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Covid, i ristoratori di Fiumicino: “Casi in calo ovunque: ora riaprire al chiuso”

L'associazione Lungomare della Salute: "È necessario aprire urgentemente un tavolo che tuteli Fiumicino e la sua economia"

Fiumicino – “Il cinquanta per cento dei posti al chiuso e il cinquanta per cento all’esterno. Coprifuoco a mezzanotte”. Sono le richieste che l’associazione Lungomare della Salute, che rappresenta la maggior parte delle attività di ristorazione e balneazione della zona, rilancia a fronte dei dati che si registrano a Roma e nella Provincia di Roma.

“Il calo dei contagi mostra chiaramente quello che da tempo sosteniamo: non siamo noi gli untori – spiega il presidente Massimiliano Mazzuca -. I nostri esercenti hanno sempre mantenuto alta la guardia attenendosi scrupolosamente a tutte le procedure previste dai protocolli anti-contagio. Per questo chiediamo che le istituzioni su tutti i fronti facciano pressioni affinché la nostra categoria possa tornare a lavorare in maniera dignitosa pur con tutte le precauzioni del caso. Non chiediamo infatti che si torni a due anni fa, ma almeno che si possa servire in parte anche all’interno dando così modo a tutti di poter salvare la giornata. Fiumicino ha una grande tradizione imprenditoriale. Basti pensare che le attività di ristorazione sono oltre 600, 1000 se si ragiona su quelle miste. Un traino che la politica deve assolutamente tutelare per evitare uno tsunami economico con effetti devastanti sull’economia locale e regionale. Un pensiero va a tutti i colleghi delle palestre, delle piscine e di tutti quegli asset che oggi soffrono più di noi, penso al comparto aereo fermo ormai da un anno e mezzo. È necessario aprire urgentemente un tavolo che tuteli Fiumicino e la sua economia”.

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