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Europa verde Terracina: “Si potenzi il servizio comunale contro gli incendi boschivi”

Subiaco: "Occorre superare l’assenza cronica di strategie e di misure di adattamento al clima per pianificare e limitare le conseguenze del rischio di incendio"

Terracina – In questi giorni, in particolare dal 3 agosto, a bruciare, sono tante zone d’Italia e insieme a loro anche le zone collinari di Terracina, in località Casaletti, Santo Stefano e Camposoriano, molto vicine alle case e alle persone, ricche di vegetazione e animali selvatici.

Sul tema sono intervenuti anche da Europa verde Terracina, che sottolinea: la Regione Lazio aveva approvato già a maggio 2020 il nuovo Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2020-2022 (piano antincendio boschivo) che costituisce il documento programmatico fondamentale della Regione per organizzare e coordinare in modo efficace tutte le attività riguardanti l’antincendio boschivo, dalle fasi di previsione e prevenzione, alla formazione di personale regionale per la qualifica di Direttore delle Operazioni di Spegnimento (Dos) che affiancheranno i Dos dei Vigili del Fuoco, fino alla predisposizione di risorse e mezzi necessari al contrasto e alla lotta attiva al fenomeno incendi boschivi con le relative modalità attuative per organizzare la prevenzione, il lavoro a terra, e gli accordi con i Vigili del Fuoco e con la Protezione Civile e con tutto l’aggiornamento dei supporti informatici, banche dati e cartografia tutti geo-referenziati e integrati nel nuovo sistema informativo dell’Agenzia di Protezione civile.

Nel Piano, inoltre, il modello di intervento coordinato dalla Sala operativa regionale è stato completamente ridisegnato a seguito del D. Lgs. 177/2016 e del nuovo sistema informativo di Protezione Civile. “È evidente – sottolineano da Europa verde – che questo nuovo Piano, per le sue numerose novità, avrebbe dovuto far scattare un adeguamento formativo e una revisione di tutta la Rete di Prevenzione AIB Comunale, cosa che non ci risulta sia invece avvenuta.

Ricordiamo poi che il Comune di Terracina presenta un indice di “pericolosità incendi molto alta” come riportato sempre sul Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2020-2022, e per questo è assolutamente necessario (vista anche la estensione e la preziosità dal punto di vista naturalistico delle aree ricadenti nel territorio comunale) ridefinire e potenziare il servizio di previsione, prevenzione e controllo delle aree a rischio, manutenere in modo costante le zone di interfaccia e delle fasce tagliafuoco, e adottare con urgenza tutti i provvedimenti stabiliti dai programmi e dai piani regionali, compresi quelli relativi alla preparazione, alla formazione, alle dotazioni del nucleo di Protezione Civile comunale, e alla gestione dell’emergenza con la predisposizione di idonee procedure e relativi livelli di responsabilità, e soprattutto con esercitazioni periodiche, designazione di aree di raccolta dei cittadini per assicurare i primi soccorsi in caso di eventi che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone.

Inoltre, il Comune di Terracina, anche se molto in ritardo, si è dotato di un Piano di Gestione e di Assestamento Forestale (PGAF), valido per il decennio 2020-2029, adottato con Deliberazione di C.C. n.21 del 16/04/2019, con la quale – prosegue la nota – sono state definite le linee di indirizzo per lo Sviluppo Sostenibile del patrimonio silvo-pastorale e lo schema generale della Pianificazione Sostenibile delle Risorse Forestali, delle procedure di approvazione, di cofinanziamento e di attuazione, che include anche la mitigazione del fenomeno degli incendi attraverso interventi di sensibilizzazione e prevenzione, ma non abbiamo traccia dell’adozione reale di questo Piano, che resta – per ora-  lettera morta”.

E ancora, proseguono da Europa verde: “E’ necessario che il Comune di Terracina provveda alla redazione e alla attuazione operativa di un proprio Piano Anti Incendio Boschivo- PAIB, la cui redazione e aggiornamento deve essere quanto più partecipata dagli abitanti che conoscono tutte le caratteristiche del territorio, in modo che tali Piani contengano gli elementi di prevenzione della diffusione degli incendi e la pianificazione scientificamente corretta delle fasce taglia-fuoco, cosi come richiediamo che il Comune debba effettuare l’aggiornamento continuo del Catasto delle aree percorse dal fuoco, così come previsto dalla legge 353 /2000″.

Infine, sulla questione è intervenuto direttamente il candidato sindaco di Europa verde Terracina alle comunali di settembre, l’ingegnere e docente Gabriele Subiaco, che ha fatto sapere: “Dopo aver letto il comunicato del Sindaco facente funzioni Roberta Tintari (leggi qui), come Europa Verde Terracina, riteniamo assolutamente inadeguato il livello di prevenzione e protezione garantito dall’Ente Comunale, che pure ha il merito di aver dato vita, nel 2018 e solo a seguito di un corposo esposto di Legambiente alla Procura di Latina, a una Rete di Prevenzione volontaria, e sottolineo volontaria, per l’antincendio boschivo.

La gestione dell’emergenza incendi, anche alla luce di quanto già tristemente accaduto in questa città nel 2017, è stata segnata, fino ad ora, da troppi e ingiustificati ritardi a tutti i livelli. Ai ritardi, si somma il numero insufficiente delle squadre di manutenzione e vigilanza dei boschi, e soprattutto l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima. In questo quadro si inserisce anche il processo di riorganizzazione delle funzioni dell’ex Corpo Forestale, ora assorbito nell’Arma dei Carabinieri, riforma alla quale siamo sempre stati fermamente contrari come Verdi/Europa Verde”.

Ma, allora cosa fare? Subiaco sottolinea: “Occorre cambiare rapidamente metodo di prevenzione e contrasto, servono più controlli, occorre aumentare a dismisura le pene per i piromani, rinforzare il corpo dei Vigili del Fuoco, utilizzare le nuove tecnologie (droni e satelliti) per rafforzare la sorveglianza e la vigilanza, aggiornare le mappe catastali con le zone incendiate e – prosegue la nota – disincentivare il privato che guadagna sul numero di incendi. Ma serve soprattutto ricominciare a curare il territorio con una corretta manutenzione delle zone boschive che consenta di limitare gli effetti di un probabile incendio.

Occorre poi rafforzare il sistema dei controlli e degli interventi delle Forze dell’ordine nei confronti di chi appicca gli incendi.  Oggi, oltre il delitto di incendio doloso di cui all’art. art.423 bis del codice penale, si può e si deve applicare la legge sugli ecoreati (la n.68/2015) e in particolare il reato di disastro ambientale secondo quanto previsto dall’art. 452 quater del codice penale, uno dei nuovi delitti introdotti dalla legge, che usa la mano dura contro chi attenta alla salubrità degli ecosistemi, incrementando le pene fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti.

Inderogabile il potenziamento dei corsi di formazione per le figure che devono svolgere la funzione di direzione delle operazioni di spegnimento (DOS) a cura delle Regioni e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, come pure fondamentale la realizzazione e aggiornamento costante del Catasto delle aree percorse dal fuoco da parte degli Enti Locali, finalizzato alla predisposizione dei vincoli di uso dei suoli, al fine di impedire speculazioni economiche sulle aree dove si siano verificati incendi, così come previsto dalla legge 353/2000.

Infine – conclude Subiaco – , occorre superare l’assenza cronica di strategie e di misure di adattamento al clima per pianificare e limitare le conseguenze del rischio di incendio e non avere solo un atteggiamento reattivo”.

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