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Case popolari di via Gonin, doppia interrogazione alla sindaca Raggi

Fratelli d'Italia e la Lega raccolgono il grido d'allarme del Laboratorio Una Donna

Roma – Sono due le interrogazioni finite sul tavolo della sindaca Virginia Raggi, sulla questione delle case popolari di via Gonin (leggi qui).

Maricetta Tirrito

Maricetta Tirrito

Fratelli d’Italia con Rachele Mussolini e la Lega con Davide Bordoni, hanno raccolto la sollecitazione fatta da Maricetta Tirrito, che con il Laboratorio Una Donna per la tutela dei diritti delle donne e dei deboli, si era schierata al fianco delle famiglie anche in sede giudiziaria.

La doppia interrogazione ha un unico scopo: stoppare l’azione di recupero crediti attivata dal Campidoglio a fronte dell’assenza totale di un estratto conto certificato, che possa stabilire con certezza chi e quando deve pagare al Comune di Roma.

“Le morosità, o presunte tali, delle case popolari di via Francesco Gonin, a Roma – ha spiegato Maricetta Tirrito – nascono da questa babele di documenti contrastanti, il cui apice è, appunto, l’assenza di un estratto conto certificato.

Il Campidoglio, invece di capire bene le singole posizioni debitorie e poi muoversi per il recupero, ha pensato bene di inserire a Bilancio comunale la cifra presunta relativa al recupero degli affitti. Si ottengono così due storture – sottolinea Tirrito -: un Bilancio falsato da presunte entrate non certificate né forse esigibili, e l’attività vessatoria su famiglie alle quali è stato chiesto di pagare senza spiegare loro nel dettaglio il calcolo della cifra.

Ringrazio Fratelli d’Italia e la Lega per aver preso a cuore quella che è una questione di giustizia prima ancora che economica. Chi deve pagare è pronto a farlo, ma seguendo i principi della congruità e della certezza di calcolo. In una parola, legalità; la stessa che il Comune invoca nel chiedere soldi ma che poi non rispetta nelle procedure”.