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Chi è Achille Lauro: vita privata, carriera e scandali fotogallery

Tutto quello che c'è da sapere su uno dei personaggi del panorama musicale italiano che non smettono di stupirci. Achille Lauro,

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Achille Lauro spirito ribelle, artista discusso e di grande successo che vuole rompere tutte le etichette imposte dalla società. Se da una parte viene accusato per i suoi eccessi, dall’altro è diventato un esempio di libertà di espressione e di coraggio di mostrare sé stessi in modo autentico, anche se comporta andare contro l’ordinario.

Scopriamo insieme la vita di uno degli artisti italiani che ha fatto parlare di più di sé negli ultimi anni e che vuole cambiare il mondo con la sua arte.

Vita privata di Achille Lauro

Lauro De Marinis nasce l’11 luglio 1990 a Verona. Figlio secondogenito di Nicola De Marinis, professore universitario e magistrato della Corte di Cassazione di Gravina in Puglia, e Cristina Zambon. Cresce a Roma e dall’età di 14 anni decide di andare a vivere con il fratello maggiore Federico, che gli trasmette la passione per la musica. Federico infatti era produttore per la crew Quarto Blocco, che lo portò ad allontarsi dalla famiglia che si sarebbe trasferita in un’altra città. Sempre grazie al fratello, Lauro si addentra nel mondo del rap underground e in quello del punk rock.

Come dichiarato in alcune canzoni e in alcune interviste, Lauro ha mantenuto negli anni un rapporto molto stretto con sua madre, attuale amministratrice della holding di Lauro, la De Marinis srl, mentre ha avuto un rapporto conflittuale con il padre, solo recentemente risaldato.

Nel 2017 Lauro ha preso parte allo show televisivo Pechino Express insieme al suo produttore Edoardo Manozzi, in arte Boss Doms, come coppia dei Compositori, posizionandosi al terzo posto.

Nel 2018 entra nel campo cinematografico come produttore di Terrurismo, un corto del regista Vito Cea e dello scrittore e sceneggiatore Roberto Moliterni, nel quale appare in un breve cameo. Il corto vincerà il premio MaTiff per giovani produttori. Nello stesso anno partecipa come attore e autore di testi in rima nel lungometraggio Applausi, ispirato alla vicenda di Elisa Claps. Per la 76ª Mostra del Cinema di Venezia presenta un corto in realtà virtuale Happy Birthday di Lorenzo Giovenga, in cui compaiono anche due sue canzoni. Nel 2019 esce sulle piattaforme Sky il documentario autobiografico No face 1, diretto da Sebastiano Bontempi e Lauro stesso.

Nel gennaio 2019 pubblica la sua autobiografia Sono io Amleto, edita da Rizzoli. Il 19 maggio 2020, sempre per Rizzoli, viene pubblicato il suo secondo libro 16 Marzo: L’Ultima notte.

Dopo aver già affiancato Mara Maionchi nella scelta dei concorrenti alle Home Visit di X-Factor 2018, torna a X-Factor l’anno successivo per condurre il talk show Extra Factor insieme all’attrice Pilar Fogliati.

Nel 2020 fonda, insieme al manager Angelo Calculli e al co-direttore creativo Nicolò Cerioni, una nuova agenzia di booking e management, la MK3. Contestualmente viene nominato Chief Creative Director dell’etichetta discografica Elektra Records.

Nuovamente insieme a Boss Doms, partecipa alla seconda edizione del reality di Prime Video Celebrity Hunted: Caccia all’uomo, in uscita nel 2021.

Carriera e Scandali

Dallo stile discusso e provocatorio, una Lady Gaga versione maschile Achille Lauro fa sempre parlare di sé. Esiste un limite alla trasgressività? Dai suoi look, il trucco e lo smalto, al suo atteggiamento sfrontato fino ai testi delle sue canzoni, Achille Lauro vuole abbattere tutti i muri del conformismo.

Per i primi scandali dobbiamo tornare al suo primo Sanremo nel 2019 con la canzone Rolls Royce. Vestiti in modo poco appariscente, a non passare inosservati furono i numerosi tatuaggi, anche sul viso, del cantante ed il testo del brano in gara. Nel testo infatti vengono citati esponenti ben noti della musica rock, quali i Doors, Jimi Hendrix, Amy Winehouse, Billie Joe Armstrong, Elvis Presley e Axl Rose, ma anche personaggi della cultura popolare, come Marilyn Monroe, Paul Gascoigne; tutti loro hanno in comune una storia molto travagliata, a volte mortale, con l’assunzione di sostanze stupefacenti. Il titolo stesso del brano è uno dei termini con cui viene indicata l’ecstasy. Da questo nasce un lungo dibattito televisivo in cui l’opinione comune si trova divisa tra chi vede questo brano come un inno alla droga e chi invece ne vede una metafora artistica del mondo del Rock & Roll di cui Lauro fa parte. La polemica arriva al mondo della politica, dove il deputato di Forza Italia Roberto Novelli chiede l’intervento di Baglioni e della Vigilanza Rai:

“Il direttore artistico di Sanremo sciolga immediatamente i dubbi emersi sul significato della canzone del cantante Achille Lauro. Confido che la commissione di vigilanza Rai prenda posizione: la droga è una piaga sociale e di tutto abbiamo bisogno tranne che di cattivi esempi sul palcoscenico più importante della canzone italiana”.

Il dibattito andò avanti a lungo, ma questo non fece altro che aumentare la fama di Achille Lauro, che risultò il vero protagonista del Festival.

Da questo momento inizia l’impennata della sua carriera. A maggio del 2019 inizia il tour “Achille Lauro Live”, che ebbe un grande successo e una volta terminato   produttivo per il cantante e la sua band, infatti oltre al fortunato tour “Achille Lauro Live” fu un periodo di intensa produzione musicale, infatti nel 2020 pubblicherà tre album: 1990 (anno della sua nascita), 1969 – Achille Idol Rebirth e 1920- Achille Lauro & The Untouchable Band.

Nel 2020 partecipa nuovamente a Sanremo e si conferma come il personaggio più chiacchierato del Festival. In questa edizione infatti, Achille Lauro decide di stupire il pubblico con il suo stile. I suoi look realizzati da Gucci sono cuciti a doppio filo con il messaggio lanciato dal brano portato in gara quell’anno ed esplicitato fin dal titolo: Me ne frego. Gli abiti diventano iconici: la mantella e la tutina color carne della prima serata diventano virali in pochi secondi e verranno definiti come un omaggio al San Francesco rappresentato da Giotto. E per la serata dei duetti, Achille Lauro si è trasformato in David Bowie nella sua versione di Ziggy Stardust. Poi è venuto il turno della Divina Marchesa Casati Stampa, opera d’arte vivente, eccentrica e amante del lusso. Per la serata conclusiva, Lauro ha sceso le scale interpretando Elisabetta I Tudor, vergine sposa della patria, del popolo, dell’arte e difensore della libertà.

La sua originalità espressiva viene pienamente apprezzata da Amadeus, conduttore del Festival 2020 riconfermato anche per l’anno successivo, al punto da sceglierlo come ospite fisso dell’edizione 2021. Anche in questo Sanremo Lauro si conferma protagonista della scena con dei costumi disegnati da lui stesso insieme al suo stylist Nick Cerioni. Durante la prima conferenza stampa della manifestazione Lauro annuncia che il suo ruolo sarebbe stato quello di interpretare cinque “quadri” musicali in omaggio alla “storia di tutti noi”. La 71ª edizione del Festival della canzone italiana si è tenuta dal 2 al 6 marzo 2021 e lo ha visto come ospite fisso della manifestazione per tutte e cinque le serate. Lauro ha omaggiato nell’ordine: il glam rock esibendosi con l’inedito Solo noi, il Rock and Roll con Bam Bam Twist in un’esibizione tributo alla cantante Mina, il pop sulle note di Penelope eseguito insieme a Emma Marrone, il punk rock con i brani sanremesi Me ne frego e Rolls Royce, e infine la musica classica con C’est la vie.

L’8 marzo 2021 annuncia un nuovo lavoro discografico, intitolato Lauro e in uscita il 16 aprile successivo. Dall’album spicca subito la canzone Marilù che riscuote rapidamente molto successo (guarda il video).

Lo stile musicale

Lauro emerge da un underground rap, ma si è rapidamente evoluto in un artista fortemente eclettico. I primi due lavori in studio di Lauro sono, infatti, assimilabili al genere rap underground, che poteva rispecchiare la vita disastrata che Lauro ha affrontato da ragazzo. Viene presto influenzato della musica trap, che si è manifestata principalmente in Ragazzi madre. Il tema predominante, soprattutto nei suoi album Achille Idol Immortale e Dio c’è, è il mondo della droga.

In più occasioni, Lauro ha dichiarato che non gli piace essere omologato allo stereotipo del rapper di strada, il suo stile si è sempre discostato da quello degli artisti hip hop, facendo sempre più spesso scelte eccentriche per il suo abbigliamento. Ha dichiarato di seguire con piacere il connazionale Ghali, ma soprattutto gli statunitensi Travis Scott, 6LACK e Young Thug. Lauro si identifica come fan di Vasco Rossi, di Kurt Cobain, di Elvis Presley e dei Beatles. Sostiene di essersi ispirato a Lucio Battisti e Rino Gaetano in riferimento alla sua svolta rock.

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