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La Asl di Latina: “Siamo partiti con un certo sprint, ma stiamo tenendo bene. Ora ci prepariamo al picco”

Casati: "Il nostro è un trend relativamente buono. Soprattutto, all'inizio quasi tutti avevano bisogno del ricovero. Ora sono quasi tutti curabili attraverso l'isolamento domiciliare e la telemedicina."

Latina e provincia – “Siamo partiti con un certo sprint all’inizio, ma ora stiamo tenendo bene, dimostrando che le precauzioni messe in atto sono servite. Ora, come da disposizioni, ci stiamo preparando al picco, per non arrivare impreparati, ma la situazione non è grave.” È con queste parole che si potrebbe riassumere la videoconferenza che il direttore generale dell’Asl di Latina, Giorgio Casati, ha tenuto con la stampa ieri pomeriggio.

Come ci si sta preparando al picco?

Ma come ci si sta preparando al picco? Casati ha fatto sapere che l’azienda sanitaria sta mettendo a punto alcune novità: in primis, la riorganizzazione del Goretti (che, lo ricordiamo è già tra i 9 ospedali regionali denominati “hub” e che gestiranno l’emergenza in prima linea leggi qui). Martedì, infatti, sarà ultimata la trasformazione del reparto di Rianimazione, che sarà funzionale all’emergenza Coronavirus, come quelli di Terapia intensiva e Malattie infettive.

“Di fatto – sottolinea Casati – abbiamo già attivato 14 posti di sub-intensiva e liberato altri 68 posti dedicati a pazienti Covid di media e bassa intensità di cura.  14, invece, sono i posti guadagnati da Neurochiurugia che sono già stati trasformati in posti di Terapia intensiva. Infine, sono 44 i posti ottenuti con lo svuotamento del reparto di Medicina generale.

Quando saremo muniti di tecnologie e delle strumentazioni necessarie, potremo continuare a implementare i posti di Terapia intensiva, che resta la nostra priorità in quest’emergenza. Da qualche giorno – ha proseguito Casati – sono operativi altri 12 posti letto al Di Liegro di Gaeta (che, lo ricordiamo, è ospedale spoke del Goretti leggi qui), dove verranno indirizzati i pazienti a bassa intensità di cura che faranno riferimento al Dono Svizzero di Formia.”

La telemedicina

La seconda novità, annunciata in videoconferenza stampa da Casati è quella della telemedicina, che sarà attiva entro domenica. “Il nostro, rispetto al contesto generale, è un trend relativamente buono. Soprattutto, all’inizio quasi tutti i pazienti avevano bisogno di essere ricoverati in ospedale. Ora, al contrario, sono quasi tutti curabili attraverso l’isolamento domiciliare. Vuol dire che il livello di rischio del contagio si sta abbassando.

In questo senso – prosegue Casati-, la telemedicina ci sarà utile. Ci permetterà di far sentire ai pazienti in isolamento domiciliare che, come azienda sanitaria, siamo loro vicini in un momento di forte impatto psicologico come questo. Inoltre, il progetto di telemedicina (che rientra nel progetto regionale “Più vita”) ci permetterà di monitorare tutti i pazienti in tempo reale attraverso un dispositivo che assomiglia a un cellulare.

Il dispositivo riesce a rilevare costantemente i 4 parametri fondamentali durante il decorso della malattia (temperatura corporea, il numero dei battiti cardiaci, il numero dei respiri e la percentuale di ossigeno che arriva al sangue) e li trasmetterà, sempre in tempo reale, a una centrale operativa, dove vi saranno sette infermieri pronti a leggere i dati. Il dispositivo è semplice da usare e potrà essere attivato dal paziente stesso.”

Infine, il direttore generale dell’Asl pontina ha voluto chiarire: non è confermato che le analisi del sangue possano accertare o meno se i pazienti siano stati contagiati. Al momento, l’unica metodologia accertata è quella dei tamponi. Certo è che una nuova metodologia di accertamento dovrà essere efficiente quanto questa o più di questa. Nel frattempo, dato che i tamponi ci sono, ma sono una risorsa limitata, l’azienda sanitaria li sta usando con oculatezza.

(Il Faro on line)