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Ostia, ricostruzione in 3D di via Ostiense: Elena Aubry morta per colpa delle radici?

Nell'inchiesta sulla morte di Elena Aubry avvenuta il 7 maggio 2018 si rafforza la tesi che la motociclista abbia perso il controllo della Hornet a causa dello stato dell'asfalto

Roma – Nella morte di Elena Aubry, la motociclista di 26 anni deceduta sul colpo il 7 maggio dello scorso anno, la tesi che l’incidente sia stata conseguenza dello stato dell’asfalto, deformato dalle radici dei pini, è sempre più forte. Ad accreditarla è la ricostruzione in 3D del luogo del sinistro e la testimone chiave, l’infermiera fermatasi per soccorrere la poveretta.

E’ stata infatti rintracciata dopo lunghe e complesse indagini l’infermiera che quella mattina del 7 maggio aveva assistito alla caduta fatale di Elena dalla sua Honda Hornet lungo la via Ostiense, in direzione di Roma, all’altezza di Cineland. La soccorritrice, che non aveva risposto nè agli appelli dei magistrati nè della madre di Aubry, è stata rintracciata solo dopo l’analisi dei tabulati telefonici dei cellulari presenti a quell’ora sul posto. La donna ha riferito alla pm Laura Condemi, di non sapere nulla degli appelli e che non si era più interessata alla vicenda perchè era rimasta molto turbata.

La testimonianza dell’infermiera insieme con altri due testimoni dell’accaduto, è univoca e coincidente con la ricostruzione anche del perito incaricato dalla Procura di esaminare lo stato del manto stradale e la dinamica dell’incidente. Il confronto ha anche escluso che qualcuno, a bordo di un mezzo, possa aver colpito o fatto deviare la moto della giovane.

Elena Aubry, la motociclista deceduta in via Ostiense

Elena Aubry, la motociclista deceduta in via Ostiense

Per la prima volta la dinamica dell’incidente è stata realizzata in 3D. Si tratta di un metodo d’avanguardia basato sull’uso di apparecchiature particolari che ha evidenziato che l’ultimo tratto di strada percorso dalla giovane è caratterizzato dalla presenza di una serie di avvallamenti. E che l’asfalto fosse ancor più dissestato di quanto non si percepisse ad occhio nudo.

Ieri, martedì 18 giugno, è stato effettuato sul posto un ulteriore sopralluogo e le conclusioni dei rilievi saranno depositate nei prossimi giorni a Piazzale Clodio. Spetterà ai magistrati stabilire eventuali responsabilità da parte di chi doveva occuparsi della strada, ossia i funzionari addetti del Campidoglio e del X Municipio.