, la scherma, il tennistavolo ed il tiro con l’arco. Svolte contemporaneamente, dai primi atleti di Maglio, ad Ostia. Molteplici furono i pazienti, che negli anni poterono guarire dalla loro paraplegia, grazie ai metodi usati dal dottore italiano.

Fu poi trasformata in competizioni sportive vere e proprie, la sport terapia e Maglio portò i suoi pazienti in Inghilterra. Nel 1956, Ai Giochi di Stoke Mandeville, organizzati dal Dott. Guttman, si dava vita a quelle che poi nel tempo divennero le Paralimpiadi. Con l’appoggio di Guttman, Maglio portò lo sport per disabili sotto la bandiera a Cinque Cerchi. Insieme al medico inglese, l’italiano che diede inizio al cammino del paralimpismo in Italia, portò la competizione a Cinque Cerchi e proprio a Roma nel 1960.

Il Dott. Maglio ebbe anche un ruolo decisivo nella nascita dell’attuale Comitato Paralimpico Internazionale, che ha sede a Londra, proprio nei pressi di Stoke Mandeville, e nello sviluppo delle attività paralimpiche in Italia.

Non si contano i benefici apportati da questa rivoluzione culturale, sociale e sportiva. Atleti, ma prima di tutto persone, poterono cambiare la loro vita, grazie alla pratica dello sport. E negli anni continuarono, come i risultati medici e sportivi testimoniano, ancora oggi.

L’Italia è una delle nazioni più prolifiche al mondo. Sono centinaia le medaglie vinte dai suoi campioni e campionesse, in giro per il mondo. Martina Caironi, Bebe Vio, Federico Morlacchi e Alessio Sarri, tra i gioielli azzurri.

E Maria Stella Maglio, commossa dal premio ricevuto direttamente dalle mani di Luca Pancalli e dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha dedicato l’onorificenza proprio agli atleti. Eredi di quel dono fatto da Antonio Maglio, tanti anni prima.

Ringraziando le autorità presenti e con l’immagine di suo marito alle spalle, incorniciata all’interno di un gigantesco megaschermo, Maria Stella Maglio ha potuto far rivivere il ricordo di suo marito, a pochi giorni dal trentennale della sua scomparsa, avvenuta il 7 gennaio del 1988, con la sua presenza e le sue parole. Un’eccellenza italiana. Unica.

Foto Premiazione : Cip FB/Augusto Bizzi

Foto Collare d’Oro Paralimpico (si ringrazia Maria Stella Maglio, per la gentile concessione)