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Lettere al direttore

Ardea, aggressione alla veglia: la lettera di scuse e le “spiegazioni”

Risate tra la gente, selfie e barbecue durante la fiaccolata. Da lì è montata la rabbia, che però... ha colpito il bersaglio sbagliato

“Come tutte le mattine anche oggi ho aperto il Faro online per leggere le notizie, e purtroppo ne ho letta una che mi ha ferito molto. Mi ha ferito perché ho fatto una cavolata, già me ne ero resa conta quando l’avevo fatta, ma ora purtroppo la leggo a lettere cubitali e questo mi ferisce perché vengo descritta in un modo che è lontano anni luce da me, da chi sono veramente”.

A parlare è la signora che ha aggredito verbalmente una nostra giornalista (leggi qui), presente alla veglia in ricordo delle vittime della sparatoria a Colle Romito per testimoniare il dolore e la solidarietà di una comunità.

“Sabato scorso – prosegue la lettera firmata, nella quale però omettiamo le generalità per prevenire altri rigurgiti giustizialisti sui social, di cui non sentiamo l’esigenza – sono andata con la mia famiglia alla fiaccolata in memoria delle vittime della strage avvenuta il 13 giugno nel consorzio di Colle Romito. Purtroppo l’atmosfera non era quella che ci aspettavamo, o meglio durante la messa c’è stato raccoglimento ed in silenzio rispettoso, abbiamo ascoltato le parole che Don Martino ha rivolto alla comunità, chiedendogli di essere più compatta, più vera.

Poi però è iniziata la fiaccolata ed al silenzio hanno preso posto le risate, le battute, le chiacchiere. C’erano molti politici o “politicanti” del territorio venuti lì solo per passerella, e magari invece chi davvero doveva esserci non c’era. C’erano molte persone per bene, sconvolte dai fatti accaduti, ma c’erano anche persone che forse non avevano mai fatto fiaccolate o processioni e non sapevano come ci si dovrebbe comportare. Infatti molte persone che si facevo selfie, foto e videochiamate.

Nelle vie non si respirava aria di raccoglimento, ma aria pesante di allegria che si andava ad unire con l’aria fumosa dei barbecue, perché ovviamente c’era pure chi non importava nulla di tutto ciò e trascorreva indifferente il week end nella sua villetta al mare. Allegria di chi non ha mai vissuto un lutto grave in famiglia? Allegria perché tanto è successo a loro e non a me? Non so dare una risposta a così tanta allegria o indifferenza, so solo che tutta quest’aria mi stava infastidendo.

Poi ho visto una ragazza che, da come aveva il cellulare, ho capito che stava facendo una diretta social, inquadrandoci, e lì purtroppo la mia lucidità, la mia calma e la mia educazione è sparita. Purtroppo non avevo capito che era una giornalista, altrimenti avrei evitato il suo obbiettivo come fatto per altri che erano lì, era confusa tra la folla e pensavo fosse una delle tante ragazze che sfrutta anche una situazione simile per aggiudicarsi qualche follower.

Ho sbagliato, ho esagerato, potevo usare sicuramente modi e termini diversi, e di questo me ne rammarico molto, e chiedo scusa con tutto il cuore. Come ho letto l’articolo ho chiamato subito il direttore, al quale ho spiegato la situazione e ho fatto le mie scuse, vere, sentite. Non me la sono presa con la ragazza perché “donna” o perché “un soggetto debole”, io sono contro ogni forma di violenza di genere e sono per la libertà di stampa.

Me la sono presa con il fatto che neppure in una fiaccolata per delle vittime innocenti la così tanta acclamata “comunità” avesse un po’ di serietà e raccoglimento. Me la sono presa perché spesso, troppo spesso, mi ritrovo a dover tutelare l’immagine di mio figlio, a dare giustificazioni perché non venga fotografato o ripreso, ma in un’epoca in cui l’apparire è un tag capisco che sono fuori contesto.

Non mi voglio giustificare, perché il mio atteggiamento è stato sbagliato, ma come insegno a mio figlio, se sbagli chiedi scusa e cerca di non fare più lo stesso sbaglio. Quindi chiedo scusa alla giornalista, che potrebbe essere non mia figlia ma mia sorella, e rassicurandola che mai sarei andata oltre le parole, che le persone intorno non sono intervenute, non perché omertose, ma perché solo io e lei sappiamo cosa ci siamo dette. Ardea non è solo tragedie e gente sbandata, Ardea è un territorio travagliato ma ricco di bellezze e quotidianamente ci sono molte persone che in sordina cercando di renderlo un posto migliore… Magari se vorrà il prossimo articolo potremmo parlare di questo per metter un po’ di pace e speranza nei cuori di chi ci abita”.

Lettera firmata

Non è facile chiedere scusa dopo aver sbagliato, e di questo va dato merito. Il Faro online parla spesso delle bellezze di Ardea, di esempi positivi; dunque accogliamo volentieri l’appello finale, come un proseguimento di un’attività che già facciamo. Così come ci poniamo sempre con grande rispetto delle persone coinvolte, laddove accadessero notizie di cronaca.
Va ribadito comunque con forza che qualunque atteggiamento aggressivo, quale che sia la causa scatenante, va emarginato: fisico, verbale o psicologico che possa essere. E su questo mi pare, dal tono della lettera, siamo tutti d’accordo.

Angelo Perfetti