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Roma vs Lecce, le pagelle de il Faro online, ben tornata Roma

Cinque sui sette giocatori citati in conferenza stampa e dichiarati pronti da Mister Fonseca sono scesi in campo e hanno disputato un'ottima prestazione, come tutto il resto della squadra. E' evidente che il lavoro sulla testa dei giocatori inizia a portare i suoi frutti. Ora continuità, concentrazione e praticità per portare a casa la qualificazione in Europa League.

Roma. Bella prova di una Roma concreta, pulita e precisa (clicca qui). Bisognava dare continuità all’ultimo successo in casa in coppa e continuare a non prendere gol, e così è stato. L’avversario si presentava dopo una tripletta di successi e con buona organizzazione, ma si è vista solo per una decina di minuti nel corso del secondo tempo. Poco, troppo poco, per una Roma finalmente ritrovata. Under, Mhkitaryan, Dzeko e Kolarov i marcatori, uno per reparto e questo è un ottimo segnale di ripresa corale in vista della partita di ritorno di Europa League. (foto Roberto Tedeschi)

Pau Lopez, 6 – Viene impegnato solo a fine primo tempo, quando la Roma cala, ma senza patemi d’animo. Al 49’ non si fa spaventare dalla punizione di Mancosu dai 30 metri. In occasione di uno dei pochi errori di Smalling, riesce a rimediare in uscita di piede, poi al 63’ anticipa su Lapadula. È fortunato al 77’, quando il palo lo aiuta sul  tiro al volo di sinistro di Lapadula. Lavoro ordinario.

Bruno Peres, 6 – Il mister gli grida dalla panchina di coprire tutta la fascia, approfittando della copertura di Mancini. Recepisce il messaggio e al 28’ crossa bene in area, ma Smalling è anticipato di testa da Lucioni. Distratto dall’infortunio di Mancini, commette una ingenuità e rischia di favorire gli avversari, ma per fortuna Smalling rimedia. Visto che in difesa fa danni, dovrebbe almeno osare di più in attacco dove rende molto meglio nel secondo tempo, protagonista di un paio di discese con buoni assist per Dzeko guadagnandosi la sufficienza. Dovrebbe giocare 15/20 metri più alto.

Chris Smalling, 7 – Ancora una bella prestazione con interventi di testa e di piede: al 22’ libera l’area senza problemi, al 31’ con una tempestiva scivolata chiude la verticalizzazione su Lapadula, al 35’ rimedia a una grave disattenzione di Peres con una provvidenziale chiusura su Mancosu. Anche nel secondo tempo non fa passare il Lecce. Ai suoi (alti) livelli.

Gianluca Mancini, 6,5 Inizia più in sordina rispetto al compagni di reparto ma poi è decisivo anche lui: al 35’ si cimenta in un’acrobatica sforbiciata per bloccare una palla destinata a Lapadula, ma nel ricadere si infortuna al gluteo, impensierendo solo per un attimo la panchina giallorossa. Alla mezz’ora innesca una buona ripartenza nell’azione che porta al gol. Si fa ammonire ingenuamente al 48’ per fallo ingenuo su Lapadula: diffidato, salterà la partita con il Cagliari. Più concentrato.

Aleksandar Kolarov, 7 – Si propone spesso sulla fascia, accompagnando le azioni di attacco, ma questo gli toglie energie e ossigeno. Al 24’ tenta un rasoterra di sinistro, deviato dalla difesa leccese in calcio d’angolo, ma poi si spegne. Riprende incredibilmente vigore nel secondo tempo: al 63’ con un lungolinea forte e preciso, dalla difesa, riesce a lanciare sulla fascia Kluivert, che però non la sfrutta bene calciando troppo forte sui piedi di Dzeko. Continua a dispensare cross che nessuno sfrutta, ma è premiato finalmente all’80’ quando, dopo l’ennesima sgroppata, segna di interno sinistro su assist di Perez. Ci mette il carattere, che è quello che ci piace come giocatore. Non merita le contestazioni.

Brian Cristante, 6,5 Nessuno squillo contraddistingue la sua prestazione, che però risulta comunque utile per la squadra, in difesa e nella costruzione offensiva. Al  40’ interrompe una trama leccese molto pericolosa abbassandosi in mezzo alla difesa. Al 45’ ha una buona occasione, imbeccato da Mkhitaryan, ma il tiro è debole. Prestazione intelligente.

Jordan Veretout, 6,5 – Torna a far sentire la sua aggressività e al 19’ chiude bene su Barak sceso in contropiede sulla sinistra. Anche lui, come il resto della squadra, cala sul finire della prima frazione di gioco, tanto che al 42’ passa una brutta palla sulla trequarti per Cristante, che permette la ripartenza del Lecce; a tempo praticamente scaduto, in ritardo su Barak, regala una punizione pericolosa, ma per fortuna la difesa giallorossa tiene. Nella seconda frazione di gioco sale con maggiore frequenza in attacco. Più brillante.

Cengiz Ünder, 7 – Fin dalle prime battute si mostra più aggressivo e dinamico: già al 1’ raccoglie da Pellegrini e crossa bene per Dzeko, poi si produce in una serie di dribbling e tentativi di penetrazione, anche se talvolta perde di vista la palla per troppa frenesia. Al 13’ porta in vantaggio la Roma con un bel sinistro rasoterra, su assist di Mkhitaryan. Ci riprova al quarto d’ora, ma al momento di entrare in area è anticipato da Vigorito. Inizia bene il secondo tempo con una insistita azione offensiva, anche con la collaborazione di Kluivert, ma finisce per commettere fallo su Lucioni. Viene sostituito all’ora di gioco da Perez. Finalmente sorridente.

Lorenzo Pellegrini, 7 Ricomincia a giocare a testa alta, distribuendo palloni intelligenti, anche se si perde troppo spesso davanti alla porta. Al 7’ stoppa bene la palla di Dzeko ma allunga troppo il passo e si trova sbilanciato al tiro. All’11’ restituisce il favore a Dzeko, che cicca la palla al momento del tiro. Al 30’ si trova da solo davanti alla porta ma tira a lato. Ottima la transizione che propone al 37’, nell’azione del secondo gol, quando riceve da Mancini e smista su Dzeko. A causa di un fastidio muscolare, resta negli spogliatoi all’intervallo ed è sostituito da Kluivert. Ottima reazione ai fischi ingenerosi delle ultime partite.

Henrix Mkhitaryan, 7,5 – Si presenta con l’assist per Ünder al 13’, quando lo imbecca di esterno destro dopo aver riconquistato la palla sulla trequarti in attacco. È molto ispirato anche se perde qualche palla di troppo, soprattutto perché smarrisce il tempo del passaggio e finisce ingabbiato da troppe maglie bianche. Al 37’ realizza il gol del 2-0, con un tunnel sotto le gambe del portiere avversario, valorizzando al massimo la bella azione veloce coast to coast dei giallorossi. Prezioso accanto a Dzeko.

Edin Dzeko, 8 – Prende la squadra per mano e la conduce alla vittoria con una prestazione di altissimo livello. Mostra continuamente colpi di classe: al 7’ manovra di destro e poi calcia di sinistro, imbeccando Pellegrini con una palla che chiedeva solo di essere messa dentro. All’11’ però calcia debolmente su Vigorito l’assist di Pellegrini. Al 27’ fa stropicciare gli occhi con un no-look per Ünder, ma quando il turco gliela restituisce la scaglia sopra la traversa. Intelligente il controllo della palla in occasione del gol dell’armeno, perché gli consente di arrivare da centrocampo confezionando l’assist decisivo con i tempi giusti. Al 69’ su assist di Kolarov – di prima – tira sui piedi di Vigorito, riprende il tap-in e la butta dentro, ma l’esultanza è ritardata dalla verifica dell’assenza di fuorigioco da parte del VAR. Il mister gli concede dieci minuti di riposo, facendo entrare all’81’ Kalinic. Imprescindibile.

Justin Kluivert, SV – Entra al posto di Pellegrini a inizio secondo tempo. Con uno scatto bruciante chiude in difesa su Donati al 56’. Scippa una palla in area all’88’ ma Vigorito respinge il suo diagonale sinistro.

Carles Perez, 6,5 – Gioca solo mezz’ora – entra al 60’ al posto di Ünder – ma lascia il segno, regalando vivacità all’attacco. Al 72’ in acrobazia rischia di segnare il quarto gol, portando a conclusione una bella azione corale partita dai piedi di Smalling e transitata per quelli di Cristante e Kolarov, ma tira poco a lato. All’80’ dialoga con Dzeko e appoggia con precisione per l’accorrente Kolarov, che mette in rete. Dribbling ubriacanti.

Nikola Kalinic, SV – Entra all’81’ al posto di Dzeko e si segnala solo per una occasione persa all’88’, quando in scivolata davanti a Vigorito non riesce a concretizzare l’occasione confezionata da Kluivert.

Paulo Fonseca,  8 – In un momento difficile, riesce a riprendere il controllo della squadra e a imporre il marchio del suo gioco, con pressing alto e aggressivo per la riconquista della palla. Quando tutto funziona, in effetti, è un bel vedere, perché le rotazioni tra ali, centrocampisti e terzini consentono di trovare linee di passaggio intelligenti e soluzioni offensive. Dopo tante critiche e delusioni, un meritato sospiro di sollievo. Un tecnico che sa di calcio, checché se ne dica.

(Il Faro online)