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Ostia, nuovo ponte della Scafa a rischio: manca il parere sull’impatto idraulico

Dopo l’assenza di parere della Riserva del Litorale un altro ostacolo: non c’è l’autorizzazione del Consorzio di Bonifica. Il grave problema delle acque meteoriche: più di due ettari di terreno impermeabilizzato

Ostia – Il progetto del nuovo ponte della Scafa manca del parere favorevole del Consorzio di Bonifica, obbligatorio e vincolante trattandosi di un’opera che dovrà impermeabilizzare circa due ettari e mezzo di terreni agricoli.

Una nuova tegola si abbatte sul maldestro progetto per la costruzione del nuovo Ponte della Scafa: oltre al parere della commissione di Riserva del Litorale (leggi qui) manca anche l’autorizzazione da parte del Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano CBTAR. A fare la scoperta è stata ancora una volta l’associazione “Amici del Lungomare” di Roma. Va ricordato che il procedimento amministrativo è in carico al Dipartimento SIMU (Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana) del Comune di Roma.

Il progetto per la costruzione del nuovo ponte sul Tevere in Via della Scafa  – rammenta il coordinatore dell’associazione, architetto Bruno Spinozziprevede anche la realizzazione di una  nuova e complessa struttura viaria  con grandi raccordi, rotatorie e poderose rampe  per  raggiungere la quota di  ml 18,82 s.l.m. a cui è stato posizionato il ponte. Come si evince dalla planimetria generale, il tracciato del nuovo sistema viario, che comporterà l’asfaltatura di diversi ettari dei terreni  antistanti il Parco Archeologico di Ostia Antica, si sovrappone, in più tratti, agli esistenti  fossi di bonifica in pieno contrasto, tra l’altro,  con le prescrizioni di cui al R.D. n.368 del 1904”.

Come cambierà il tracciato del ponte della Scafa

Non risulta ed è da considerarsi irrinunciabile – prosegue Spinozzi – l’acquisizione presso il Consorzio Bonifica Tevere Agro Romano (CBTAR), custode dello specifico territorio e gestore della rete dei canali di bonifica esistenti, titolato all’emissione del parere idraulico con riguardo a qualsivoglia intervento edilizio si intenda realizzare da parte di terzi all’interno del Comprensorio classificato di Bonifica”.

Dal direttore generale del CBTAR, Andrea Renna, si conferma che all’ente non è arrivato neanche il progetto. Ovviamente, l’associazione “Amici del lungomare di Roma” chiede che il parere favorevole venga negato. “E’ un’opera faraonica della quale non c’è bisogno con quelle mostruose dimensioni – insiste Spinozzi – Basterebbe realizzare un ponte in sostituzione di quello esistente senza impegnare 25mila metri quadrati di campagna ad alto assorbimento delle acque meteoriche con rotonde, alti muraglioni in cemento armato, pilastri ciascuno largo 2 metri e lungo 7. Senza un efficace sistema di smaltimento delle acque piovane, il rischio è l’impaludamento dei terreni circostanti”.