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Epifania, il Papa: “Tenebre minacciose sono in ognuno di noi ma la luce di Cristo è più forte”

All'Angelus la preghiera del Papa per la Repubblica Centrafricana e gli auguri alle Chiese Orientali che domani celebrano il Natale

di FABIO BERETTA

Città del Vaticano – “Le tenebre sono presenti e minacciose nella vita di ognuno e nella storia dell’umanità, ma la luce di Dio è più potente. Si tratta di accoglierla perché possa risplendere a tutti”. Lo afferma Papa Francesco durante la preghiera dell’Angelus, pronunciata nella biblioteca del Palazzo Apostolico, in Vaticano. Dopo aver celebrato messa nella basilica di San Pietro (leggi qui), il Pontefice, senza affacciarsi su piazza San Pietro, sottolinea come la solennità odierna, l’Epifania, “non è un altro mistero, è sempre lo stesso mistero della Natività, visto però nella sua dimensione di luce: luce che illumina ogni uomo, luce da accogliere nella fede e luce da portare agli altri nella carità, nella testimonianza, nell’annuncio del Vangelo”.

La liturgia presenta Cristo come una luce che “ha la forza di attrarre tutti, vicini e lontani”. “Ma dov’è questa luce?”, si domanda il Santo Padre, che trova la risposta nella prima lettura odierna, tratta dal libro del profeta Isaia, che “la intravedeva da lontano, ma già bastava a riempire di gioia incontenibile il cuore di Gerusalemme”. L’evangelista Matteo, raccontando l’episodio dei Magi (cfr 2,1-12), “mostra che questa luce è il Bambino di Betlemme, è Gesù, anche se la sua regalità non da tutti è accettata. Anzi, alcuni la rifiutano, come Erode. È Lui la stella apparsa all’orizzonte, il Messia atteso, Colui attraverso il quale Dio realizza il suo regno di amore, il suo regno di giustizia, il suo regno di pace. Egli è nato non solo per alcuni ma per tutti gli uomini, per tutti i popoli. La luce è per tutti i popoli, la salvezza è per tutti i popoli”.

Ma “come la luce di Cristo si diffonde in ogni luogo e in ogni tempo? Ha il suo metodo per diffondersi. Non lo fa attraverso i potenti mezzi degli imperi di questo mondo, che sempre cercano di accaparrarsene il dominio. No, la luce di Cristo si diffonde attraverso l’annuncio del Vangelo. L’annuncio, la parola, e la testimonianza”, sottolinea il Papa.

Questo è lo stesso “metodo” “scelto da Dio per venire in mezzo a noi: l’incarnazione, cioè il farsi prossimo all’altro, incontrarlo, assumere la sua realtà e portare la testimonianza della nostra fede, ognuno. Solo così la luce di Cristo, che è Amore, può risplendere in quanti la accolgono e attirare gli altri”.

E ammonisce: “Non si allarga la luce di Cristo con le parole soltanto, con metodi finti, imprenditoriali… No, no. La stella è Cristo, ma la stella possiamo e dobbiamo essere anche noi, per i nostri fratelli e le nostre sorelle, come testimoni dei tesori di bontà e di misericordia infinita che il Redentore offre gratuitamente a tutti. La luce di Cristo non si allarga per proselitismo, si allarga per testimonianza, per confessione della fede. Anche per il martirio”.

Poi, un altro monito: “Guai se pensiamo di possederla, guai se pensiamo soltanto di doverla solo ‘gestire’! Anche noi, come i Magi, siamo chiamati a lasciarci sempre affascinare, attirare, guidare, illuminare e convertire da Cristo: è il cammino della fede, attraverso la preghiera e la contemplazione delle opere di Dio, che continuamente ci riempiono di gioia e di stupore, uno stupore sempre nuovo. Lo stupore è sempre il primo passo per andare avanti in questa luce.

Dopo la benedizione, il pensiero del Papa va all’Africa: “Seguo con attenzione e preoccupazione gli eventi nella Repubblica Centrafricana, dove si sono recentemente svolte le elezioni, con le quali il popolo ha manifestato il desiderio di proseguire sulla via della pace. Invito perciò tutte le parti a un dialogo fraterno e rispettoso, a respingere l’odio ed evitare ogni forma di violenza”.

Poi, gli auguri “ai fratelli e alle sorelle” delle Chiese Orientali, che, secondo la loro tradizione, celebrano domani il Natale del Signore: “Ad essi porgo il più sentito augurio di un Santo Natale, nella luce di Cristo nostra pace e nostra speranza”.

Nell’odierna festa dell’Epifania si celebra la Giornata Mondiale dell’Infanzia Missionaria, che coinvolge tanti bambini e ragazzi di tutto il mondo: “Ringrazio ciascuno di loro, e li incoraggio ad essere testimoni gioiosi di Gesù, cercando sempre di portare fraternità in mezzo ai coetanei”, conclude il Papa. Infine, l’immancabile saluto: “A tutti auguro una buona festa. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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