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Fiumicino, “cacciato” il Garante dell’Infanzia alla vigilia della Giornata mondiale dei diritti dei Bambini

Montino revoca l'incarico. La replica di Roberto Tasciotti: "Il Garante non è il servo sciocco del padrone"

Fiumicino – “Il Garante non è il servo sciocco del padrone. Indipendentemente dall’incarico continuerò la battaglia per i diritti dei giovani come faccio da ben 50 anni. Non mi occorre il grado per servire con amore passione e competenza le cause dei cittadini. Adesso ho una cosa in più la totale libertà di agire”.

Sono parole di fuoco quelle che escono dalla bocca di Roberto Tasciotti, appena “destituito” dal sindaco Montino dal suo ruolo di Garante per l’Infanzia e l’adolescenza al Comune di Fiumicino, ad un anno dalla fine naturale del mandato.

Una revoca di mandato giustificata dal primo cittadino, in una lunga lettera inviata direttamente a Tasciotti (ma esplicitata anche in conferenza dei capigruppo e inviata per conoscenza alla Segreteria generale nonché alla Presidenza del consiglio comunale), che – tra le altre cose – specifica come “non posso non notare e con dispiacere rimarcare la tua totale assenza, così come l’inesistenza di materiale o iniziative prodotte… Rileggendo le 15 funzioni di vigilanza consulenza sostegno e promozione delegate dal nostro regolamento comunale al Garante per l’Infanzia e l’adolescenza, non ho riscontrato un tuo appunto, una tua riflessione”.

Accuse che Tasciotti respinge con un’altra accorata missiva dove spiega punto per punto la sua posizione.

La lettera di Tasciotti

“In realtà – dice Tasciotti – deduco che i veri motivi che ti hanno spinto a revocare l’incarico si possono riassumere in questo ordine:
i miei interventi contro la tua decisione di chiudere le palestre scolastiche e impedire a migliaia di persone di praticare lo sport;
– di assegnare ad un’agenzia interinale i servizi educativi, cosa esecrabile per qualsivoglia procedura metodologica e politica, privatizzando di fatto le insegnanti, verso un servizio educativo;
– per ultimo, la mia presa di posizione nei confronti dell’obbligo di far mettere la mascherina al banco alle bambine ed ai bambini delle nostre Istituzioni scolastiche, posizione che avresti dovuto avocare a te quale commissario straordinario, ponendo tu la questione alle autorità
nazionali. Fatto rilevante, quando le conseguenze sul piano della salute sono preoccupanti.

Veniamo agli addebiti.
Voglio rammentarti che in questi 2 anni, da Garante, sono stato punto di riferimento per numerose famiglie, adoperandomi a risolvere le numerose e complesse problematiche. Ti ricordo, visto che non li hai letti, che ho prodotto le seguenti documentazioni :
• elementi metodologici per organizzare le lezioni a distanza. Inviato a tutte le dirigenze scolastiche che lo hanno trasmesso ai loro docenti. Lo scopo, te lo paleso, è stato quello di rendere le lezioni a distanza più adatte ai nostri ragazzi.
• breve manuale di azioni didattiche per far svolgere agli alunni attività motorie a casa. Tale libello è stato consegnato alle dirigenze scolastiche che lo hanno inviato alle famiglie.
• documento su ipotesi risolutive per l’apertura dell’anno scolastico, consegnato a te durante la riunione con i dirigenti scolastici, che non hai preso in considerazione.
• Rammento inoltre, che ho sollecitato e promosso, con gli assessori di riferimento, riunioni con i gestori dei centri estivi, di fondamentale importanza per ridare ai ragazzi momenti di gioia
• Infine, per tua memoria, ho promosso un corso di formazione rivolto alle insegnanti della scuola dell’infanzia su di un tema delicatissimo: le condizioni psicopedagogiche sulla gestione della crisi in ambiente scolastico-

Sappi – conclude Tasciotti nella ,lettera – che hai anticipato le mie dimissioni, dato che non condivido da mesi le tue impostazioni politiche e di metodo, sulle tematiche relative a quanto esposto sopra”.

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