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Decreto anti Covid-19: quali sport si possono praticare e quali no

Vanno avanti i campionati a carattere nazionale, all’interno di specifici protocolli federali. Gli atleti di interesse nazionale proseguono gli allenamenti

Mentre lo sport si lecca le ferite e cerca di placare malumore e disagi sociali ed economici, è evidentemente importante sapere quali siano gli sport da praticare e quali no. Non si ferma tutto il movimento, solo quella parte che non può garantire sicurezza, come indicato dal Decreto governativo emanato il 25 ottobre scorso.

Con le palestre e le piscine chiuse, alcune alternative possono essere il tennis, il footing e il running. Nonché l’attività sportiva e motoria all’aperto, nel rispetto delle norme del distanziamento, senza assembramenti. Nei parchi o in luoghi isolati. Restano validi gli sport di squadra, solamente quelli che si praticano all’interno dei protocolli Coni e Cip (Comitato Italiano Paralimpico), che hanno avviato un dialogo aperto in queste ore con Sport e Salute (leggi qui).

Calcio: vanno avanti i campionati di Serie A, Serie B, Serie C e Serie D. Secondo quando indicato dalla Lega Nazionale  Dilettanti si fermano i campionati di Eccellenza, Promozione, Prima, Seconda e Terza Categoria, insieme a quelli del calcetto. Il Decreto nuovo emanato non prevede più la presenza del pubblico sugli spalti, ad affluenza limitata, ma parla di eventi sportivi solo a “porte chiuse”, anche all’aperto. A discrezione tuttavia delle decisioni regionali.

Pallacanestro: i campionati regionali si fermano. Proseguono i tornei nazionali di Serie A, Serie A2, Serie B per il basket maschile. Per quello femminile vanno avanti i campionati e i suddetti allenamenti di Serie A1, Serie A2.

Sport di contatto: la parte sportiva che suscita in queste ore le discussioni più accese e che richiede chiarimenti in merito. La Fijlkam sta aspettando indicazioni da Sport e Salute (leggi qui). Tuttavia  si fermano le attività di contatto a livello amatoriale. Per i professionisti e i dilettanti a livello nazionale la pratica prosegue, nel rispetto dei protocollo emanati dalle rispettive Federazioni Nazionali (Coni e Cip). Sospese le attività dilettantistiche di base, le scuole e le attività formative di avviamento allo sport. Le gare, competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico – amatoriale (tra cui il calcetto e le partite di pallacanestro e pallavolo e beach volley).

Pallavolo: si fermano i  tornei regionali. Vanno avanti i campionati di Serie A, Serie B maschili e femminili. E una parte di quelli giovanili.

Sci alpino: chiusi gli impianti nei comprensori, utilizzabili solamente dagli atleti professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, dal Cip e dalle rispettive Federazioni, per la preparazione di competizioni nazionali e internazionali. Sciatori amatoriali: dovranno seguire le indicazioni emanate dalle Regioni, mediante il rispetto di appositi protocolli.

Domanda: gli atleti professionisti che sono iscritti alle Federazioni Sportive Nazionali, in essi nuotatori, pallanuotisti, atleti di nuoto sincronizzato e tuffatori, tra gli altri, e poi karateka, judoka e lottatori potranno proseguire le proprie attività all’interno di piscine e di palestre, chiuse per Decreto governativo? Da quanto indicato dal Governo sembra di sì. Ponendo attenzione sul discorso derivante dai protocolli decisi dal  Coni e dal Cip. Restano chiuse le altre palestre e piscine. Si attendono tuttavia chiarimenti nelle prossime ore.

(Il Faro online)