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Fuoripista: “Una parte della tassa d’imbarco vada al Comune di Fiumicino”

"I soldi siano impiegati a favore della popolazione, residenti e lavoratori, che subisce i danni dalle attività aeroportuali"

Fiumicino – “Recentemente, dopo una lunga lotta contro il raddoppio dell’aeroporto che ci ha visti protagonisti insieme a tanti Comitati e Associazioni di volontariato, Parlamentari, Consiglieri Comunali e Regionali e alla Amministrazione Comunale di Fiumicino e della Regione Lazio, si sono verificati dei fatti di rilevante importanza che dimostrano in modo inequivocabile la fondatezza delle nostre tesi“.

Così in una nota il Comitato FuoriPista che prosegue: “Nell’ottobre del 2019 la Commissione Tecnica Via/Vas ha bocciato il progetto di sviluppo aeroportuale “Masterplan 2030” presentato da Enac che prevedeva la realizzazione della quarta pista e dell’aerostazione comprese tutte le opere di connessione all’aeroporto (ferrovia, autostrada, ecc). Le motivazioni della bocciatura hanno inequivocabilmente dimostrato che il progetto elaborato dalla Società Aeroporti di Roma e fatto proprio da Enac era infondato e basato sui volumi di traffico e passeggeri gonfiati a dismisura.

Più recentemente, il 12/03/2021, il Tar Lazio, a conclusione del dibattimento dei diversi ricorsi presentati da AdR e Enac, ha emesso sentenza, dichiarandoli inammissibili ed esprimendo un chiaro ed inequivocabile diniego alla possibilità di realizzare infrastrutture aeroportuali nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

Sentenza che conferma che il raddoppio dell’aeroporto, a partire dalla quarta pista, era ed è una mera speculazione finanziaria, fondiaria e edilizia.

I ricorsi presentati al Tar Lazio, tutti a sostegno del progetto dell’ampiamento dell’aeroporto, erano in opposizione a:
–       riperimetrazione della Riserva (D.M. 311/2013 a firma del Ministro On. A.Orlando) voluta dal Comune di Fiumicino, Comune di Roma,Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente (Matta) ;
–       parere negativo della Commissione Via/Vas al progetto denominato “Master Plan Fiumicino 2030”, che vedeva Enac nel ruolo di  proponente;
–       Piano di Gestione (PdG) della Riserva e annesso Regolamento elaborato dal Commissario ad acta nominato dal Presidente Zingaretti della Regione Lazio;
–       Decreto interministeriale a firma del Ministro dell’Ambient Gen. S.Costa) e quello delle Beni Culturali (Mibact) On. D. Franceschini ;

In base a questi atti pubblici e formali, le opere previste nell’Atto unico Convenzione- Contratto di Programma sottoscritto da Enac e AdR non sono fattibili. Pertanto, il Comitato FuoriPista chiede alle autorità competenti (Ministero Infrastrutture, Enac, Corte dei Conti, ecc) la revisione dell’attuale Convenzione e la cancellazione di tutte le infrastrutture aeroportuali in essa previste, per un valore corrispondente di circa dieci miliardi, per finanziare le quali AdR aveva attenuto nel 2012 un aumento della tassa d’imbarco di circa 10 euro a passeggero.

Chiediamo che una parte consistente di tali importi, almeno 100 milioni di euro all’anno per la durata della Convenzione, che AdR continua ad incassare, siano versati nelle casse del Comune di Fiumicino e impiegate a favore della popolazione, residenti e lavoratori, che subisce i danni dalle attività aeroportuali per:

  • insonorizzazione di tutte le abitazioni e le strutture pubbliche (Scuola di Focene e di Via Coni Zugna) che si trovano all’interno dei “coni di volo”;
  • posizionare in un numero adeguato stazioni di rilevamento dell’inquinamento acustico e atmosferico;
  • avviare indagini epidemiologiche volte a conoscere, in primo luogo, lo stato di salute dei cittadini, degli alunni e degli studenti i cui edifici sono interessati agli elementi inquinanti;
  • realizzazione di infrastrutture viarie e di altra natura, a beneficio del territorio e dei cittadini del Comune di Fiumicino;

Su questi importanti punti il Comitato FuoriPista, oltre ad aver già incontrato i gruppi politici presenti nel Consiglio Comunale di Fiumicino, promuoverà incontri con le realtà del volontariato operanti nel territorio.

Abbiamo inoltre già chiesto un confronto all’Amministrazione Comunale, che sarà esteso a tutte le istituzioni pubbliche interessate alla problematica, nonché ai rappresentanti regionali e nazionali che desiderano il bene della collettività e non solo salvaguardare gli interessi di pochi.
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