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Fiumicino, Gelaterie d’Italia 2020: il Bar della Darsena conquista i “due coni” Gambero Rosso

Grande soddisfazione per Vincenzo Lenci ìper l’aggiudicazione nella guida ufficiale delle migliori Gelateria d’Italia del Gambero Rosso di ben due coni

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Di: ILARIA CASTODEI

Cucina e Sapori – E’ stata presentata nei giorni scorsi al Sigep di Rimini, il Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè, la prestigiosa guida Gelaterie d’Italia del Gambero Rosso, che per il quarto anno consecutivo celebra il prodotto italiano a temperatura negativa.

La guida prende in considerazione ben 400 indirizzi dedicati all’universo della gelateria italiana di qualità e che annovera grandi conferme raccontando una costante crescita e professionalità arricchendosi sempre di interessanti novità.

Una di queste, che inorgoglisce la città di Fiumicino, è l’assegnazione “d’emblée” dei due coni allo storico Bar della Darsena capitanato dal maestro gelatiere Vincenzo Lenci, una piacevole new entry.

Il Gambero Rosso utilizza alcuni simboli come sinonimo di qualità ed eccellenza e il punteggio massimo riconosciuto è corrispondente a tre simboli. Così le forchette per giudicare i ristoranti, i chicchi e le tazzine per il caffè e i bar, le foglie per l’olio evo, i bicchieri per il vino, i boccali per le birrerie, i gamberi per le osterie, le bottiglie per i winebar, le cocotte per i bistrot, mappamondi per i locali etnici, le torte per le pasticcerie, le rotelle per le pizzerie e infine i coni per le gelaterie. Questi sono indice di professionalità e passione che danno lustro e visibilità alle attività.

Sorpreso, Lenci, ha visto bypassare lo scalino del singolo cono arrivando subito al secondo; ma la meraviglia ha lasciato subito posto alla soddisfazione personale. Quest’assegnazione sembra infatti essere la giusta ricompensa ad anni di lavoro e dedizione, sperimentazione ed innovazione che gli ha portato già numerosissimi premi, come il più risonante secondo posto al campionato europeo nel 2017 e poi riconoscimenti a Sherbeth, al Gelato Festival World Ranking, al Gelato Artigianale Festival di Agugliano e all’ultimissimo, sempre al Sigep 2020, il concorso Mandorla d’Autore dove si è classificato in prima posizione.

La recensione del Bar della Darsena e il racconto di Vincenzo Lenci

Il gelato di Lenci viene descritto come “un delizioso gelato, frutto di attenzione alle materie prime e di tecniche di lavorazione rispettose della genuinità del prodotto finale”. Un elogio alla sua “crema de nonna e scorza de limone” e ultimo cenno al suo innovativo e gustosissimo gelato gastronomico.

Lenci: “l’interesse del Gambero nei miei confronti è arrivato in maniera inaspettata e secondo me è nato anche per un passaparola generale, non solo per l’esposizione pubblicitaria o per i premi aggiudicati; tant’è che dopo il campionato europeo dove sono arrivato sul secondo scalino del podio c’è stata una calma piatta quasi inspiegabile.

Dopo le citazioni sulle guide de La Repubblica Sapori Fiumicino e Roma, questo è, senza dubbio, un altro passo per essere presente su tutte le mappe gastronomiche del Lazio. Sono stato contento che la menzione sia andata fondamentalmente ai gusti più classici, perchè significa lavorare su una solida base. Il mio gelato viene definito “moderatamente dolce”, sono parole positive che descrivono bene la mia filosofia.

Presumo che gli anonimi ispettori del Gambero siano venuti da noi durante la stagione estiva, in quanto nella recensione parlano del gusto pesca tabacchiera che produco solo in quel periodo. Abbiamo poi ricevuto una chiamata dalla responsabile addetta che ci avvisava della volontà di inserire il Bar della Darsena sulla Rossa italiana, ma non sapevamo altro. La serata di lunedì 20 gennaio al Sigep è stata dedicata alla presentazione della guida e sono saliti sul palco solo coloro che avevano acquisito o confermato i tre coni, mentre tutti gli altri, come me, lo hanno piacevolmente scoperto sfogliando la rivista a disposizione in sala. E’ stata una grande sorpresa per me vedermi tra le attività con i 2 coni. Non me lo aspettavo anche perché il locale ha bisogno di una rimodernata e tante cose devono essere rifatte, ma l’estetica del locale pare non abbia influito, quello che ha determinato quest’assegnazione è stata la genuinità e la bontà del mio gelato. In un mondo dove spesso, se non sempre, la forma è più importante della sostanza, questo è stato uno spiraglio di meritocrazia incondizionata.”

Emozioni e sensazioni alla scoperta dei due coni?

“Mi ha divertito molto lo scambio di pareri con un mio caro amico, collega di Genzano, prima che finisse la premiazione; io gli ho chiesto cosa ne pensasse, cosa si aspettava, e mi ha risposto che il solo essere lì presente lo inorgogliva molto, lo faceva sentire importante, poi se fosse riuscito a prendere un cono andava ancora meglio. Quindi lui a chiesto a me e di getto ho risposto: “ma io m’accontento anche de ‘n ciuffetto de panna”, e siamo scoppiati in una grassa risata stemperando ansia ed emozione del momento. Dopo sbirciando sulla guida abbiamo visto che ad entrambe erano stati assegnati due coni e come due ragazzini ci siamo abbracciati per la gioia. Tanta felicità e commozione, lavoro e sacrifici ripagati in due piccoli disegnini a forma di gelato. E’ stato incredibile.”

Ora cosa cambia per Vincenzo Lenci?

“Il mio percorso adesso potrebbe variare, complicandosi anche se vuoi, i coni possono essere assegnati e depennati perciò adesso mi troverò in un circolo nel quale non potrò sbagliare essendo sottoposto a controlli periodici. E’ la regola ed è una bella avventura che affronterò con grinta. La strada è sempre in salita, l’impegno raddoppia ma la passione rimane tutta e sempre. E’ ovvio che adesso ci sarà la classica “strizza” di perdere il cono in contemporanea con la sfida e l’incentivo di aggiudicarsi il terzo.”

Al Sigep si è parlato moltissimo di rispetto dell’ ambiente, come affronti quotidianamente l’annoso discorso del Plastic-free?

Gia in fiera ho iniziato a prendere contatti con aziende produttrici di biocompostabile perché sto cercando di togliere il polistirolo dalle vaschette di gelato ma sinceramente ancora non hanno inventato un buon prodotto che sia completamente inodore. Poi, proprio quest’estate, in occasione dell’evento “Un mare diVino”, qui in darsena, ho sperimentato i cucchiaini di legno. Sono degli utensili utili e anche molto belli esteticamente, ma il legno purtroppo a contatto con il palato è ruvido e dà un certo fastidio. Nessuno vuole rischiare di rovinare la degustazione di un’ottimo gelato a causa di un bastoncino di legno o di un odore sgradevole, quindi si deve trovare il giusto compromesso. Sono completamente a favore del plastic-free e sono in piena ricerca del miglior prodotto. Intanto le mie scelte vanno anche verso aziende di rifornimento che utilizzano la stessa filosofia nei loro packaging. Quando passeremo definitavamente al biocompostabile metteremo anche dei contenitori adibiti solo a quello, sperando nel riscontro positivo del cliente.

Il rispetto dell’ ambiente va di pari passo con l’eliminazione dello spreco alimentare. Come ti organizzi in gelateria?

“Punto tutto sulla produzione mirata, ho sempre meno spreco perché, dopo tanta esperienza, so quanto prodotto posso produrre. E’ uno sforzo non indifferente avere sempre la percezione di ciò che si potrà vendere e prevedere l’afflusso di clienti, però fino ad oggi mi vanto di esserci quasi sempre riuscito. Un’alternativa allo spreco è anche il riciclo intelligente: per esempio quando i coni si sbriciolano, non vengono buttati, ma si tostano e si conservano per fare dei composti per i biscotti; il gelato purtroppo, per la presenza del latte, non può essere rigenerato; alcuni tentano, ma il risultato è mediocre, non va. Tantomeno esistono ancora strutture per la donazione”.

Altri progetti futuri?

“Sono stato a Bologna a dicembre per il primo meeting nazionale dei “Gelatieri per il gelato” un’associazione culturale dell’arte sottozero; i responsabili mi stanno facendo una gran corte per entrare nel movimento. Per accederci bisogna rispettare un codice etico che si fonda sull’ingredientistica. Se il proprio libro degli ingredienti risulta conforme al loro codice, in pulizia e qualità, se ne può far parte. Intanto sono onoratissimo che il mio operato rientri pienamente nei loro severi parametri e sto valutando molto attentamente questa interessantissima offerta che mi porterà sicuramente verso altre avventure e bellissime esperienze.
Poi, sicuramente abbelliremo un po’ la nostra location; cercheremo step by step di creare un ambiente che rispecchi la qualità del mio gelato e che sia all’altezza della considerazione del mio lavoro.”
Stay tuned!

Leggi anche: Fiumicino, Vincenzo Lenci è (anche) il re della mandorla

(Il Faro online)

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