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Moria di pesci nel Tevere: le carcasse arrivano fino alla foce a Fiumicino

De Vecchis: "Ogni anno chiediamo indagini e analisi per sapere il motivo di queste morti. Purtroppo non è il primo episodio"

Fiumicino – Moria di pesci lungo le sponde del Tevere a Roma. Il primo allarme è scattato sabato 30 maggio (leggi qui) ma nella mattinata di oggi 1 giugno le carcasse sono state trascinate dalla corrente fino alla foce a Fiumicino e da lì sono finite in mare. Alcuni esemplari sono arrivati anche all’interno della Darsena portuale.

“I pesci sono arrivati anche alla Foce del Tevere a Fiumicino, ogni anno chiediamo indagini e analisi per sapere il motivo di queste morti. Purtroppo non è il primo episodio”. Lo ha dichiarato il Senatore della Lega, William De Vecchis, esponente del territorio.

“Da ieri mattina abbiamo denunciato una enorme moria di pesci che vengono trasportati dal Tevere sino al mare. La nostra denuncia, come quella di altre Associazioni e di numerosi cittadini e soprattutto ciclisti che percorrevano la ciclabile potendo osservare questo scempio ambientale, sono giunte sino alle Istituzioni che hanno garantito pubblicamente una serie di interventi. Sta di fatto però che dal nostro sopralluogo avvenuto questa mattina, i pesci proseguono a morire e vengono trascinati dalla corrente verso il mare“. È quanto si legge in una nota di Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale, che ha effettuato oggi il sopralluogo all’altezza del Ponte della Scienza.

“Ieri mattina – prosegue Benvenuti – appena abbiamo avuto la notizia abbiamo immediatamente pubblicamente chiesto alle Istituzioni preposte ai controlli di accertare le cause della moria dei pesci, l’eventuale motivo di inquinamento e quale effetto negativo potrà avere sino al mare. Sta di fatto che dopo un giorno intero la situazione è analoga, risposte non ce ne sono, i pesci continuano a morire, trascinati dalla corrente o rimangono ai bordi del fiume“.

“Oltre ai controlli – conclude il Presidente – è necessario immediatamente bonificare le rive del fiume, porre delle barriere per impedire lo sversamento in mare, comprendere le cause e la a natura dell’avvelenamento, accertare il grado di inquinamento prodotto a tutela della salute pubblica, della vita dei pesci, della difesa del fiume e della biodiversità della Capitale. Interventi immediati perché già si è perso tempo prezioso e non vorremmo che la situazione possa ancora di più aggravarsi nelle prossime ore”.

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